lunedì 11 luglio 2016

Israele stanzia 13 milioni di dollari per le colonie in Cisgiordania





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Il governo ha approvato la distribuzione, entro tre anni, di 12,8 milioni di dollari per gli insediamenti di Kiryat Arba ed Hebron. Serviranno per realizzare interventi nel sociale, nell’istruzione e per la sicurezza. Ieri centinaia di coloni hanno marciato per denunciare gli attacchi palestinesi. 
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il governo israeliano ha sbloccato quasi 13 milioni di dollari per le colonie di Kiryat Arba ed Hebron, nei Territori occupati in Cisgiordania. Ad annunciare il provvedimento una nota ufficiale diffusa ieri da ambienti dell’esecutivo, secondo cui l’obiettivo è quello di “rafforzare” gli insediamenti in risposta a una serie di attacchi palestinesi nell’area.
I fondi - 12,8 milioni di dollari in totale - verranno distribuiti nell’arco di tre anni e riguarderanno interventi nei servizi sociali, nel settore dell’istruzione e della sicurezza per le colonie.
Nei giorni scorsi il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva in qualche modo anticipato il provvedimento, sottolineando che “gli uffici amministrativi” hanno promosso tutti gli sforzi possibili “per aiutare i residenti ad affrontare in modo eroico un terrorismo brutale”.
Già a giugno l’esecutivo, primo fautore delle colonie e del loro sviluppo, aveva annunciato la distribuzione di 70 milioni di shekels (pari a 16 milioni di euro) per un gruppo non specificato di insediamenti.
Sempre ieri centinaia di coloni hanno promosso una manifestazione che ha lambito il villaggio palestinese di Tarama e la colonia di Otniel, a sud di Hebron, per denunciare gli attacchi (all’arma bianca) sferrati di recente da cittadini palestinesi.
Kiryat Arba è l’area in cui, di recente, un palestinese ha pugnalato a morte una ragazzina israeliana di 13 anni mentre dormiva nel letto di casa sua; nell’insediamento, che sorge nei pressi di Hebron (la più importante città palestinese della Cisgiordania) vivono diverse centinaia di coloni ebraici.
La politica espansionista di Israele è finita di recente nel mirino del Quartetto per il Medio oriente, organismo composto da Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione europea e Russia; in un recente rapporto i vertici del gruppo hanno chiesto a Israele di assumere “provvedimenti urgenti” per fermare l’espansione degli insediamenti nei Territori palestinesi.
In risposta, fonti ufficiali israeliane riferiscono che lo stesso Primo ministro Benjamin Netanyahu ha autorizzato il piano per la realizzazione di 800 nuove unità abitative nei Territori.
Ad oggi almeno 570mila cittadini israeliani vivono in oltre 100 insediamenti costruiti da Israele a partire dal 1967, data di inizio dell’occupazione dei Territori in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Il diritto internazionale considera illegali questi insediamenti; una posizione contestata dal governo israeliano, che negli ultimi anni ha rafforzato la politica espansionista.
I colloqui di pace tra le due parti si sono interrotti nel 2014, scatenando una escalation di violenze nella regione.


