venerdì 20 maggio 2016

Fabrizio Galimberti : «Ci sarà mai una soluzione nella terra che fu di Gesù?»


Non bisogna nascondersi dietro un dito. All'origine del terrorismo mediorientale sta una piaga purulenta: la questione palestinese. E' triste pensare che nella terra in cui Gesù camminò nella brezza del mondo, portando il più alto messaggio di pace che mai abbia conosciuto l'umanità, imperversi ancora un inestirpabile conflitto, che continua a schizzare sangue e terrore.
"Siamo In guerra", dicono gli israeliani. Ma non sono in guerra, sono in un'occupazione militare - la più lunga al mondo - di un territorio conquistato nel 1967. Non osano annettere la Cisgiordania, perché sanno che la comunità internazionale - perfino gli Usa - non lo accetterebbe. E quindi creano "fatti sul terreno", con centinaia di migliaia di coloni nella West Bank.
I cinesi hanno un proverbio: "Se vuoi creare ricchezza, prima costruisci una strada". Gli israeliani hanno elaborato il proverbio inverso: "Se vuoi distruggere ricchezza, prima blocca una strada"; i posti di blocco che costellano il volto butterato della West Bank costituiscono una matrice di controllo che cancella lo spazio economico e umilia ogni palestinese che ha bisogno di andare da A a B. Non ci sono vie d'uscita. Siamo di fronte a due fondamentalismi, quello della "Grande Israele" che vuole tutta la terra promessa; e il fondamentaiismo islamico, che vorrebbe ributtare a mare tutti gli ebrei.
Ci sarà mai una soluzione? La "soluzione dei due Stati" è venuta fuori anni fa. La famosa "Road Map" è piena di buone intenzioni e vaghe parole; ma non c'è niente di vago nelle 14 "riserve" degli israeliani. Un esempio (Reservation 5): "Lo Stato (palestinese)... avrà confini provvisori e alcuni aspetti di sovranità, sarà totalmente demilitarizzato, non avrà il potere di stabilire accordi e alleanze militari, e controllo israeliano per tutti gli ingressi e le uscita di persone e merci, cosi come dello spazio aereo e dello spettro elettromagnetico». A parte la sintassi, è chiaro che questo Stato, nelle intenzioni di Israele, sarà una specie di Bantustan palestinese. una farsesca entità che potrà fare poco più che emettere dei bei francobolli, un territorio senza dignità, alla mercè dei suoi veri padroni.


 Il Sole 24 Ore
: 20 maggio 2016


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