giovedì 25 febbraio 2016

Roger Waters e il conflitto tra Israele e Palestina: 'Gli artisti hanno paura a parlarne: metterebbero a rischio la loro carriera'

 
 
 
 
 
 
24 feb 2016 - Se sei un musicista americano e sostieni il boicottaggio di Israele, rischi di vedere la tua carriera distrutta: è quanto sostiene il già bassista e…
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Se sei un musicista americano e sostieni il boicottaggio di Israele, rischi di vedere la tua carriera distrutta: è quanto sostiene il già bassista e cantante dei Pink Floyd, Roger Waters, sostenitore del BDS - il movimento a guida palestinese per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele - sin da quando venne fondato, nel 2005. In un'intervista concessa al The Independent, la prima in cui si è soffermato in maniera approfondita sulla sua posizione a proposito del conflitto israelo-palestinese, Roger Waters ha detto:
"L'unica risposta possibile al BDS è dire che sei antisemita. E dico questo perché nel corso degli ultimi dieci anni io stesso sono stato accusato di essere nazista e antisemita. I miei collegi sono restii a parlare di questo: oltre a me ci sono Elvis Costello, Brian Eno, i Manic Street Preachers e pochi altri, ma non c'è nessuno negli Stati Uniti, dove vivo. Ho parlato con loro e ho capito che sono spaventati. Se dicono qualcosa in pubblico, mettono a rischio la loro carriera, vengono distrutti. Spero di poter incoraggiare alcuni di essi ad essere meno spaventati, perché ce n'è bisogno. Abbiamo bisogno di affrontare questo argomento allo stesso modo in cui anni fa c'era bisogno di musicisti che si interessassero al Vietnam".

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