venerdì 8 aprile 2016

Investimento evangelico in Israele

Redazione 8 aprile 2016 1
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Investimento evangelico in Israele
Di Serge Halimi
6 aprile 2016
Le relazioni tra Stati Uniti e Israele sono un argomento ricorrente nelle primarie Repubblicane, anche negli stati del Sud dove ci sono pochissime elettori ebrei. Per molti anni, il seguente rituale ha interessato soltanto le primarie Democratiche, specialmente a New York (in particolare nel 1980, 1984, 1988). Un candidato o anche vari candidati di solito chiedevano che l’ambasciata degli Stati Uniti in Israele venisse trasferita  da Tel Aviv a Gerusalemme, il che equivaleva a riconoscere la sovranità di Israele sull’intera  città. Poi, quando si concludevano le primarie a New York, sia i presidenti Democratici che quelli Repubblicani lasciavano l’ambasciata dove era prima, fino a quando il candidato ripeteva la “scena”  quattro anni dopo (1).
Ora è il turno dei Repubblicani. Pochi giorni prima del voto nello Iowa, Ted Cruz ha annunciato che, se diventasse presidente, trasferirebbe l’ambasciata il “primo giorno”. Perché, dato che lo Iowa ha lo 0,2 di ebrei? La chiesa evangelica è potente, come in  tutti gli stati del Sud.
Se si visita la Prima Chiesa Battista a Opelika, Alabama, è impossibile non notare
l’importanza di Israele, di Gerusalemme e della Palestina, Questo non  significa che qualcuno in quella città segua da vicino gli sviluppi nella regione. Né la storia recente  né la politica ordinano i giudizi e i voti, ma la fede. Sara-Jane Tatum, per esempio, prende parte a un gruppo di discussione sulla Bibbia che ha 40 membri, due dei quali sono di colore. Appartiene alla Ambasciata Internazionale Cristiana di Gerusalemme (ICEJ), un’organizzazione che ha la missione di  “ stare dalla parte di   Israele nella convinzione che Gerusalemme è la capitale eterna. La Tatum è appena tornata da un “giro di istruzione“ a Israele, che le aveva consigliato il suo pastore. Il suo itinerario comprendeva una visita alla Knesset, un incontro con due membri del Likud (è il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu), e una cena per varie centinaia di Cristiani pro-Israele all’hotel Walford Astoria di Gerusalemme. “Ha parlato l’Ambasciatore americano e anche un Cristiano arabo che  sta dalla parte  di Israele.” La Tatum ha anche visitato il museo dell’Olocausto. Gerico e Betlemme, però, malgrado la loro importanza per la Cristianità, non erano comprese nel giro, né nessun altro luogo che è sotto il controllo dell’Autorità palestinese.
L’organizzazione della Tatum raccoglie fondi “affinché gli ebrei lascino la Francia e l’Ucraina e vadano a Israele. […]. Ho sentito dire che gli ebrei francesi sono perseguitati.” Il suo studio della Bibbia le ha “insegnato l’importanza di Israele per la sua fede e che cosa accadrà in futuro.” In base alle sue opinioni sulle scritture, specialmente sul Vecchio Testamento, la Tatum crede che tutta la Palestina debba essere restituita a Israele (2) e perciò appoggia (e espanderebbe) la politica di Netanyahu per gli insediamenti. “Un giorno, non sappiamo quando, Dio proteggerà Israele. Dio ha deciso che Gerusalemme sarà al centro del mondo […]. Dio ha fatto un  patto con il popolo ebreo. Questo patto  non può essere sostituito, non può essere alterato, non può essere cambiato. A causa della loro disubbidienza al Signore, egli ha esiliato [gli Ebrei] ma la terra è loro.”
In attesa di Armageddon (il Giudizio finale) e del ritorno del Messia, quale destino          immagina per i palestinesi, una minoranza dei quali è cristiana, se non vogliono vivere in uno stato ebraico? “Altri paesi arabi dovrebbero accettare i palestinesi. Nel 1967 Dio ha protetto Israele. Israele ha vinto.” Problema risolto. “Israele fa di tutto per procurare un lavoro ai palestinesi, per farli vivere in pace. Sono trattati bene. Vogliono di più. Se non sono contenti, possono andare in qualche altro posto.”
Deborah Jones, che dirige il gruppo di studio sulla Bibbia, è stata due volte a Israele, l’ultima otto anni fa. Anche lei pensa che “gli israeliani si stanno sforzando di aiutare i palestinesi, ma il loro odio per gli ebrei è così forte che si oppongono al loro aiuto.”
Considera quasi eretiche le richieste di sovranità espresse dai Cristiani palestinesi: “Covano così tanto questo odio per Israele che realmente  non accettano Cristo come loro signore. Dio ha fatto un accordo con il popolo ebreo. Dio non permetterà mai che Israele venga diviso di nuovo.”
Entrambe sono d’accordo che la pace è auspicabile, ma, dice la Jones, “i palestinesi non vogliono la pace, vogliono la terra.” La Tatum aggiunge: “E vogliono che gli ebrei muoiano.”
NOTE
1) Vedere:  Serge Halimi, “Le poids du lobby israélien dans la politique américaine” (L’influenza della  lobby di Israele nella politica americana), Le Monde diplomatique, Agosto 1989 e: “US: a pro-Israel system”, [ Gli Stati Uniti: un sistema pro-Israele], Le Monde diplomatique, English edition, Luglio 2003.
(2) Sara-Jane Tatum raccomanda un libro del predicatore the Sudafricano  Malcolm Hedding: Understanding Israel, [Comprendere Israele], Zion Gate International, Oklahoma City.
Nella foto: Serge Halimi
Serge Halimi è presidente di  Le Monde diplomatique
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.counterpunch.org/2016/04/06/evangelical-investment-in-israel/
Originale: Le Monde Diplomatique
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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