mercoledì 11 maggio 2016

Jakarta, Summit internazionale dell’islam moderato: Pace per il Medio Oriente


Jakarta, Summit internazionale dell’islam moderato: Pace per il Medio Orient

Il forum, che si conclude oggi, è stato organizzato dal Nahdlatul Ulama, movimento moderato indonesiano. Riuniti 500 leder islamici provenienti da 70 Paesi. L’Indonesia guidi un processo di pacificazione mondiale dei conflitti che nascono dall’estremismo. Lanciati programmi per de-radicalizzare i veterani di ritorno dalla Siria.






Jakarta (AsiaNews) – Promuovere la comprensione dei veri insegnamenti dell’islam e agire a livello internazionale per favorire la diffusione di un credo moderato che porti allo sforzo comune di tutti i leader musulmani verso la pace. È lo scopo del Summit internazionale dei leader dell’islam moderato (Isomil) che si conclude oggi a Jakarta. Iniziato il 9 maggio scorso, il convegno è promosso dal Nahdlatul Ulama (Nu, il più grande movimento islamico dell’Indonesia) e ha riunito 500 leader moderati provenienti da 70 Paesi. Il forum è stato pensato come la continuazione ideale dei summit dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) tenutisi a Jakarta e a Istanbul nei mesi scorsi.
Secondo gli organizzatori, l’Indonesia – Paese a maggioranza islamica più popoloso al mondo – deve essere alla guida di un processo di pacificazione dei conflitti che nascono da un’interpretazione errata del Corano. Essa porta infatti alle continue violenze del Medio Oriente e ad attentati come quelli di Parigi, Bruxelles, Ankara e Lahore.
Il presidente Joko Widodo avrebbe dovuto tenere il discorso di apertura del summit ma è stato sostituito dal suo vice Jusuf Kalla. Egli ha affermato che tutte le nazioni islamiche moderate devono avere come obiettivo comune la promozione della pace nelle società islamiche, nel rispetto delle comunità non musulmane. Kiai Hajj Said Agil Sirodj, presidente del Nu, ha rivelato la preoccupazione esternata dal vice presidente per il fatto che, durante il summit Oic in Turchia, alcuni leader musulmani si sono trovati in disaccordo su più punti.
Da anni il Nahdlatul Ulama si impegna a livello nazionale e internazionale per la promozione dell’islam moderato con iniziative educative, sanitarie e sociali. Nel 2001, un suo distaccamento è stato creato in Afghanistan, dove ora è presente in 22 province con circa 6mila membri. Secondo Juri Ardiantoro, coordinatore dell’Isomil, “i leder moderati afghani hanno tutti in comune la preoccupazione di rigettare il radicalismo religioso”. Lo scorso 17 gennaio, l’organizzazione sunnita ha dato vita ad una grande manifestazione interreligiosa a Jakarta (cui hanno partecipato anche i cattolici) per dire “no” all’estremismo.
Il Nu – forte in Indonesia di 23mila collegi e quasi 4 milioni di studenti – ha come bandiera il concetto di “Islam Nusantara” (islam dell’Arcipelago), che “significa promuovere una maggioranza islamica indonesiana che abbia idee moderate e abbracci la tolleranza religiosa”. Questa dizione è stata introdotta per la prima volta nel 2015 durante il 33mo congresso del movimento. “Nusantara” è il nome con cui la letteratura locale indica l’Indonesia.
Il presidente Joko Widodo ha affidato ai leader del Nu il compito di combattere la propaganda islamista in patria. Kiai Hajj Said Agil Sirod spiega che la “missione islam Nusantara” si è affiancata all’agenzia nazionale dell’anti terrorismo per lanciare programmi di de-radicalizzazione degli almeno 700 militanti tornati dalla Siria dopo aver combattuto per lo Stato islamico

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