lunedì 27 giugno 2016

Mohammed al-Khatib, la Palestina e il sogno Olimpico


 
 
 
 
 
Il corridore Mohammed al-Khatib si è allenato duramente per realizzare il suo…
news.superscommesse.it|Di SuperNews
 
 
 “Io credo nei miracoli!” è una delle frasi che più spesso usa Mohammed al-Khatib, atleta palestinese. Il suo obiettivo è quello di partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016 nella gara dei 100 metri.

Mohammed al-Khatib nasce ad Hebron, nella West Bank. Una cittadina dove la tensione tra i coloni israeliani e i palestinesi è sempre stata piuttosto alta. Una città difficile per viverci tutti i giorni e sopratutto per praticare dello sport. Mohammed al-Khatib non ha mai avuto la possibilità di accedere ad alcun tipo di impianto sportivo di ogni genere nella sua terra natia. La maggior parte di essi sono andati distrutti durante la Seconda Intifada, il periodo di intensa violenza tra gli israeliani ed il popolo palestinese verificatosi tra il settembre del 2000 ed il febbraio del 2005. In quel feroce conflitto persero la vita oltre 3000 palestinesi.

Durante una guerra del genere l’ultima cosa alla quale si può pensare, di certo, è lo sport“, afferma Mohammed al-Khatib in una recente intervista con NBC News.
Khatib viveva con la sua famiglia nella periferia a sud della città e, durante i bombardamenti, si nascondevano tutti all’interno di un’unica stanza cercando di farsi coraggio l’un l’altro e sperando di riuscire a sopravvivere un altro giorno.
Mohammed al-Khatib, nonostante, comunque, le incredibili difficoltà incontrate sul suo cammino, ha sempre coltivato il sogno di poter essere un atleta per il proprio paese. Lui è il più giovane di quattro fratelli, e la mamma Latifa ed il padre Awni hanno solo parole di elogio nei suoi confronti.
Mohammed ha sempre pensato di poter diventare un campione – ha dichiarato nel corso della stessa intervista il padre dell’atleta, visibilmente emozionato – e se riuscisse davvero a partecipare alle prossime Olimpiadi, sarebbe un grande orgoglio per tutto il popolo palestinese.
Un orgoglio enorme, visto che Mohammed al-Khatib, se riuscisse a realizzare questo sogno, entrerebbe di diritto nella storia del suo popolo, essendo il primo velocista maschio palestinese a partecipare alle Olimpiadi nella gara dei 100 metri, considerata, tra l’altro, come la competizione più prestigiosa tra tutti gli eventi dell’atletica leggera.
La svolta vera e propria, in tutti i casi, arriva nel 2012, ad Agosto, quando Mohammed al-Khatib assiste alle gare di atletica leggera in occasione dei Giochi Olimpici di Londra. A quel tempo lui è un semplice studente iscritto all’Università di Birzeit, vicino Ramallah.
Mohammed al-Khatib nota che molti degli atleti partecipanti a quell’edizione dei giochi provenivano da paesi piccoli e sostanzialmente in via di sviluppo.
Mi sono reso conto di quanto orgoglio, di quanta speranza e di quanta gioia avrebbe potuto portare al mio popolo la partecipazione di un atleta palestinese ad un Olimpiade“, racconta Mohammed al-Khatib.
Da quei giorni è cominciata una vera e propria ricerca frenetica su internet (in special modo su YouTube) di tutorial e video didattici sulle tecniche dell’atletica leggera: come posizionarsi sulla linea di partenza, la postura corretta, le tecniche per migliorare la propria velocità, il recupero muscolare, e via dicendo.
Tutto quello che apprendeva veniva poi messo in pratica sulla pista dell’Università. Una pista che, tra le altre cose, non rispettava alcuno standard internazionale, visto che il rettilineo era lungo appena 84 metri (e non 100, come previsto) ed inoltre, essendo asfaltata, era potenzialmente pericolosa per le ginocchia dei corridori.
La sua costante abnegazione ed i suoi sacrifici lo fecero comunque diventare uno dei corridori più veloci della West Bank. Ma Mohammed al-Khatib sapeva perfettamente che per migliorare ulteriormente e per avere una formazione adeguata, necessaria ad ottenere il tempo di 10,16 secondi, vincolanti per la qualificazione olimpica, sarebbe dovuto andare all’estero.
Nel 2013 Mohammed al-Khatib aveva avuto l’occasione di conoscere Bill Collins che, oltre ad essere uno dei velocisti più decorati nella storia degli Stati Uniti è anche un importante allenatore di corridori ad Houston.
Il giovane atleta palestinese decide quindi di inviargli una mail per chiedere il suo aiuto ed il suo supporto. Collins all’inizio era piuttosto scettico, ma poi accettò la sfida ed invitò Mohammed al-Khatib a raggiungerlo negli Stati Uniti per allenarsi con lui.
Un viaggio del genere, ovviamente, è molto costoso, ma Khatib non si è di certo perso d’animo e ha quindi provveduto a lanciare, tramite la piattaforma Indiegogo, una pagina di crowdfunding destinata a raccogliere i 9000 dollari necessari ad acquistare il biglietto aereo e per sostenere le spese di vitto e alloggio per almeno tre mesi di allenamento con Collins. Il risultato? La pagina divenne virale e Mohammed al-Khatib raccolse oltre 12.000 dollari in sole 72 ore.
Giunto finalmente alla Rice University, il giovane Khatib si rese subito conto dell’emorme qualità e potenzialità degli altri atleti presenti, convincendosi ancora di più di aver fatto la scelta migliore.
Collins, sostanzialmente, ha svolto un lavoro incredibile: in soli cinque mesi è riuscito a trasformare un corridore dilettante di 26 anni, senza alcuna esperienza reale in gare di un certo livello, in un possibile partecipante ai prossimi giochi olimpici.
Collins si è soffermato su ogni singolo aspetto dell’allenamento di Mohammed al-Khatib, che nel frattemo si è dedicato anima e cuore a questo sogno, rinunciando ad ogni genere di vita sociale e concentrandosi unicamente sul migliorarsi costantemente, ogni giorno.
Attualmente il suo miglior tempo in una gara ufficiale è di 11,3 secondi, riuscendo a migliorare di oltre un secondo rispetto ai tempi effettuati prima di giungere a Houston.
I giorni, però, passano inesorabili e la data ultima per ottenere il tempo necessario alla qualificazione alle Olimpiadi è il prossimo 11 Luglio. Prima di allora Mohammed al-Khatib avrà la possibilità di partecipare ad altre due gare dove potrà tentare di ottenere il tempo di 10,16 secondi.
Nel caso in cui non dovesse farcela, il Comitato Olimpico Palestinese potrebbe comunque chiedere una sorta di deroga, di norma offerta ai paesi più piccoli, che consentirebbe comunque a Mohammed al-Khatib di partecipare alle prossime Olimpiadi. Ma lui non vuole pensare, per il momento, a questa possibilità.
Sono concentrato su come arrivare ai 10,16 e nel caso non ci riuscissi sarei comunque in pace con me stesso.” – ha concluso l’intervista Mohammed al-Khatib – “Tutto quello che posso dire è che io credo nei miracoli!“.


 

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