venerdì 4 marzo 2016

Soldato gay si sfoga su Facebook: "Israele mi ha abbandonato"



Soldato gay si sfoga su Facebook: "Israele mi ha abbandonato"





"Vado bene se muoio per questo Paese, ma non abbastanza per avere uguali diritti"
Omer Nahmany, un militare israeliano gay, ha scritto un potente post su Facebook nel quale esprime tutta la sua tristezza e delusione per essere stato abbandonato dal suo Paese, dopo che il Parlamento non ha acconsentito all'approvazione di alcune leggi che avrebbero protetto la comunità LGBT.
Nahmany, secondo Tenente in artiglieria, è profondamente deluso che il Parlamento non abbia fatto passare le leggi che avrebbero reso equi i diritti di militari delle famiglie omosessuali ed eterosessuali . Nel post, Omer Nahmany racconta di quante volte gli è stato chiesto se essere gay e combattere come militare sia una contraddizione e spiega che:


La mia risposta è, e sempre sarà, che non c'è nessuna contraddizione. La bellezza di essere un militare è che siamo tutti uguali. Abbiamo tutti un uniforme da indossare, mangiamo lo stesso cibo, siamo nello stesso campo di battaglia sia in allenamento che, all'occorrenza, in guerra. Non ci sono divisioni fra soldati gay ed etero. I miei soldati possono contare su di me, perchè non li abbandonerò mai sul campo, e io posso contare su di loro. Ma questa settimana sono andato abbandonato sul campo. Non dai miei soldati o dai miei ufficiali e comandanti, ma dal governo di Israele. Lo stesso governo che mi chiede di andare a battermi per lui e rischiare la mia vita, ha negato una legge che renderebbe la mia famiglia uguale a quella degli eterosessuali, cosi come lo siamo in battaglia. Se un soldato gay dovesse morire in battaglia, il suo compagno e la sua famiglia non sarebbero ufficialmente riconosciuti come eredi, quindi verrebbero totalmente ignorati e gli sarebbero negati diritti e benefici, e onori, del militare che ha perso la vita.

Questa situazione, dove lo stato di Israele mi chiede di rischiare la mia vita in battaglia ma rifiuta di prendersi un rischio politico per me ed altri soldati gay contraddice ogni valore che mi hanno insegnato durante il servizio militare. So che dovrò lottare in battaglia sapendo di essere un cittadino di serie B, solo perchè sono gay.

Vado bene se muoio per questo Paese, ma non abbastanza per avere uguali diritti. Oggi chiedo ad Israele di lottare per me, cosi come so che lotterò io quando sarò chiamato dallo Stato per farlo in battaglia.


Siamo con te, Omer!

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