domenica 17 aprile 2016

Moni Ovadia su FB : risposta agli attacchi per la sua partecipazione all'"erba dei vicini" su rai 3

La mia partecipazione alla trasmissione "L'erba dei vicini", ha attirato molte critiche feroci e insulti spietati da parte di chi, credendo di possedere la verità, ha deciso che io non sono degno di essere ebreo poiché non condivido la politica governativa di Israele nei confronti dei palestinesi. Non è questa la sede per esprimere le mie posizioni - peraltro note- ma per esprimere una riflessione sì: ciò che mi addolora e sconcerta quando mi lanciano maledizioni e minacce, mi augurano la morte, o si rammaricano che i miei genitori non siano morti nei Campi così non sarei nato, è che se un ebreo vuole che un altro ebreo, solo perché non la pensa come lui venga sterminato, allora la Shoah trova un osceno senso finale e i nazisti la loro piena legittimazione


Commento personale : breeve riflessione

Quando Moni Ovadia parla di "apartheid", si riferisce specificamente a quelle aree cisgiordane, sotto occupazione israeliana da mezzo secolo, dove convivono nello stesso territorio due popolazioni: quella dei cosiddetti coloni,che godono della legislazione democratica di Israele, e quella della popolazione palestinese , che invece è soggetta alle leggi militari. Due popolazioni, due legislazioni diverse su base etnica. Questo è un fatto, non un opinione.
Il secondo punto riguarda la democrazia interna allo stato di Israele. Anche qui la popolazione ebraica gode di privilegi che non sono riservati ad altre minoranze israeliane non ebraiche: il diritto al ritorno, non applicato ai rifigiati palestinesi che vi abitavano prima della guerra arabo-israeliana, la sucessiva “Absentee Property Law” che stabilisce che qualsiasi proprietà abbandonata da coloro che furono costretti alla fuga nel corso del conflitto del 1948-1949 venga incamerata dallo Stato di Israele, la legge sull' istruzione, che contempla tra i suoi scopi dichiarati la promozione della cultura ebraica e dell’ideologia sionista e non anche di altre, e una serie di finanziamenti di tutti i settori erogati a comunità ebraiche e non nella stessa misura a quelle arabe. Anche questo sono fatti e si  potrebbe continuare
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