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Netanyahu ha annunciato ieri uno stanziamento di 12,9 milioni di dollari per le colonie nel sud della Cisgiordania. Raccolti intanto, in un giorno, 128.000 dollari per il militare Elor Azaria che alcuni mesi fa sparò a bruciapelo al palestinese ash-Sharif che era ferito e inerte a terra
Elor Azaria
Elor Azaria
di Roberto Prinzi
Roma, 11 luglio 2016, Nena News – Nuova colata di cemento in arrivo nelle colonie israeliane. Ieri il premier israeliano ha annunciato uno stanziamento di 12,9 milioni di dollari per l’insediamento di Kyriat Arba e per i coloni che occupano la città palestinese di Hebron nel sud della Cisgiordania. “Aiuteremo i residenti che affrontano eroicamente il terrorismo violento [dei palestinesi]” ha dichiarato il premier giustificando così il nuovo piano di costruzione nei Territori occupati palestinesi. Il riferimento è ai due attacchi mortali palestinesi avvenuti due settimane fa. Nel primo, un giovane palestinese accoltellava a morte Hallel Yaffa Ariel (13 anni) nella colonia di Kiryat Arba prima che le guardie di sicurezza lo uccidessero. Il secondo sarebbe avvenuto il giorno seguente quando un uomo armato sparava ad un’auto di israeliani nei pressi di Hebron uccidendo un padre di famiglia e ferendo sua moglie e sua figlia.
Gli attacchi sono stati prontamente strumentalizzati dal governo di estrema destra: in risposta al “terrorismo” palestinese, la scorsa settimana Netanyahu ha autorizzato la costruzione di centinaia di nuove case in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Una mossa che ha suscitato l’ira (come al solito solo a parole) di Washington che, per bocca del suo portavoce del Dipartimento di Stato, sottolineava come le nuove disposizioni di Tel Aviv “minano fondamentalmente le prospettive per una soluzione a due-stati”.
Ma i terroristi per Israele sono solo i palestinesi. Sono solo loro che istigano alla violenza e all’uccisione degli ebrei. Non è un “istigatore alla violenza”, ad esempio, il parlamentare israeliano Amir Ohana del Likud (il partito di Netanyahu) che ieri sera, forse galvanizzato dalla nuova colata di cemento in Cisgiordania e dalla platea di 500 coloni dell’insediamento di Otniel, ha chiesto alle autorità israeliane di “dichiarare guerra al terrorismo”. Il piano di Ohana è semplice e si basa su “tre passi da compiere immediatamente. Il primo è eliminare chi istiga: queste persone devono essere uccise”. Gli altri due punti sono: la demolizione delle case dei “terroristi palestinesi” e “la costruzione nelle colonie”. Tre punti per la verità niente affatto innovativi che Israele porta avanti da tempo senza aver bisogno dei consigli dell’onorevole del Likud.
Ohana, ad esempio, dovrebbe ringraziare il soldato Elor Azaria che alcuni mesi fa si era portato avanti con il lavoro uccidendo il palestinese Sharif che, dopo aver ferito leggermente un soldato israeliano con un coltello, veniva prima “neutralizzato” dai militari presenti sul posto e poi ucciso a bruciapelo da Azaria come documentò un video della ong israeliana BeTselem.
Tra ieri e oggi Azaria ha ricevuto attestati di affetto e vicinanza estremamente importanti. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato stamane quando un suo compagno di unità presente al momento della sparatoria è stato interrogato dal tribunale militare che indaga sugli ultimi istanti di vita di ash-Sharif. “Se avessi saputo che Elor lo avrebbe fatto [avrebbe sparato, ndr], lo avrei fermato” ha detto il soldato il cui nome non è stato rivelato dalla stampa locale. Il teste ha poi spiegato: “non ho mai sentito Elor rammaricarsi per la sua azione, ma guardandolo in faccia ho visto che non sapeva cosa fare. All’inizio pensavamo che quello che avesse fatto fosse grave, ma poi abbiamo capito che il terrorista potesse avere una bomba e quindi Elor ha agito correttamente e secondo il suo istinto”.
Tuttavia, contraddicendosi in parte, nel corso della sua testimonianza il militare ha anche precisato che, sebbene fossero “possibili delle preoccupazioni relative al possibile uso di esplosivo” da parte di ash-Sharif, “io non ci ho mai pensato”. Una versione che, sebbene più tiepida, non è incompatibile con quella di netta e inequivocabile condanna verso Azaria presentata alla corte la scorsa settimana dal colonnello Yariv Ben Ezra. Ben Ezra è stato chiaro: non c’era alcun motivo per sospettare che Sharif avesse una cintura esplosiva.
Il caso Azaria ha avuto e riscuote grande popolarità in Israele: importanti autorità del mondo politico israeliano (non soltanto di estrema destra) e facce note del mondo dello spettacolo e della musica locale hanno espresso pubblicamente il loro pieno sostegno al soldato “eroe”. Un sostegno a cui si sono unite centinaia di migliaia di israeliani e che da ieri è anche finanziario: una campagna di crowfounding on line, lanciata dal parlamentare della Knesset Sharon Gal (Yisrael Beitenu) per coprire le spese legali del soldato, ha raccolto in meno di 24 ore 128.000 dollari. Hanno finora partecipato 3.400 persone. Nena News
Roberto Prinzi è su Twitter @Robbamir

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