martedì 3 maggio 2016

Qalandiya Rashomon: Anatomia di un omicidio apparentemente a sangue freddo

Nessuno sa quello che è successo la scorsa settimana al posto di blocco di Qalandiya, dove una donna palestinese incinta è stata uccisa insieme al fratello. Fino  a quando la polizia non rilascerà i filmati a circuito chiuso, nessuno  lo saprà .

Migliaia e migliaia di persone passano attraverso il checkpoint di Qalandiya ogni giorno. (Activestills.org)



Migliaia e migliaia di persone passano attraverso il checkpoint di Qalandiya ogni giorno. (Activestills.org)

Sintesi personale  
La settimana scorsa  Maram Salih Hassan Abu Ismail  di 23 anni e suo fratello di 16 anni, Ibrahim, sono stati uccisi dalle forze israeliane mentre si dirigevano verso il posto di blocco di Qalandiya, in Cisgiordania.
La copertura sfrenata  sull' uccisione , da parte dei media israeliani , ha chiarito subito che qualcosa non andava  A seguito di una crescente pressione da  parte dei parlamentari Zehava Galon (Meretz) , Dov Khenin, Ahmad Tibi (lista comune) e del  quotidiano Haaretz, il Ministero della Pubblica Sicurezza è stato costretto ad ammettere che i due palestinesi  sono stati uccisi dalle guardie di sicurezza di un'agenzia  privata  .
Lunedì è stato riferito che ,dopo  un'indagine interna, l'azienda ha negato  ogni accusa. Tuttavia, un dettaglio fondamentale mancava : i filmati dell' 'incidente  ancora in mano alla polizia.

Cerchiamo di  analizzare i fatti così come li conosciamo:
L'arrivo al checkpoint: Maram, madre di due figli e incinta , si stava dirigendo con il fratello di   16 anni , Ibrahim  verso il posto di blocco di Qalandiya. La famiglia ha precisato che  doveva recarsi dal medico e per la prima volta aveva ricevuto il permesso di  attraversare il posto di blocco.
La sparatoria:  ci sono due versioni  in parte contraddittorie  in parte complementari. La polizia afferma  che a un certo punto a Maram e Ibrahim è stato dato l'ordine  di fermarsi, ma lei ha iniziato a retrocedere  scagliando un coltello contro di loro da una distanza di 15-20 metri  Secondo testimoni oculari palestinesi, Maram e Ibrahim stavano camminando sulla strada  e non nella corsia pedonale. L'ordine è stato dato in   ebraico .
Una volta che le è stato intimato di fermarsi , entrambe le versioni concordano, le guardie di sicurezza le hanno sparato .Suo fratello ,mai sospettato  di aver tentato di attaccarli , si è chinato per aiutarla ed è stato uccisi . Maram e Ibrahim sono stati colpiti da 15 proiettili. I tiratori miravano a distanza di sicurezza, probabilmente dietro le barriere di cemento.
La morte: Dopo che sono stati uccisi  i soldati e i  poliziotti presenti hanno impedito all' ambulanza palestinese di raggiungere i fratelli feriti. Secondo testimoni oculari chiunque tentava di avvicinarsi veniva respinto con gas lacrimogeni. Maram e Ibrahim sono  lentamente morti dissanguati  sulla strada .
La CCTV e i  filmati : Qalandiya checkpoint, proprio come gli altri nella West Bank, è ermeticamente coperto da telecamere a circuito chiuso. In molti casi, in passato, quando l'esercito e la polizia hanno affermato che un palestinese aveva tentato un attacco , i filmati sono stati resi pubblici per confermare l'accaduto . In questo caso  la polizia non lo ha fatto.
 Il portavoce della polizia di Israele ha risposto : "L'incidente è ancora oggetto di indagine  e pertanto non possiamo commentare  ".
Le guardie di sicurezza : a seguito di richieste da parte dei politici e dei media  ,la polizia ha ammesso che Maram e Ibrahim non  sono stati uccisi dalla polizia che  aveva inizialmente  sparato un colpo in aria,come avvertimento,  ma dalle guardie della  sicurezza  privata
Lasciando da parte l'ingiustizia insita dell'occupazione per un minuto, questo incidente solleva alcune domande molto importanti .
1. Perché dovevano morire? Chiaramente, secondo le prove che abbiamo, non c'era assolutamente alcun motivo per ucciderli. L' incidente sarebbe potuta finire con il loro arresto.
2. Perché è stato colpito  Ibrahim che non costituiva alcun pericolo ?  Nessun rapporto ufficiale  sostiene che Ibrahim abbia tirato fuori un coltello o minacciato alcuno . Eppure nelle dichiarazioni rilasciate  viene affermato  che "due terroristi sono stati uccisi" e un coltello ritrovato  sul cadavere di Ibrahan
3. Perché sono stati sparati  15 proiettili DA UNA DISTANZA  di 15 metri? E perché è stato impedito ai medici di intervenire ? Come potevano sentirsi minacciati gli uomini della polizia e della sicurezza privata dietro barriere di cemento, armati  fino ai denti, e circondati da numerosi militari ? E la minaccia  era rappresentata (nel migliore dei casi), dal coltello di  due giovani .Sembra una esecuzione, ma la polizia continua ad affermare che non lo  è . 
4. Perché la polizia non rilascia il filmato? Tale questione parla da sé. 
5.  Alle guardie di sicurezza di società civili esterne (mercenari) è permesso togliere la vita delle persone? Questo dettaglio, apparentemente innocuo,  incornicia potenzialmente il tutto come esecuzione  e  omicidio. La polizia era presente e avrebbe dovuto operare  secondo le regole di ingaggio, ma è stata presa  in contropiede dal uomini armati privati.
Al di là della questione di come la privatizzazione sia ormai parte del settore della sicurezza, la questione che si pone è la seguente: le agenzie di sicurezza civile sono vincolate dalle regole di ingaggio  dell'esercito?possono essere sottoposte a  un'inchiesta militare  e ritenute responsabili ? .Oppure stiamo assistendo a un fenomeno di mercenari armati nei posti di blocco israeliani?
Alon-Lee Green è un attivista politico. Questo articolo è stato pubblicato in ebraico .  qui .
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Qalandiya rashomon: Anatomy of an apparent murder in cold blood

