domenica 20 marzo 2016

Di nuovo due giovani Palestinesi uccisi

Due giovani Palestinesi uccisi- aumenta la rabbia nei territori
Un 20enne è stato freddato nel blocco di colonie di Gush Etzion, stamattina stessa sorte per un 17enne ad Hebron. Esercito: volevano compiere attacchi. Ma la pratica degli esecuzioni non fa che incrementare la frustrazione - See more at: http://nena-news.it/cisgiordania-due-giovani-palestinesi-uccisi-aumenta-la-rabbia-nei-territori/#sthash.qZgRXqlM.dpuf

della redazione
Betlemme, 19 marzo 2016, Nena News – Due palestinesi sono stati uccisi nelle ultime ore dall’esercito israeliano in Cisgiordania, dopo aver tentato secondo i militari di compiere attacchi.
Questa mattina un giovane di 18 anni, Abdullah Muhammad al-Ajlouni, è stato freddato al checkpoint Abu al-Rish nella città di Hebron: secondo il portavoce della polizia israeliana, alla richiesta dei soldati di far vedere i documenti avrebbe reagito tirando fuori un coltello e colpendo un soldato. Subito i militari hanno aperto il fuoco, uccidendolo. Secondo alcuni testimoni, il giovane sarebbe stato colpito da molti proiettili.
Ieri un palestinese, il 20enne Mahmud Ahmad Abu Fanunah, è stato ucciso all’incrocio di Guzh Etzion, blocco di colonie tra Betlemme e Hebron. Sempre secondo il portavoce dell’esercito, il palestinese armato di coltello è sceso dalla sua auto e ha cercato di ferire i soldati, ma è stato subito colpito dal fuoco dei militari ed è morto.
Diversa la versione di testimoni, secondo i quali è stato centrato dalle pallottole mentre guidava: un colono che guidava l’auto di fronte  si è fermato in mezzo alla strada, ha chiamato i soldati e indicato Abu Fanunah.  Il palestinese è sceso, senza niente in mano, ed è stato ucciso.
Sale a 201 il numero di palestinesi uccisi tra Territori Occupati e Stato di Israele dal primo ottobre 2015, 28 gli israeliani. Nella stragrande maggioranza dei casi, i palestinesi sono stati freddati dal fuoco israeliano perché accusati o sospettati di voler compiere attacchi con i coltelli. Questi omicidi extragiudiziali, come sono stati definiti da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani, sono stati più volte condannati: esercito e polizia si fanno giudici ed esecutori, quando potrebbero intervenire diversamente per fermare eventuali assalitori. Lo stesso capo dell’esercito israeliano si è detto preoccupato dal comportamento delle forze israeliane, “che svuotano i caricatori contro ragazzini armati di forbici”.
Alle uccisioni si aggiunge una serie di punizioni collettive inflitte contro le comunità palestinesi, dalle demolizioni delle case degli aggressori all’arresto dei familiari fino alla chiusura e gli assedi dei villaggi di provenienza. Pratiche che non solo violano il diritto internazionale ma che hanno l’effetto opposto, incrementando la rabbia e la frustrazione palestinese per le conseguenze brutali di un’occupazione lunga quasi 70 anni.
Una rabbia che non si spegne neppure nella Striscia di Gaza dove ieri manifestazioni sono scoppiate la confine con Israele. La risposta sono stati proiettili e gas lacrimogeni: cinque palestinesi sono stati feriti tra Khan Younis e Beit Hanoun, da sud a nord. La zona cuscinetto tra Gaza e Israele, che entra dentro il territorio palestinese, è considerata dalle autorità israeliane off limits. Eppure si tratta di territorio gazawi, dove si trovano per lo più i terreni agricoli necessari alla sopravvivenza di centinaia di famiglie di agricoltori. Nena News

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