venerdì 15 aprile 2016

Majid al-Sheikh :Palestina: un ottimismo bugiardo e falso - Arabpress



Palestina: un ottimismo bugiardo e falso - Di Majid al-Sheikh. Al-Hayat (14/04/2016). Traduzione e sintesi di Irene Capiferri. In risposta alla richiesta palestinese di far uscire l’esercito dalle c
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Majid al-Sheikh. Al-Hayat (14/04/2016). Traduzione e sintesi di Irene Capiferri.
In risposta alla richiesta palestinese di far uscire l’esercito dalle città, a partire da Ramallah e Gerico, il gabinetto di Netanyahu ha affermato che non è in atto alcun ritiro dell’esercito. Ciò dopo che il giornale israeliano Haaretz il 7 aprile ha riportato di un progresso nei colloqui israelo-palestinesi circa la riduzione della presenza delle forze di occupazione nelle aree palestinesi classificate come A e il passaggio dei poteri agli apparati dell’Autorità Palestinese. Già segretario del comitato esecutivo dell’OLP e responsabile dei negoziati, Saeb Erakat ha rivelato la settimana scorsa lo svolgimento di questi negoziati che mirano al passaggio graduale all’AP del controllo della sicurezza sulle città della zona A.
É chiaro che le dichiarazioni ottimistiche palestinesi non si basano su dati realistici, ma piuttosto su ipotesi e illusioni, mentre le dichiarazioni di Netanyahu appaiono più “realistiche”, poiché più in accordo con le sue posizioni consuete, come quelle del suo governo di estrema destra. Questo non è altro che un nuovo episodio di mancata realizzazione di qualsiasi aspettativa, vista da parte palestinese, sulla scia di una serie di episodi di fallimento deliberatamente causati dalla parte israeliana, a partire dagli accordi di Oslo fino ad ora.
É un peccato che la posizione ufficiale palestinese sia sola, indifesa e senza armi né sostegno popolare, alla luce delle preoccupazioni regionali e internazionali del terrorismo e delle dittature esistenti nella regione, così che, nonostante tutto il clamore sulla “resistenza popolare” che ha sostituito la lotta armata, questa è stata ignorata, mentre molti parte dell’AP, per difendere gli interessi dell’élite al potere, si impegnavano per stroncarla, prima che cominciasse seriamente ad ottenere risultati.
Allora è possibile che il destino del movimento nazionale palestinese sia arenato, se questa situazione dovesse continuare, mentre l’unità nazionale si frantuma, e i centri della forza del potere insistono nel restare ancora più divisi. É possibile che dei negoziati conducano a qualche risultato politico? Al tempo delle rivolte, poteva essere maturato un qualche frutto o una vittoria anche parziale.
Attualmente la causa palestinese, alla luce della situazione regionale e internazionale, assiste ad una serie continua di arretramenti e alla negligenza della posizione palestinese, che non ha più alcun peso, tranne il “peso piuma” dei desideri e delle aspirazioni che non sono più basate sull’unità nazionale e sulla coesione delle lotte nazionali devote ai movimenti di liberazione.
Majid al-Sheikh è uno scrittore palestinese e scrive per Al-Hayat.
I punti di vista e le opinioni espressi in questa pubblicazione sono di esclusiva responsabilità degli autori e non riflettono necessariamente il punto di vista di Arabpress.eu

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