Nobody knows what happened last week at Qalandiya checkpoint, where a pregnant Palestinian woman was killed together with her brother. And until police release the CCTV footage, nobody will.
By Alon-Lee Green
Thousands upon thousands of people pass through the Qalandiya checkpoint every day. (Activestills.org)
Last week, 23 year-old Maram Salih Hassan Abu Ismail and her 16-year-old brother, Ibrahim, were killed by Israeli forces while walking towards Qalandiya checkpoint, in the West Bank.
The wanton coverage the killing got in the Israeli media made it clear instantly that something wasn’t quite right – beyond the ongoing injustice of the occupation.
Following increasing pressure from MKs Zehava Galon (Meretz) and Dov Khenin and Ahmad Tibi (Joint List), as well as Local Call and Haaretz newspaper, the Ministry of Public Security was forced to admit that they were killed by outsourced security guards, employees of the security services company Civil Intelligence.
On Monday it was reported that following an internal investigation, the company vindicated the killers of any wrongdoing. However, one crucial detail was missing in the investigation: the CCTV footage that recorded the incident was never published, and never given to the company. It is still being withheld by police.
Regardless of the CCTV footage, the evidence adds up to paint a disconcerting picture. The police refusal to release the footage and the Civil Intelligence’s slapdash investigation points to one conclusion: That the brother and sister did not pose any danger.
Let’s unpack the facts as we know them:
The arrival at the checkpoint: Pregnant 23-year-old Maram, a mother of two, was walking with her 16-year-old brother Ibrahim towards the Qalandiya checkpoint. The family said that she was on her way to receive medical treatment, and that was the first time she received permission to pass through the checkpoint.
The shooting: There are two partly complementary, partly contradictory versions. Police say that at some point Maram and Ibrahim were told to halt, but she started walking backwards and hurled a knife at them from a 15-20-meter distance (Maram apparently had quite impressive aiming skills). According to Palestinian eyewitnesses, Maram and Ibrahim were marching on the road, rather than the pedestrian lane, and were told in Hebrew to stop.
Once she was told to stop, both versions concur, she was shot by the security guards. Her brother – who at no stage was suspected of attempting to attack them – bent over to help her and was shot as well. All in all, Maram and Ibrahim took 15 bullets. The shooters were aiming from a safe distance, probably behind concrete barriers.
The death: After they were shot, the soldiers and policemen present prevented a Palestinian ambulance from reaching the wounded siblings. According to eyewitnesses, anyone who tried to approach them was fended off with tear gas. Maram and Ibrahim lay on the road and slowly bled to death.
The CCTV and classified footage: Qalandiya checkpoint, just like any other in the West Bank, is hermetically covered by CCTV. In many cases in the past, when the army and police claimed that a Palestinian attempted a stabbing attack, they released the CCTV footage as corroboration. In this case, the police haven’t done so for almost a week.
Contacted by Local Call, an Israel Police spokesperson said in response: “The incident is still under investigation. We are prevented from commenting until it is completed.”
The outsourced security guards: Following queries from politicians and the media, the police admitted on Sunday that the initial reports that Maram and Ibrahim were killed by police were false. They also said that the police gave them a warning (which wasn’t necessarily supposed to lead to their death) and shot a bullet in the air, but the security guards ended up shooting them.
Leaving aside the inherent injustice of the occupation for a minute, this incident raises some very challenging questions.
1. Why did they have to die? Clearly, according to the evidence we have, there was absolutely no reason to kill them. As the police themselves said, the incident could have ended with their arrest.
2. Why was Ibrahim shot, even though he posed no danger at all? In none of the official responses, and I looked at all of them carefully, did anyone claim that Ibrahim took out a knife or threatened anybody. Still, the statements said that “two terrorists were killed” and that after the event knives were found on Ibrahim’s dead body. It seems concocted to me.
3. WHY THE HELL WERE 15 BULLETS FIRED FROM A 15-METER DISTANCE? And why did they prevent medical staff from treating them? How could they feel threatened behind concrete barriers, armed to their teeth, with so many troops around them? And the threat was (at best), two young people carrying a knife. It sounds like an execution, but police say it wasn’t. I’m still trying to figure out what else it could have been.
4. Why are the police not releasing the footage? That question speaks for itself. What have they got to hide?
5. Are outsourced security guards (mercenaries, if you will) allowed to take away people’s lives? This seemingly innocuous detail potentially frames the whole thing as an execution, a murder. Police were present, and they were allegedly operating according to the rules of engagement, but then they were outflanked by the private gunmen.
Beyond the issue of how privatization even pervades the security sector, the question that arises is the following: Are they bound by the army’s rules of engagement? Can they be held accountable by a military inquiry (not that there’s too much to expect from those, but still). Or are we seeing a phenomenon of mercenaries manning Israel’s checkpoints?
Alon-Lee Green is a political activist. This article was first published in Hebrew on Local Call. Read it here.
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