martedì 3 maggio 2016

A Gaza, nasce il social center della Croce Rossa

 

 Gaza, nasce il social center della Croce Rossa

 

A Khan Younis, città della Striscia di Gaza, un campus polivalente per la formazione e per le attività dedicate alla comunità locale. Lo spazio, che può contenere fino a 200 persone, sostituisce la vecchia struttura dove dal 2005, ogni anno, vengono assistiti circa 18mila bambini

Due tensostrutture openspace per una capienza fino a 200 persone, un parco giochi per bambini e alcuni locali semipermanenti che saranno dedicati alla formazione e ai campi estivi. S’inaugura oggi a Khan Younis, a Gaza, il campus polivalente della Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs), realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, Danese e la Mezzaluna Rossa del Qatar. Si tratta di un’opera che sostituisce la vecchia struttura dove, dal 2005, vengono portati avanti progetti di supporto psico-sociale alla comunità locale e dove vengono garantiti da più di 10 anni laboratori con personale specializzato, attività ludico-ricreative per i bambini e attività di formazione e training per i volontari.
La struttura, pensata proprio come spazio polivalente per la Prcs e per la comunità locale, nasce sulla spiaggia di Qarara, a pochi km dal campo per rifugiati di Khan Younis dove risiede il maggior numero di bambini, già supportati dalla Mezzaluna Rossa Palestinese, che ora potranno godere di spazi più confortevoli e adeguati alle loro necessità.
L’attività di supporto psicosociale, infatti, nasce nel 2005 grazie alla volontà della Croce Rossa Italiana, con il suo delegato internazionale Gian Marco Onorato, cui è stato intitolato il parco giochi del campus, di creare il Dipartimento per le Attività psicosociali a Hebron (West Bank) e a Gaza in risposta alla situazione di conflitto permanente.
Ogni anno vengono seguiti circa 18mila bambini. La Croce Rossa Italiana continua a portare avanti queste attività, il cui scopo principale è appunto quello di migliorare il benessere psicosociale della popolazione, riducendo i costi della diagnostica e delle terapie nell’assistenza sanitaria, migliorando le condizioni di salute di donne e bambini, fornendo servizi medici complementari.
A Gaza beneficiano di queste attività circa 30mila persone tra bambini e adulti, nella West Bank almeno 32mila. In tutti i Territori Palestinesi Occupati la situazione umanitaria rimane preoccupante. In Cisgiordania restano precari l’accesso ai servizi sanitari, l’educazione, e la redistribuzione di energia e di acqua. A Gaza i bisogni umanitari sono ancora più gravi a causa della guerra del 2014 e delle restrizioni dovute all’embargo.
«A Gaza è tutto estremamente difficile», dice l’ex delegato internazionale della Cri Gian Marco Onorato. «Questo è un progetto che è nato nelle idee 8 anni fa. Finalmente ce l’abbiamo fatta. Ci sono bambini qui che da quando sono nati hanno conosciuto solo guerra, segregazione e bombardamenti. Con i nostri programmi e ora con questo bellissimo campus promuoviamo la cultura della non violenza e della pace, dando una risposta concreta ai loro bisogni».

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