sabato 30 luglio 2016

La Palestina vuol portare la Gran Bretagna in tribunale


La Palestina vuol portare la Gran Bretagna in tribunale


 Terrasanta.net |  29 luglio 2016
Un ritratto di Arthur James Balfour accanto alla sua celebre dichiarazione del 1917. (fonte: Wikipedia)
I palestinesi intendono citare in giudizio la Gran Bretagna per la Dichiarazione Balfour, che nel 1917 incoraggiò il movimento sionista. Solidarietà dalla Lega Araba?

(g.s.) - Il governo palestinese intende citare in giudizio la Gran Bretagna davanti a un tribunale internazionale per un evento di un secolo fa: la Dichiarazione Balfour, che nel 1917 espresse il favore del governo inglese per la nascita di un focolare ebraico in Palestina. Lo ha dichiarato ufficialmente il 25 luglio scorso il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Maliki durante la riunione annuale della Lega araba, convocata a Nouakchott, capitale della Mauritania, il 25 e 26 luglio. I palestinesi hanno chiesto agli altri 20 membri della Lega di appoggiare questa iniziativa.
La dichiarazione dell’allora ministro degli Esteri britannico – è il ragionamento dei dirigenti politici palestinesi – fu all’origine della Nakba, la catastrofe che il popolo palestinese subì con l’insediarsi nella regione di un sempre maggior numero di ebrei sionisti da tutto il mondo, la nascita del nuovo Stato di Israele nel 1948 e la prima guerra arabo-israeliana, che indusse molte famiglie palestinesi (700 mila individui dicono alcune stime) ad abbandonare case e proprietà, senza potervi più fare ritorno. Per questo, dicono i palestinesi, è giusto chiedere conto al Regno Unito, sia pure a un secolo di distanza dal 1917.
Non è ancora dato sapere in che misura gli altri governi arabi spalleggeranno questo passo dei palestinesi. È nota invece la reazione, ovviamente contraria, di Israele. Il direttore generale del ministero degli Esteri israeliano, Gore Gold, il 27 luglio ha diffuso una nota che sottolinea l’assenza dei presupposti legali per quest’ultima iniziativa palestinese. Un passo falso dunque, che «dimostra una volta di più il continuo rifiuto da parte palestinese di riconoscere il legame, indigeno e legittimo, del popolo ebraico con la sua antica madrepatria, accanto al riconoscimento che i palestinesi chiedono per i loro diritti».
Gold sottolinea che, per deliberazione della Società delle Nazioni – antesignana dell’Onu -, la Dichiarazione Balfour fu incorporata nel Mandato per la Palestina che la Gran Bretagna esercitò dal 1920 al 1948. In tal modo il diritto degli ebrei a stabilire un focolare nazionale in Palestina, annota Gold, ottenne un riconoscimento internazionale. Si tratta in ogni caso di un diritto del popolo ebraico originario e pre-esistente rispetto alla Dichiarazione Balfour, conclude il direttore generale del ministero degli Esteri di Israele.
Il breve testo che il ministro Arthur James Balfour indirizzò a Lord Lord Walter Rothschild, perché lo portasse a conoscenza della federazione sionista, diceva: «Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adoprerà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni».

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