venerdì 27 maggio 2016

In Israele la destra nazionalista entra nel governo

L’ultranazionalista Avigdor Lieberman è entrato il 25 maggio a far parte del governo israeliano dopo il rimpasto voluto dal premier Benjamin Netanyahu.
Netanyahu estende così il suo sostegno parlamentare da 61 voti (su 120) a 66, grazie ai voti del partito di estrema destra Israel Beitenu, guidato da Lieberman.
Lieberman ha ottenuto il ministero della difesa, la carica più importante nel paese dopo quella di primo ministro. Sofa Landver, sempre di Israel Beitenu, è stato nominato ministro per l’integrazione.
La coalizione di governo è ora così composta:
  • Likud, il partito di Netanyahu (destra, 30 seggi alla Knesset)
  • Shas (7 seggi) e Unified Torah Judaism (6 seggi), entrambi ultraortodossi
  • Kulanu (centrodestra, 10 seggi)
  • Casa ebraica (nazionalisti religiosi, 8 seggi)
  • Israel Beitenu (nazionalisti, 5 seggi)
Il governo di Netanyahu era già considerato dai commentatori come uno dei più di destra nella storia di Israele. Con l’ingresso di Lieberman, è diventato quello più di destra.
L’accordo tra il Likud e Israel Beitenu riguarda molte questioni: il voto degli israeliani all’estero, il bilancio, la riforma del mercato dei media, la costruzione di nuove case. Due punti stanno emergendo come priorità:
  • La pena di morte: le condanne a morte inflitte dai tribunali militari in Cisgiordania non dovranno più essere all’unanimità, ma con una maggioranza di tre giudici. Lieberman ha chiesto un maggiore ricorso alla pena di morte contro gli autori di attacchi antiisraeliani. Infatti, la misura sembra al momento solo teorico. Israele non applica la pena di morte dal 1962.
  • Lieberman, portavoce dei diritti degli ebrei arrivati dall’ex Unione Sovietica, ha chiesto il riconoscimento da parte di Israele degli anni lavorati in Unione Sovietica. Finora ha ottenuto solo 1,4 miliardi di shekel (363 milioni di dollari) nel corso di quattro anni a partire dal 2017, e per tutti gli israeliani.
Dichiaratamente laico, Lieberman ha chiesto l’introduzione di una sorta di matrimonio civile, che in Israele non esiste, e il servizio militare obbligatorio per gli ebrei ultra-ortodossi, che rifiutano di farlo. Ma ora ha fatto marcia indietro per evitare di offendere gli ultraortodossi al governo.
Internazionale

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