mercoledì 23 marzo 2016

Gaza : non siamo numeri



Un nuovo progetto aiuta giovani scrittori palestinesi a raccontare le loro storie di vita quotidiana a Gaza e in Libano. Inaugurato lo scorso febbraio dal gruppo Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, il programma We are not Numbers offre a giovani scrittori locali una piattaforma dove pubblicare le lore prime opere letterarie. In un’intervista con Mondoweiss, Pam Bailey racconta il suo incontro con Ahmed Alnaouq e come questa conoscenza l’abbia ispirata ad organizzare il progetto. Ahmed è uno dei tanti studenti di letteratura inglese a Gaza, con una grande passione per la scrittura ma pochissime possibilità di sviluppare il suo talento. Quando la perdita del fratello e la mancanza totale di qualsiasi prospettiva futura sembrano condurlo sulla via della resistenza armata, Pam Bailey gli offre un’alternativa: un programma di scrittura creativa dove ogni partecipante viene affiancato ad un mentore di portata internazionale che lo seguirà passo a passo durante il percorso formativo. Bailey, direttrice internazionale del progetto, spiega così:
“Ci sono molti Ahmed a Gaza, distrutti dalle perdite umane, che lottano per arrivare a fine mese e si sentono abbandonati dal mondo. 50% della popolazione è di età tra i 15 ed i 25 anni – 70% della quale è disoccupata. Le loro storie meritano di essere portate all’attenzione del mondo occidentale, la cui politica estera ha causato loro tanta sofferenza. Allo stesso tempo dobbiamo dare a questi giovani un modo per trasformare l’atto dello scrivere in una missione con un fine. Così nasce We are not Numbers.”
La lista dei mentori fa a dir poco invidia: tra loro si trovano giornalisti acclamati come Ben Norton e Jonathan Cook, attivisti di lunga data come ad esempio Miko Peled ed autori di fama internazionale quali Susan Abulhawa di Tutte le mattine a Jenin. Tutte le storie vengono pubblicate sulla pagina ufficiale di We are not Numbers e riflettono una vasta gamma di esperienze differenti tra loro. Alcune adottano uno stile narrativo prettamente poetico mentre altre si rifanno al genere del reportage giornalistico; ciò nonostante tutte sono accomunate dal desiderio di esprimere la propria individualità, per non essere più soltanto un numero ma una voce ed un volto con un’identità propria.
1455710212





In febbraio 2016, la prima classe di 24 giovani scrittori ha iniziato ad esplorare la propria sensibilità artistica ed i risultati sono già ben evidenti come dimostra la ricca pagina web del progetto: gli scrittori hanno prodotto numerosi racconti tra i quali diversi tributi a Rachel Corrie, un commovente articolo sull’uso dei social media nel contesto della chiusura militare e svariate poesie e performances di spoken word.
Auguriamo a tutti i giovani talenti un prolifico cammino e vi invitiamo a sostenere e condividere questo ambizioso progetto. Per saperne di più visitate We are not Numbers su Facebook, ne saranno ben felici!

Nessun commento:

Posta un commento