giovedì 2 giugno 2016

VIDEO. Coltello fu avvicinato a palestinese ucciso a sangue freddo da soldato

Un video in possesso della pubblica accusa al processo in corso contro il sergente Elor Azaria, mostra che un coltello fu spostato accanto al corpo del palestinese ucciso sommariamente a Hebron

della redazione
West-bank-Hebron-shootingGerusalemme, 2 giiugno 2016, Nena NewsI media israeliani – e anche una importante agenzia di stampa italiana – parlano di “colpo di scena”. Per i palestinesi invece era tutto chiaro sin dall’inizio. Ci riferiamo agli sviluppi del processo nei confronti del sergente israeliano Elor Azaria che a Hebron (Cisgiordania), lo scorso marzo, sparò a sangue freddo e uccise un attentatore palestinese, Abdel Fattah al Sharif, a terra e ferito in modo grave dal fuoco di altri militari israeliani dopo aver accoltellato e ferito un soldato.
Ieri la pubblica accusa ha portato in aula un video, mai reso pubblico sino ad oggi, che mostra il coltello del palestinese molto lontano dal suo corpo e, quindi, smentisce la tesi secondo la quale Elor Azaria avrebbe fatto fuoco nel timore che al Sharif potesse colpire ancora. Sarebbe stato un infermiere di una ambulanza israeliana ad avvicinarlo al  corpo del palestinese, apparentemente con un calcio.
Il sergente Azaria ha anche affermato prima e durante il processo, che sotto alla giacca del palestinese poteva celarsi un corpetto esplosivo e di aver sparato per eliminare qualsiasi pericolo. Tuttavia le immagini raccolte dall’accusa dimostrano che anche questo presunto timore era del tutto infondato.
Nonostante le nuove prove prodotte dall’accusa, che confermano con più forza la tesi dell’esecuzione sommaria di Abdel Fattah al Sharif, il soldato Elor Azaria continua a ricevere ampio sostegno dalla maggioranza dell’opinione pubblica e da una larga parte del mondo politico. Per molti israeliani Azaria ha fatto la cosa giusta e non dovrebbe essere processato per l’eliminazione a sangue freddo dell’assalitore palestinese.
Dallo scorso ottobre, quando ha avuto inizio l’Intifada di Gerusalemme, sono stati uccisi 28 israeliani, due cittadini stranieri e oltre 200 palestinesi, in buona parte, sostengono gli israeliani, assalitori ed attentatori colpiti dal fuoco dei soldati durante o subito dopo gli attacchi compiuti. I palestinesi, e alcune parti internazionali, affermano invece che le forze di sicurezza israeliane hanno  ucciso sommariamente gran parte degli attentatori veri e presunti, nel quadro di una linea del pugno di ferro volta a fare fuoco subito e sempre per uccidere. Nena News


 

 

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