mercoledì 16 marzo 2016

Le donne single della Palestina

 
 
 
Antonio Faccilongo ha fotografato l'attesa delle madri, delle mogli e delle figlie dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane
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Antonio Faccilongo ha fotografato l'attesa delle madri, delle mogli e delle figlie dei palestinesi detenuti nelle carceri israeliane

“(Single) Women” è un progetto del fotografo italiano Antonio Faccilongo: racconta la storia delle madri, delle mogli e delle figlie dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane (circa 7 mila persone, di cui quasi mille rischiano pene pari o superiori ai 20 anni). Le immagini, scattate nelle case dove questi uomini hanno vissuto, raccontano l’attesa delle donne rimaste sole e che si trovano a dover sostenere anche economicamente le loro famiglie.
A causa del sistema di sicurezza della polizia israeliana, queste donne palestinesi hanno moltissime difficoltà a incontrare in carcere figli, fratelli e mariti: le visite coniugali non sono permesse, i prigionieri e le visitatrici parlano ogni due settimane per 45 minuti attraverso un vetro e arrivare alle carceri non è semplice, comporta dei viaggi che durano anche dei giorni e il superamento di posti di blocco. Il contatto fisico è vietato, a eccezione dei bambini dei detenuti che sono autorizzati a incontrare i loro padri per dieci minuti alla fine di ogni visita. Molto spesso durante questi incontri diretti avviene uno scambio: di sperma. Faccilongo ha raccontato che alcune di queste donne hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro clandestina per concepire dei figli dai mariti che stanno scontando condanne a lungo termine. Negli ultimi due anni sono nati in questo modo 30 bambini. Ci sono anche due cliniche, a Nablus e a Gaza, che offrono alle mogli dei detenuti un trattamento gratuito.
Antonio Faccilongo è nato a Roma nel 1979, ha studiato Scienze della comunicazione, ha frequentato corsi di fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Officine Fotografiche e nel 2008 ha conseguito un master in fotogiornalismo. Il suo lavoro in Palestina ha ottenuto molti riconoscimenti internazionali: il primo premio al PX3 2011 nella sezione storie, il primo premio assoluto al Kuala Lumpur Photo Award, il primo premio al Worldwide Photography Gala Award e al Wow World of Women e il secondo premio all’IPA 2011 nella sezione politica: le sue fotografie sono state esposte in Italia, Repubblica Ceca, Argentina, Regno Unito, Francia, Cina e Stati Uniti.

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