Terra Santa: Abu Mazen (Palestina), “abbiamo dovere di proteggere la presenza cristiana in Medio Oriente”



La tutela della presenza cristiana in Palestina e in tutto l’Oriente “è per noi un compito e una missione”: così il presidente palestinese Abu Mazen ha ribadito il proprio impegno a far tutto il possibile per onorare tale dovere, a vantaggio dell’unità e del bene comune di tutto il popolo palestinese. Il capo di Stato ha confermato il suo impegno nel messaggio rivolto ai cristiani in occasione della Pasqua, celebrata ieri dalla Chiese che seguono il Calendario giuliano, vissuta in Palestina come festività nazionale. “Non è un segreto”, si legge nel testo diffuso dal leader palestinese e ripreso da Fides, “che il destino dei cristiani in Medio Oriente è carico di insidie”, in una spirale che mette a rischio la convivenza, il pluralismo e la libertà religiosa. Per questo – ha rimarcato Abu Mazen – occorre contrastare in ogni modo tutti i tentativi volti a indebolire la presenza dei cristiani autoctoni in Terra Santa. Nel messaggio pasquale, il presidente palestinese ha voluto sottolineare che la permanenza di una comunità cristiana araba a Gerusalemme è percepita come una ricchezza e un aiuto a vivere in pienezza il pellegrinaggio ai Luoghi Santi anche dai cristiani provenienti da ogni parte del mondo, che visitano la Terra Santa soprattutto in occasione delle solennità liturgiche. Nel testo presidenziale, tra le novità positive registrate negli ultimi tempi riguardo alla presenza cristiana in Terra Santa, il presidente palestinese ha ricordato l’accordo globale tra la Santa Sede e lo Stato palestinese, firmato il 26 giugno 2015 e entrato in vigore all’inizio del 2016.