mercoledì 10 febbraio 2016

Eric Salerno : Il nuovo ghetto in cemento armato di Netanyahu

Il mio blog sull'Huffington Post:
Il nuovo ghetto in cemento armato di Netanyahu
Il 13 luglio 1992 Itzhak Rabin, appena eletto premier, si rivolse al parlamento israeliano. Un discorso appassionato. Una piattaforma politica importante che avrebbe portato otto mesi dopo agli accordi di pace di Oslo e, soprattutto un appello agli ebrei del suo paese. Il mondo è cambiato, disse, non "siamo più un popolo che vive da solo" e non è più vero "che tutto il mondo è contro di noi".
Molto è cambiato da quando Rabin fu assassinato da un ebreo israeliano estremista cresciuto nella scuola oggi al governo. Rabin esortava i suoi cittadini a uscire dalla mentalità del ghetto.eri, Benjamin Netanyahu, l'uomo a capo del governo più a destra della storia della giovane nazione ha promesso di ripristinarla quella mentalità, e non soltanto. Israele, ha detto, è una "villa nella giungla" circondata da "bestie feroci".
Per il premier israeliano e il suo governo i negoziati con i palestinesi non hanno senso, la leadership palestinese è inesistente, il piano di pace saudita insufficiente e l'unica soluzione per difendere il paese è chiuderla in una grande gabbia.
Cemento armato, reticolati e mine anti-uomo. Un progetto miliardario per "difendere Israele dal Medio Oriente così come è oggi e così come potrebbe diventare in futuro". Israele non può traslocare ma Netanyahu, finora, ha fatto di tutto per rendere impossibile la sua convivenza con i vicini di casa.



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