mercoledì 4 maggio 2016

Avraham Burg "Attenzione, io amo gli arabi"



Avraham Burg
Avraham Burg Wikipedia



Che cos'è il razzismo non può essere spiegato in un articolo, però questo pezzo pubblicato il 25 aprile su Haaretz di Avraham Burg"Gli arabi che mi aiutano ad amare Israele e la Palestina", offre uno spunto di riflessione notevole. L'ex Presidente della Knesset, che ha alle spalle una storia dolorosa e complessa - il compagno fu ucciso in un attentato contro un corteo di Peace Now, nel quale lui stesso fu ferito - replica in tono polemico al leader laburista Isaac Herzog. La diatriba si innesta sul rapporto tra queste due persone, oltre che su annose discussioni in seno alla società israeliana lontane da quello a cui siamo abituati da noi. Però ne emerge un concetto interessante: anche una frase come quella di Herzog "e voi sapete che non amo gli arabi" non è innocente, in un contesto incendiario dove la convivenza tra le diverse componenti della società è quotidianamente sotto pressione. Forse non è innocente neanche rispondere a una simile provocazione paventando divisioni del mondo in "noi e loro". Però sicuramente da questo scambio di vedute tra avversari politici si può trarre un esempio "vivo" di che cosa vuol dire discutere intorno a una pacificazione di una società eterogenea, per la quale Burg indica anche una strada: la costituzione di "un movimento ebraico-arabo". Di seguito riportiamo l'articolo integrale dell'autore di Sconfiggere Hitler:
"Il leader dell'opposizione Isaac Herzog è una persona di cui nutro un grande rispetto. Abbiamo discusso privatamente per molti anni arrivando anche a delle diatribe profonde e a una vera amicizia.
Mi scuso con lui per rivolgermi stavolta a lui pubblicamente.  Le sue affermazioni recenti, così esasperanti - che fossero per il contesto o per altro - mi costringono a parlarne in pubblico. Qualunque fossero le sue intenzioni nello specificare che non ama gli arabi, il danno è stato fatto e rimarrà appiccicato al suo nome per sempre. Una dannazione eterna. 
Volevo che sapessi, mio caro amico Isaac, che a me capita di trovare amabili gli arabi - loro e altri. A Giaffa, vicino ai miei nipoti, vivono Ihab e Ora. Lui è un sufi, un uomo spirituale e un seguace dell'antroposofia. La coppia ha creato un asilo eccezionale frequentato da tre dei miei nipoti, che lì stanno compiendo i loro primi passi nel mondo.
Voglio bene anche a Ghadir, l'insegnante privata di sostegno di uno dei miei nipoti. È sempre al suo fianco nella lotta con il diabete. Senza di lei lui non avrebbe l'infanzia calma e felice che ha. 
Assieme a queste persone, i nostri giovani cominciano a crescere, a compiere i grandi e delicati passi che li porteranno molto oltre la volgarità, la brutalità e il razzismo israeliani, della fatta di quelli espressi da Herzog nella sua gaffe. 
Amo anche Mazen e Yvette. Lui è un mio carissimo amico, la mia guida per quanto riguarda l'amore per l'umanità, l'arte palestinese e la sua fede nelle cose decenti e buone. I loro figli sono luci importanti nel mio firmamento. 
E che cosa dire di Jaida? È semplicemente favolosa, con il suo ruolo di definire ogni giorno per me i limiti di una maggioranza e il valore di una minoranza. È un'importante partner nella costruzione di un Israele migliore e più umano. 
Bashir è l'uomo che mi ha fatto conoscere molti temi teoretici attuali. È un brillante filosofo politico, un amico saggio e un arabo fino alle radici della sua anima. È un leader responsabile, che in ogni momento si dimostra più saggio e giudizioso di dieci ebrei. 
Non dimenticherò mai la geniale Nasreen, convintissima delle proprie opinioni e guidata da importanti valori, che lotta senza paura per i suoi diritti. Così come ricorderò per sempre Sam, un uomo d'affari di Ramallah che sa come creare un perfetto mix tra le mille sfumature di tutte le sue esperienze di vita: di nuovo immigrato dagli Stati uniti alla Palestina, di democratico al 100% e di fiero palestinese, oltre che di meraviglioso papà e brillante intellettuale. 
Accanto a lui a Ramallah, abita Hussam, un abile diplomatico, economista e scienziato della politica. È padre del piccolo Said, il più dolce dei bambini. La conoscenza, la lettura e l'affetto di Elias Khoury, il più grande scrittore della nostra regione, sono una benedizione per me. La traduzione del suo ultimo libro del Prof. Yehouda Shenhav è una perla, che mostra un linguaggio differente, di tipo "non-herzoghiano".  
Sì, amico mio. Amo queste persone. Non perché sono arabi, ma perché sono persone. Il mio mondo non è diviso in un noi (i buoni ebrei) contro gli altri (i cattivi arabi). Non provo una lealtà automatica verso gli ebrei solo perché' sono ebrei. 
Al contrario, il mio mondo è diviso in maniera diversa da come fai tu. Da una parte ci sono tutte le brave persone - qualunque siano le loro origini e il loro credo - e dall'altra tutte le persone malvagie, anche quando sono cari amici o parenti. 
Le coalizioni che hanno il potere di redimere o distruggere questa regione hanno al proprio interno qualcuno di noi e qualcuno di loro. I confini non sono geografici o tribali, ma umani e legati al valore degli esseri umani. 
Certamente esistono cattivi ebrei - e ce ne sono molti, come è stato dimostrato ripetutamente in questi giorni bui, proprio come ci sono cattivi musulmani, cattivi cristiani e perfino cattivi indù. Sono miei nemici a causa della loro malvagità e della loro malignità. 
Sono leale solamente a idee quali la giustizia, l'eguaglianza, la libertà personale, la democrazia e la pace. Le carte d'identità dei miei compagni non sono genetiche, religiose o nazionali. Dato che tu e i tuoi sodali vi rifiutate di capire questo, optando ancora per l'esibizione della malvagità che alligna dentro di voi, io prego che tu, Herzog, e il tuo partito, non otteniate mai il potere. Almeno non con questi messaggi. 
Benjamin Netanyahu e la sua banda sono preferibili: il loro male è semplice, dato che dicono ciò che è nei loro cuori. In ogni caso, è un male evidente, facile da capire e perfino più facile da combattere. 
Datemi un risoluto Zeev Elkin (parlamentare israeliano eletto nelle file del Likud, ndr) per ogni dieci laburisti con le loro espressioni buoniste.  Voi rappresentate la faccia che dissimula il male israeliano, quella che pretende di essere buona e basata su valori degni di essere propalati, nonostante siate qualcosa di più simile all'opposto di questo. Siete così pericolosi, perché siete ingannevoli e fuorvianti per i vostri elettori - i razzisti e occupanti camuffati da persone decenti e civili.  
Il fatto innegabile è che quando la corda si stringe attorno al vostro collo politico, dalle vostre labbra vi fate sfuggire qualche ammissione della verità. Che cosa possiamo fare se non avete imparato o capito nulla. Siete ancora ottusi come Golda Meir, che disse: “Non esiste nessun popolo palestinese”, e arroganti come Ehud Barak, che affermò: “Siamo una villa nella giungla”.
Contro questo insuccesso, vorrei ringraziare il parlamentare della Knesset Zouheir Bahloul. Questi offre ai palestinesi e ai sionisti un nuovo linguaggio - niente di linguisticamente spettacolare, ma qualcosa di facile da capire: un Ebraico parlato che suona umano. Alzati e abbandonali, Zouheir. Fonda un movimento ebraico-arabo".


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