domenica 6 marzo 2016

Banca Mondiale : La raccolta dei rifiuti in Palestina

Dal sito della Banca Mondiale:
Lavorare per lo sviluppo in un ambiente fragile: la fornitura dei servizi essenziali in Palestina
I punti principali:
  • Nell’antichità I Greci avevano promulgato leggi per preservare la salubrità delle loro città proibendo lo sversamento e l’accumulo di rifiuti solidi. Oggi nel 21° secolo il Gruppo della Banca Mondiale sostiene questo servizio pubblico essenziale con l’apertura di discariche moderne in Palestina per lo smaltimento dei rifiuti in aree abitate da centinaia di migliaia di persone.
  • Sebbene le difficoltà connesse alla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali in zone di conflitto come la Palestina siano considerevoli, il Gruppo della Banca Mondiale ha portato a termine con successo diverse iniziative per la costruzione di nuove discariche e per la chiusura di siti di smaltimento abusivi ed inquinanti.
  • Il programma della Banca Mondiale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani promuove lo sviluppo delle istituzioni e delle risorse umane, incoraggia l’inclusione sociale e l’interazione con l’utenza e mira alla stabilizzazione dei progetti attraverso il partenariato pubblico-privato.
Dettaglio della storia:
Già nel 320 AC, gli antichi Greci avevano emesso leggi che proibivano di gettare i rifiuti e lasciarli accumulare in strade e luoghi non controllati e non pavimentati. Si erano resi conto che l’abbandono dei rifiuti domestici ed il loro incenerimento inappropriato peggiorava l’inquinamento e metteva a rischio la salute pubblica. Al giorno d’oggi in Palestina lo sversamento e l’incenerimento illegale dei rifiuti domestici sono al centro delle preoccupazioni del Gruppo della Banca Mondiale.
Nel 2000 la Banca Mondiale ha dato vita ad un programma destinato a proteggere la salute pubblica e le risorse naturali, già scarse in Palestina. Questo programma prevedeva la chiusura delle discariche abusive nel rispetto delle norme igieniche e la costruzione di discariche regionali controllate e regolamentate. Così la Banca Mondiale contribuisce in Palestina al rafforzamento delle istituzioni e della loro capacità di gestire il programma di smaltimento dei rifiuti in modo sostenibile.
La Zahrat Al-Finjan è un fiore che si trova comunemente intorno alle nuove discariche di Jenin e nel nord della Cisgiordania. È anche il nome della pagina Facebook creata dal Consiglio dei Servizi Riuniti di Jenin per sensibilizzare la popolazione al suo nuovo sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani attivo dal luglio 2007, sistema che comprende anche la discarica. La pagina è diventata un punto di ritrovo per l’impegno dei cittadini, dove vengono pubblicati reclami, suggerimenti e complimenti.
Posa di una membrana impermeabile sul fondo della discarica di Zahrat Al-Finjan a Jenin
Posa di una membrana impermeabile sul fondo della discarica di Zahrat Al-Finjan a Jenin
Il Progetto di Gestione Ambientale e Raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani serve ormai tutta la parte settentrionale della Cisgiordania ed ha triplicato il numero di utenti da 200 000 a 600 000 comprendendo i governatorati di Jenin, Tulkarem e Qalqilia. Dopo la chiusura delle discariche di Ramallah ed Al-Bireh il progetto gestisce provvisoriamente anche il trattamento dei rifiuti di queste città della parte centrale della Cisgiordania.
Malgrado il contesto politico e socio-economico estremamente fragile della regione, la nuova discarica ha delle caratteristiche innovative per il Medio Oriente, con la sua piattaforma di pesa e fatturazione automatica. L’ambiente in cui opera rimane perturbato, in particolare a causa della mancanza di un accordo di pace complessivo tra i Palestinesi e gli Israeliani. Malgrado ciò la Banca Mondiale nel 2009 ha deciso di estendere il suo programma alla parte meridionale della Cisgiordania. I governatorati di Hebron e Betlemme sono considerati i più poveri della Cisgiordania, ma producono il 20% del totale dei rifiuti solidi della regione.
Raccoglitori di rifiuti nel sud della Cisgiordania
Raccoglitori di rifiuti nel sud della Cisgiordania
Un’altra discarica controllata, ad Al-Minya nel sud-est del governatorato di Betlemme, è entrata in servizio nel settembre 2014. Ora serve un bacino di 33 municipalità con 840 000 residenti. Dopo la chiusura di 19 discariche abusive in entrambi i governatorati a causa della loro insalubrità, le terre attorno ad essi hanno acquistato valore. I metalli, la plastica, la carta ed il cartone sono riciclati e venduti al settore privato per il loro riutilizzo. Anche i pneumatici sono raccolti e venduti alle imprese private per fabbricare tegole. Sul piano sociale il progetto ha offerto ai 95 raccoglitori di rifiuti che lavorano nelle discariche della regione una fonte di reddito continuativa. I cittadini commentano le attività del progetto attraverso messaggi SMS e la pagina Facebook. Questi commenti danno a chi fornisce il servizio la possibilità di migliorarne la qualità e di rispondere alle esigenze delle aree trascurate. Un sistema di gestione d’avanguardia, equipaggiato con sistemi geoinformatici (GIS), è stato sviluppato per controllare tutti gli aspetti del servizio, compresi i movimenti della flotta di automezzi per la raccolta dei rifiuti, la pulizia delle strade, la fatturazione e la pubblicazione delle entrate.
Discarica di Al-Minya: protezione della falda freatica mediante raccolta del percolato in un bacino apposito, impermeabilizzato con una geo-membrana
Discarica di Al-Minya: protezione della falda freatica mediante raccolta del percolato in un bacino apposito, impermeabilizzato con una geo-membrana
Il Progetto di Gestione dei Rifiuti Solidi della parte meridionale della Cisgiordania è uno dei primi progetti del Gruppo della Banca Mondiale in questo settore che subordina l’erogazione dei sussidi alla prestazione dei servizi. Se le municipalità migliorano in modo misurabile i servizi che forniscono alla cittadinanza, esse ricevono una sovvenzione per la messa a discarica dei rifiuti a titolo gratuito. Questo approccio incentiva il miglioramento della qualità di un servizio essenziale, che a sua volta influenza positivamente la disponibilità dei cittadini a pagare per esso. Questo centro di raccolta e trattamento è anche il primo in Cisgiordania a operare in un partenariato tra pubblico e privato, con una multinazionale privata ben conosciuta.
La Striscia di Gaza è esposta a gravi pericoli sanitari ed ambientali: la devastazione economica causata da quasi un decennio di blocco delle frontiere e la guerra di Gaza dell’estate del 2014 hanno esacerbato le condizioni di vita già precarie in un territorio ristretto e sovrappopolato. Entrambi questi fattori fanno dello sviluppo una priorità urgente. Il sistema attuale di gestione dei rifiuti è saturo, le discariche a cielo aperto debordano e rappresentano un rischio per l’ambiente e per la salute sia dei raccoglitori di rifiuti sia delle popolazioni circostanti.
Ragazzi che giocano in una discarica abusiva a Gaza




