sabato 7 maggio 2016

Robert Fisk : Hillary Clinton ha apertamente cercato il voto degli ebrei statunitensi, ma le conseguenze potrebbero essere gravi

6 maggio 2016
Tali conseguenze potrebbero esserlo prima di tutto per Israele che, al contrario dell’hinterland da costa a costa dei media americani – può realmente essere una “terra della gente libera” per i suoi giornalisti. Gideon Levy, il giornalista profondamente ispiratore, ammirato e molto odiato del quotidiano Haaretz, ha scritto un attacco indignato contro gli 83 senatorio statunitensi che hanno esortato Obama in questa gloriosa elezione ad aumentare ancora una  volta gli aiuti militati a Israele di più degli attuali 3 miliardi di dollari all’anno. “Ignoranti”, li chiama Levy e aggiunge che la loro lettera al presidente americano è una “vergogna”.
E quando vi rendete conto che  Gideon Levy viene aggredito verbalmente dalla lobby pro-Israele  negli Stati Uniti quasi quanto viene minacciato dagli israeliani stessi, si sa che stiamo parlando di un uomo le cui parole saranno trattate dall’attuale amministrazione Obama con lo stesso disprezzo come lo saranno dalla prossima amministrazione Clinton. “Il vostro denaro, senatori, si sta in gran parte spendendo per mantenere una brutale occupazione illegale cui il vostro paese sostiene di opporsi, ma che finanzia,” ha detto Levy al forum più potente della terra. “Che cosa avete laggiù, nella legislatura più importante del mondo? Una macchina automatica che firma le lettere per sostenere Israele? Un Bancomat  per ogni capriccio della lobby israeliana?”
Si può quasi sentire il grido di orrore della Clinton perché, soltanto fra una settimana, la sua  “Direttrice delle pubbliche relazioni con gli ebrei”, Sarah Bard, che aveva lavorato per la Clinton durante il suo fallito tentativo di ottenere la presidenza nel 2008, terrà una raccolta fondi a Tel Aviv (i biglietti costano 45 Dollari e arrivano fino a oltre 2000 dollari). La Bard organizzerà una “discussione” che è “a sostegno  di Hillary per l’America”. Si ricorderà che la Clinton è contraria alla Campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele. Nulla da stupirsi riguardo a ciò, ma poco dopo che ha domandato al magnate dei media israelo-americani Haim Saban di consigliarla su come “possiamo lavorare insieme” contro il boicottaggio, Saban e la moglie  Cheryl hanno contribuito con 3 milioni di dollari al Super Comitato di Azione Politica di Hillary Clinton.  I Saban hanno già dato più di 10 milioni di dollari alla Fondazione Clinton – soltanto un’istituzione “filantropica”, capite, nulla a che fare con le ambizioni presidenziali della Clinton. Cheryl Saban è nel Consiglio di amministrazione della fondazione.
Il contributo dei Saban alla fondazione non passò inosservato al Dipartimento di Stato. Soltanto poche settimane dopo che Hillary Clinton era diventata Segretario di Stato nella presidenza Obama, il “consigliere etico” – forse  potrebbe servirne uno al governo del Regno Unito – fece obiezioni riguardo a una proposta di accordo di consulenza offerto a Bill Clinton da Haim Saban a motivo di un conflitto di interessi, dichiarando in un promemoria che la sua obiezione era “basata sul fatto che Haim Saban, fondatore di questa istituzione, è attivamente impegnato in argomenti di affari esteri, riguardanti in particolare il Medio Oriente [sic]…”
Ciò che vale la pena notare è che quasi tutte le suddette informazioni sul rapporto finanziario tra i Clinton e i sostenitori di Israele sono state rivelate e pubblicate da giornalisti ebrei-americani. Jillian Kay Melchior sulla National Review e JJ Goldberg,
redattore straordinario di Forward, sono una lettura fondamentale durante questo anno di elezioni negli Stati Uniti; gli elettori ebrei in America non sono così uniti come Israele potrebbe volere, e vedete come la critica di Bernie Sanders riguardo all’occupazione di Israele della Cisgiordania e agli attacchi “sproporzionati” contro Gaza non è destinata e necessariamente a condannarlo nelle elezioni. Sanders “ha pagato un prezzo tra gli Ebrei, ma non un prezzo enorme”, secondo un analista, per aver detto che la politica degli Stati Uniti in Medio Oriente dovrebbe essere imparziale.
E, ancora una volta, è stato un accademico ebreo –Norman Finkelstein, un’altra anima nobile come Gideo Levy – che ha fatto notare che Sanders, il primo candidato ebreo alla presidenza nella storia degli Stati Uniti,  è andato “ rastrellando   i voti arabi” in tutte le primarie e ha “creato un’alleanza di principio con gli arabi e i Musulmani”. Sanders, il “nostro Corbyn”, come osserva acutamente Finkelstein, diventerà la vittima della candidatura Repubblicana di Donald Trump, per il motivo che la Clinton è l’unica Democratica sicura di ottenere la presidenza.
Questo però significa che mostrerà ancora più subordinazione a Israele. Quando, il mese scorso, è stato chiesto a Jake Sullivan,  il  suo galoppino e consigliere, quali sono le opinioni della Clinton sulla colonizzazione ebrea della terra araba, ha risposto come segue: “Quello che lei ha detto riguardo agli insediamenti, è che crede che ognuno debba fare la propria parte per evitare azioni dannose [sic], e questo riguarda anche gli insediamenti. Il Segretario di Stato Clinton dichiara la sua  tradizione di parte su questo argomento…rispetto al suo punto di vista sul problema degli insediamenti.”
Tutto quello che mancava in questo miscuglio verbale, era la parola ‘Israele’. Sullivan non ha voluto neanche associare la politica della Clinton alle persone che stanno realmente costruendo questi ‘insediamenti’.
Trump, però, ora deve certamente fare la sua offerta come migliore amico di Israele, superando anche l’idillio della Clinton con i Saban, il suo appoggio incondizionato per Israele e l’odio della campagna per il boicottaggio. In quanto a Gideon Levy, ha scritto che “soltanto 17 dei 100 senatori sono stati così coraggiosi o si sono preoccupati di pensare per un momento prima di firmare un’altra impresa rischiosa da parte dell’AIPAC [il più grande gruppo di pressione israeliano] e dell’ambasciata israeliana.” L’azione dei senatori significava che la “distruttiva forza omicida di Israele si abbatterà di nuovo sulle case devastate di Gaza, e l’America finanzierà tutto questo.” Uno dei 17 ‘coraggiosi’ senatori, era, naturalmente, Bernie Sanders. Ora Trump lo brucerà, e avremo la Clinton che appoggerà gli ‘ignoranti’.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/hillary-clinton-has-openly-courted-the-us-jewish-vote-but-the-consequences-could-be-severe
Originale : The Independent
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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