martedì 3 maggio 2016

Guerra in Yemen, non solo con le nostre bombe, ma anche con i nostri caccia

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L’aviazione saudita ha acquistato 72 caccia Eurofighters che vengono consegnati due alla volta mano a mano che escono dalle linee di produzione del consorzio europeo, di cui fa parte anche l’Italia. Cacciabombardieri che passano anche da Bologna...


L’aviazione saudita ha acquistato 72 caccia Eurofighters che vengono consegnati due alla volta mano a mano che escono dalle linee di produzione del consorzio europeo, di cui fa parte anche l’Italia. Cacciabombardieri che passano anche da Bologna. Ma la legge 185 sul commercio delle armi non vietava sia la vendita che il transito nel nostro Paese di armi destinati a Paesi in conflitto?

Caccia bombardieri dell'Arabia Saudita atterrano e decollano dall'Aeroporto civile di Bologna. A “Le Iene” va in onda una nuova puntata della telenovela sui rifornimenti di armi all'Arabia Saudita utilizzate nella guerra in Yemen. Dopo le bombe inviate dalla Sardegna, e costruite dalla Rwm di Domus Novas è la volta dei cacciabombardieri Eurofighters Typhoon, costruiti da un consorzio internazionale di cui fanno parte Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Aerei in transito nel nostro Paese durante la fase di consegna ai Sauditi.

«Un transito vietato in  base alla legge 185 del 1990», secondo il Professor Maurizio Simoncelli, vicepresidente di Archivio Disarmo. «Si io c’ero, ho assistito a due di questi episodi e da amici presenti che lavorano in aeroporto», ha dichiarato u testimone all'inviato del programma di Italia 1, Dino Giarrusso, «so per certo che questa del 14 marzo è la sesta coppia che passa da Bologna nell’ultimo anno».

La storia è quella di  un ordine di acquisto dell’Arabia Saudita al consorzio Eurofighter , a cui appartiene anche Finmeccanica, che, anche se gli aerei sono assemblati in Inghilterra dalla Bea System  a Whorton, produce a Torino e a Foggia alcune parti del velivolo: un affare nell'ordine dei miliardi di euro.
Una veduta dall'alto dell'aeroporto di Bologna. In copertina: uno dei velivoli sauditi atterrati e ripartiti dal capoluogo emiliano il 14 marzo scorso.


Una veduta dall'alto dell'aeroporto di Bologna. In copertina: uno dei velivoli sauditi atterrati e ripartiti dal capoluogo emiliano il 14 marzo scorso.

Neanche a dirlo le bombe della serie Mk 80, prodotte in Italia e inviate ai sauditi, sono quelle che equipaggiano anche questo tipo di velivoli. L’aviazione saudita ha acquistato 72 caccia Eurofighters che vengono consegnati due alla volta mano a mano che escono dalle linee di produzione del consorzio.

E a proposito di questi voli di consegna “Le Iene” hanno scoperto che dal punto di vista formale questi aerei, che sono costretti a effettuare a Bologna uno scalo tecnico per il rifornimento, possono transitare dall'Italia solo in quanto temporaneamente “arruolati” nell'aeronautica militare britannica. Secondo il dirigente tecnico dell'Enac, che è stato intervistato, il transito di queste macchine da guerra è autorizzato solo in quanto, nonostante gli evidenti contrassegni militari sauditi, si tratta di voli di Stato inglesi autorizzati in base alla reciproca disponibilità degli aeroporti tra il Regno Unito e l'Italia. Un meccanismo che aggira i controlli e le autorizzazioni per il transito di un sofisticato costoso e letale sistema d'arma.

Insomma, nonostante sui velivoli si scritto bello chiaro “Saudi Arabia Rojal Air Force”, per l'Italia si tratta di aerei britannici in transito la cui destinazione (l'aeroporto mitare di Taif da cui partono i raid che colpiscono lo Yemen) non viene comunicata all'Enac.

Ma nonostante questo gioco di prestigio il problema sostanziale rimane, perché tutte le armi che viaggiano devono essere dotate di un certificato internazionale di destinazione finale. E lì, che si tratta di armi per l'Arabia Saudita, deve esserci scritto per forza, un fatto che non può essere ignorato dalle nostre autorità.

Soprattutto in considerazione dell'uso di aerei e bombe da parte dell’Arabia Saudita che, come ricordato da Donatella Rovera di Amnesty international, sistematicamente le utilizza per bombardare i civili yemeniti rendendosi responsabile di crimini di guerra.

Crimini che la trasmissione ha ben documentato, mostrandone gli effetti e ricostruendo, con immagini originali, le denunce avanzate dal Panel di esperti dell'Onu incaricati di monitorare l'andamento del conflitto.

Denunce, quelle dell'Onu e delle organizzazioni per i diritti civili, che hanno convinto, lo scorso febbraio, il Parlamento Europeo ad approvare a larga maggioranza una risoluzione favorevole all'embargo sulle armi a carico dell'Arabia Saudita e dei suoi alleati.

Un presa di posizione importante cui il nostro Paese ha risposto, a distanza di pochi giorni, siglando l'accordo per la vendita di 28 nuovi caccia Eurofighter al Kuwait (che con i sauditi sta bombardando lo Yemen)  e consentendo l'ennesimo transito di aerei da guerra destinati all'aereonautica di Ryhad.

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