venerdì 8 aprile 2016

Andria: Il ponte della pace tra Israele e Palestina: Marco Ramazzotti incontra Taysir Hasan,

 .Immagine storia relativa a palestina tratta da AndriaLive.it

Andria: Il ponte della pace tra Israele e Palestina

AndriaLive.it-07 apr 2016
È stata l'occasione per capirne di più su Israele e Palestina: un ebreo, Marco Ramazzotti, che incontra Taysir Hasan, presidente emerito della ...
 
 
di Michele Di Corato

Una tranquilla mattinata liceale di un giovedì di metà primavera si è trasformata in una incredibile lezione di vita. Oggi, 7 aprile, infatti, presso il Liceo Scientifico "R. Nuzzi” (replicato per la Città, alle ore 19, presso la Chiesa Sacramento), si è tenuto un incontro di pace, due fazioni opposte che sono convenute allo stesso principio d’amore. È stata l’occasione per capirne di più su Israele e Palestina: un ebreo, Marco Ramazzotti, che incontra Taysir Hasan, presidente emerito della comunità palestinese di Puglia e Basilicata.
Marco Ramazzotti Stockel, 65 anni, italiano, sposato e padre di due figli, ci tiene molto al suo secondo cognome: «Scrivetelo, per favore, così capiscono che sono ebreo, e che se lotto contro l’occupazione, è proprio per gli ebrei, è a loro che fa male, oltre che ai palestinesi, l’occupazione».
«Io sono cresciuto in un paese musulmano, sono vissuto in 12 paesi musulmani, il mondo musulmano è un mondo che mi è profondamente congeniale, gli arabi sono miei fratelli  dice Marco  . Non è possibile immaginare che un ebreo possa pensare che la propria salvezza, dalle shoah ai progrom, venga dal maltrattare altre popolazioni. I palestinesi sono dei maltrattati».
Da oltre 35 anni lavora nella cooperazione per lo sviluppo, come socio-economista e antropologo, capo-progetto e rappresentante di ONG. Ha lavorato in ventisei paesi in via di sviluppo, per ONG italiane e straniere, imprese di progettazione italiane, inglesi, tedesche e francesi, la Commissione Europea, Agenzie delle Nazioni Unite  (FAO; IFAD; UNDP; UNICEF; WFP; UNHCR), la Cooperazione Italiana. È stato consulente di un Governo Africano e, più recentemente, organizzatore e insegnante a corsi di sicurezza per ONG, missioni religiose e cantieri all’estero. È laureato in Diritto internazionale ed è Fellow de Churchill College, Cambridge, Regno Unito.
«Israele rispetta solo le regole che si dà, non rispetta il diritto internazionale, non rispetta la moralità internazionale perché tratta la popolazione palestinese con un regime di apartheid – sostiene Marco – , quindi devono essere altri ebrei a dire: “Signori, fate una politica estremamente pericolosa". (…) Ma se noi lottiamo e cerchiamo di unirci agli arabi, ai musulmani, noi in realtà difendiamo la popolazione ebraica e la difendiamo sapendo, da ebrei, che siamo sempre stati perseguitati. L’unico modo per combattere la persecuzione è stendere la mano al nemico, non sono le bombe che ci salvano».
Marco ha un passato politico nel PCI e nella CGIL-FILCAMS ed è iscritto a ECO, Ebrei contro l’Occupazione e a EJJP, European Jews for a Just Peace dal 2000. Ha partecipato alla Freedom Flotilla per Gaza, Atene 2011, con il gruppo francese. Una vita spesa per aiutare gli ultimi, interessi molteplici, un impegno instancabile per la giustizia e la pace.
Marco ha rappresentato l’Italia a bordo di Estelle. La nave finlandese era diretta verso Gaza quando è stata bloccata da unità della Marina militare di Tel Aviv e dirottata verso il porto di Ashdod. Dopo un’angosciante prigionia, Marco ha saputo tesaurizzare la tragedia del rapimento:
«È stata un'esperienza abbastanza sgradevole. Non hanno usato violenza contro di me, ma con i tre attivisti israeliani. E il mio collega greco è stato colpito cinque volte con la pistola taser. Anche se non ci sono stati morti, rimane una grande operazione militare: cinque navi da guerra contro un veliero di 30 attivisti. È stato comunque un sogno quello di andare a Gaza per testimoniare da ebreo che siamo fratelli e che Israele deve trovare altre politiche che non siano quelle militaristiche per risolvere il contenzioso tra i due popoli».
Successivamente, Taysir Hasan ha riflettuto su un’ipotesi: cosa succederebbe se gli immigrati abbandonassero la Puglia? Oggi la Provincia di Bari ospita più di 25 mila immigrati e un loro allontanamento comporterebbe ingenti disagi per tutti quei settori che noi italiani consideriamo poco nobili. Sollevando la questione dell’immigrazione, Hasan vuole sottolineare l’importanza del dialogo attraverso la diversità, promuovendo, magari, un progetto mirato ad una migliore conoscenza e una più completa integrazione tra immigrati e cittadini italiani, boicottando l’errato paradigma medio-orientale e scongiurando proprio la divisione esistente tra Israele e Palestina.
Anche per questo motivo è nato l’archivio delle comunità straniere, per far emergere un patrimonio di immagini e documenti che ne costituiscono l’identità.
È stata forse questa la foto scattata dagli alunni accorsi dai molti istituti, un quadro omogeneo e conforme all’amore che avanza, un orticello da coltivare e condividere grazie alla preghiera e all’accettazione di una radice straniera da cui possano fiorire diritti umani che non meritano di essere in alcun modo calpestati.



Domani alle 18.30 nella sala conferenze della biblioteca comunale “Matteo Renato Imbriani”
coratolive.it

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