lunedì 9 maggio 2016

Un’emoji della donna con il velo: la richiesta di una 15enne in Germania

Voglio un'emoji con il velo. La richiesta è arrivata da Rayouf Alhumedhi, ragazza 15enne che si accorta di una particolare carenza tra le faccine che usiamo ogni giorno nelle chat. Ci sono coppie omosessuali e donne sportive, gattini, cagnetti e ogni sorta di pupazzetto ma manca la donna col velo. E forse, presto, potrebbe arrivare. La ragazza di origini saudite residente in Germania se n'è accorta mentre creava un gruppo su Whatsapp con le sue amiche: ognuna aveva scelto un'emoji che la rappresentasse e lei non aveva trovato ciò che voleva. «Le mie amiche che non portano il velo hanno trovato qualcosa», racconta Alhumedhi al Washington Post, «Io invece sono stata costretta a non usare l'emoji di una donna che indossa il velo semplicemente perché non c'è». Dopotutto basta dare un'occhiata al nostro smartphone per vedere che le tante immagini di donne proposte sono tutte a capo scoperto.

L’importanza dell’hijab
La ragazza però non si è arresa all'evidenza. Prima ha scritto alla Apple e poi, più giustamente, si è rivolta all'Unicode Consortium, l'associazione no profit che si occupa della creazione e dell'aggiornamento delle emoji. In un documento di sette pagine spiega dettagliatamente la sua proposta e immagina delle nuove faccine da includere nei prossimi aggiornamenti: una kefiah, un hijab, un foulard e un uomo e una donna che li indossano. «Nell'era digitale, le immagini si sono dimostrate un elemento cruciale nella comunicazione», si legge nel documento, le emoji oggi sono «di forte impatto» e «più utilizzate che mai». La ragazza ha ragione. La prima forma di comunicazione scritta dell'uomo fu il disegno. Poi arrivò la parola, il pensiero complesso e strutturato ma il digitale ci sta portando indietro alle origini. Grazie alle chat le emoji stanno diventando un mezzo espressivo sempre più importante: solo nel 1999, quando sono nate, erano 176, oggi superano quota 1.800 e nel 2015 l'Oxford Dictionary ha perfino eletto la «faccina che piange di gioia» come parola dell'anno. Non è un bene o un male, è un dato di fatto.
Cultura e faccine
«Circa 550 milioni di donne musulmane su questa Terra sono orgogliose di portare l'hijab», si legge ancora nella richiesta per la nuova emoji, «Un numero enorme di persone che non hanno neanche un piccolo spazio sulla tastiera». L'Unicode Consortium è aperto alle richieste degli utenti, tutti possono inviare richieste per nuove immagini e tante battaglie sono state condotte all'interno di quella tastiera colma di disegni. Come il linguaggio, anche la comunicazione visiva evolve per venire incontro alle nuove esigenze sociali, politiche e culturali. Nel tempo abbiamo visto arrivare la scelta del colore della pelle per i personaggi antropomorfi, le emoji di coppie omosessuali e famiglie monogenitore, il revolver trasformarsi in una pistola giocattolo dopo i fatti di sangue statunitensi e, con le olimpiadi di Rio, sono sbarcate tra i tasti anche le donne sportive. Ora però tocca all'hijab.
Non solo religione
Grazie all'email della ragazza, un componente dell'Unicode Consortium si è interessato al caso e i due sono stati affiancati dal cofondatore di Reddit, Alexis Ohanian, e dalla graphic designer Aphelandra Messer che ha realizzato i concept per le nuove emoji. La squadra sembra aver funzionato. La prima email di due pagine inviata da Alhumedhi è diventato un ricco documento di sette pagine, le nuove emoji ora sono in fase di revisione e, se tutto andrà per il verso giusto, a metà del 2017 vedremo la nascita di una kefiah, un hijab e un foulard da applicare su diverse faccine. Come sottolinea la ragazza questa non è solo una conquista per le donne musulmane. «Le donne indossano il foulard come segno di modestia in molte religioni, anche nel cristianesimo e nel giudaismo» si legge nel documento, «Anche le donne con il cancro spesso indossano un foulard. Questa emoji potrebbe essere utile anche per loro».
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