giovedì 28 luglio 2016

“UN MILIARDO DI EURO DI ARMI DALL’EUROPA VERSO IL MEDIO ORIENTE”

“UN MILIARDO DI EURO DI ARMI DALL’EUROPA VERSO IL MEDIO ORIENTE”
Un team di giornalisti della Balkan Investigative Reporting Network (BIRN) e della Organised Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) in un’inchiesta raccontano come, negli ultimi quattro anni, i Paesi dell’Est Europa abbiano venduto più di un miliardi di euro di armi a diversi Stati del Medio Oriente. Il sospetto, scrivono i reporter sul Guardian, è che gran parte di queste armi siano state poi mandate in Siria per essere utilizzate nella guerra civile che dura da 5 anni.
In base alle analisi dei dati, durate un anno, sulle esportazioni delle armi, dei rapporti delle Nazioni Unite, del monitoraggio dei tragitti degli aerei e dei contratti di vendita delle armi, si è visto come gli armamenti siano stati inviati da otto paesi (Bosnia, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Repubblica Cieca, Romania, Serbia e Slovacchia) verso Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia, mercati chiave per la vendita delle armi in Siria e in Yemen.
Gli armamenti dell’Europa orientale e centrale, identificati tramite video e foto pubblicate sui social media, sono stati utilizzati da unità dell’esercito siriano, sostenuto dall’Occidente, ma sono finiti anche nelle mani dei combattenti dei gruppi islamisti come al-Qaeda e lo Stato Islamico, le fazioni in lotta per il presidente siriano Bashar-al-Assad e le forze sunnite in Yemen. Patrick Wilcken, ricercatore di Amnesty International, esperto di controllo delle armi, e Bodil Valero, relatrice del Parlamento europeo sulle armi, rispondendo ai risultati dell’inchiesta, hanno dichiarato che almeno una parte di queste esportazioni ha violato le leggi nazionali, internazionali e dell’Unione Europea.
Secondo Stephen Ford, l’ambasciatore USA in Siria, le armi acquistate dai sauditi, dai turchi, dai giordani e dagli Emirati Arabi Uniti, verrebbero instradate in Siria passando attraverso due hub segreti in Giordania e Turchia. Le armi verrebbero poi trasportate su strada al confine siriano o paracadutate da aerei militari. Alcuni fucili d’assalto finiti in Yemen sembravano provenire dalla Serbia.
Darko Kihalic, il capo del dipartimento di licenza delle armi della Croazia presso il Ministero dell'Economia, sentito dai giornalisti, ha detto che sulle esportazioni delle armi Zagabria segue la posizione comune dell'Unione europea, giuridicamente vincolante, e di altri trattati internazionali. Riguardo i risultati dell’inchiesta, che hanno mostrato come armi croate siano finite in zona di guerra, Kihalic ha risposto che ciò non costituisce una prova e alla domanda se era consapevole che le armi acquistate dall’Arabia Saudita erano finite in Siria, il capo del dipartimento croato ha aggiunto: "Noi dobbiamo controllare solo, come dice il documento, che il loro ministero delle difesa o le forze di polizia useranno [le armi] e non le rivenderanno o esporteranno a loro volta. Ci sono abusi? Probabilmente ci sono”.
Wilcken e Valero si sono opposti a questa versione: "Tutti questi Stati devono avere chiare le responsabilità giuridicamente vincolanti di bloccare il trasferimento di armi dove c’è il rischio che saranno utilizzate per gravi violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario, e di adottare misure per prevenire che finiscano nelle mani di gruppi o persone non autorizzati", ha detto Wilcken.
Nel mese di marzo, l'Olanda è stato il primo paese in Unione Europea a fermare le esportazioni di armi verso l'Arabia Saudita, citando l'esecuzione di massa e la morte di tanti civili in Yemen.
La rotta di queste armi, spiegano ancora i giornalisti, è stato aperta nell’inverno del 2012, quando diversi aerei, carichi di armi e munizioni dell’èra jugoslava comprate dall’Arabia Saudita, cominciarono a partire da Zagabria verso la Giordania. Poco dopo, un filmato ha mostrato la presenza di queste armi croate in Siria.
[Fonte: goo.gl/afzts9 - Grafico via The Guardian]

Nessun commento:

Posta un commento