Ragazzi che giocano in una discarica abusiva a Gaza
Nel 2014, con la partecipazione dei suoi soci finanziatori, la Banca Mondiale ha esteso il suo programma di gestione dei rifiuti solidi urbani alla Striscia di Gaza. Il Progetto di Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani di Gaza prevede la costituzione di un nuovo sistema di raccolta e smaltimento che comprende una discarica progettata e costruita secondo gli standard internazionali ed un piano di raccolta dei rifiuti nella parte centrale e meridionale della Striscia di Gaza. Quando entrerà in funzione servirà circa 750 000 persone, circa la metà della popolazione di Gaza. Il progetto, tuttora in corso, mira a migliorare il trattamento dei rifiuti solidi utilizzando metodi più efficienti, socialmente accettabili e rispettosi dell’ambiente. Il progetto ha come obiettivo anche di promuovere la partecipazione dei cittadini e la trasparenza dell’operato pubblico attraverso campagne di sensibilizzazione e l’uso dei social media come Facebook, messaggi SMS e un sito web interattivo.
In un contesto di fragilità dell’organizzazione statale e di difficoltà politiche, le autorità locali mostrano una decisa volontà di migliorare le condizioni di vita dei Palestinesi. Tutto questo non sarebbe possibile, tuttavia, senza un forte partenariato con la comunità internazionale. Il miglioramento del servizio più antico ed essenziale, la gestione dei rifiuti solidi urbani, fa parte della strategia globale del Gruppo della Banca Mondiale per proteggere la vita delle popolazioni e fornire loro migliori condizioni di vita e migliori prospettive per il futuro.
http://www.worldbank.org/en/country/westbankandgaza
(traduzione di Maurizio Bellotto)

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