mercoledì 20 luglio 2016

Europol, non prove Isis dietro ultimi attacchi


Il direttore di Europol, Rob Wainwright
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BRUXELLES - "Sebbene l'Isis abbia rivendicato gli attacchi di Orlando, Magnaville, Nizza e Wurzburg, nessuno dei 4 sembra essere stato pianificato, logisticamente sostenuto o eseguito direttamente dall'Isis", e in nessuno può essere stabilito un legame certo con il sedicente Stato Islamico: lo scrive Europol nell'analisi degli attacchi dei "lupi solitari".

"Non ci sono prove - scrive - che l'attentatore di Nizza si considerasse un membro Isis". E' stato detto che "si era radicalizzato in poco tempo e aveva consumato propaganda Isis prima dell'attacco", così come a Wurzburg i media hanno detto che nella stanza del terrorista c'era una bandiera del Califfato fatta a mano. Ma la loro "affiliazione al gruppo non è chiara". Come le rivendicazioni: l'agenzia A'maq ha detto di aver ricevuto informazioni da una fonte non identificata, "in contrasto con la chiara responsabilità" espressa per Parigi e Bruxelles. Una differenza "che indicherebbe come l'Isis voglia mantenere un livello di affidabilità se dovessero emergere informazioni che contraddicono la loro versione".

Lupi solitari spesso malati mentali - I cosiddetti "lupi solitari" hanno spesso dei "problemi mentali" e non bisogna trascurare questo aspetto che, legato all'ideologia o alla religione, diventa "un'aggravante" in grado di rafforzare l'attacco: scrive Europol. Anche il terrorista di Nizza, scrive, "soffriva di un serio disordine psichiatrico ed era in cura". E ad una "porzione significativa di foreign fighters sono stati diagnosticati problemi mentali prima di unirsi all'Isis".

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