venerdì 15 gennaio 2016

USA denunciati per le esenzioni fiscali a donazioni in favore degli insediamenti illegali


 



 The Electronic Intifada, 05.01.2016
https://electronicintifada.net/blogs/charlotte-silver/us-sued-over-tax-exempt-donations-illegal-israeli-settlements
Un gruppo di cittadini americani ha citato in giudizio il Tesoro degli Stati Uniti affermando che l'agenzia stia permettendo a miliardi di dollari di donazioni esentasse di fluire verso l'esercito israeliano a sostegno dell'espansione degli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme est.
La causa, depositata nel tribunale federale di Washington DC il 21 dicembre, sostiene che circa 150 organizzazioni no profit statunitensi inviano circa 1 miliardo di dollari all'anno "per finanziare l'espulsione forzata di tutti i non-ebrei" ed espandere gli insediamenti nei territori palestinesi occupati.
Martin McMahon, l'avvocato dei querelanti, ha detto a The Electronic Intifada di ritenere che le organizzazioni stiano violando otto leggi penali federali e fino a sei regolamenti del Tesoro.

Le attività criminali

Nella causa si richiede un ordine del tribunale per costringere il Tesoro ad indagare sulle presunte attività criminali, revocare la status di esenzione fiscale delle organizzazioni e recuperare centinaia di milioni di dollari in tasse arretrate.
Uno dei tre querelanti è la scrittrice americano-palestinese Susan Abulhawa. "Voglio un tribunale, da qualche parte, in qualche modo, che giudichi coloro che hanno finanziato il mio dolore dell'espropriazione e dell'esilio; che faccia rendere conto ai finanziatori del furto su larga scala da parte di Israele della presenza nel mondo di un altro popolo, presenza storica, materiale, spirituale ed emotiva", afferma Abulhawa in una dichiarazione inclusa nella denuncia.
L'importo esatto che gli Stati Uniti inviano in beneficenza agli insediamenti è sconosciuta perché la normativa fiscale è stata modificata nel 2008 in modo che le organizzazioni non hanno più l'obbligo di specificare quale paese stia ricevendo i fondi, ma solo una regione geografica generica.
Il Tesoro statutinense ha concesso a queste organizzazioni lo status di esenzione fiscale, che consente ai contribuenti americani di detrarre le loro donazioni dal reddito imponibile. Le organizzazioni, inoltre, non devono pagare le tasse sugli importi che ricevono.

Attività caritatevole

Per legge, l'esenzione fiscale è concessa solo alle organizzazioni che svolgono attività "caritatevoli".
Queste includono la riduzione della povertà, il progresso della scienza, dell'educazione e della religione, attività che diminuiscono gli oneri a carico del governo, come pure "l'eliminazione del pregiudizio e della discriminazione" e "la difesa dei diritti umani e civili garantiti dalla legge".
L'azione legale accusa il Tesoro di "chiudere un occhio" sull' "attività criminale dilagante" che le organizzazioni esentasse statunitensi stanno promuovendo all'estero, incanalando contributi di beneficenza verso gli insediamenti israeliani.
L'insediamento israeliano di Avnei Chefetz vicino al villaggio palestinese di Shufa nella Cisgiordania occupata. Una causa sta sfidando il governo degli Stati Uniti per permettere a fondi di beneficenza di fluire a tali insediamenti, che vengono costruiti in violazione del diritto internazionale. Foto Ahmad Al-Bazz Activestills
Rilevando che il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale nel lontano 1980, il legale afferma che lo sforzo di colonizzazione sarebbe stato abbandonato decenni fa  se non fosse per le sovvenzioni dagli Stati Uniti."Per 30 anni almeno, il contribuente degli Stati Uniti ha finanziato e/o sovvenzionato attività criminali all'estero, ovvero omicidio, incendio doloso, distruzione di proprietà dolosa, aggressione e percosse, pulizia etnica", afferma la querela.
Equipaggiamento militare
La querela cita i nomi degli imprenditori Sheldon Adelson e Irving Moskowitz, così come il fondatore dei "Cristiani Uniti per Israele" John Hagee, come esempi di donatori che hanno inviato milioni di dollari in fondi di beneficenza per sostenere gli insediamenti.
Secondo la denuncia, il loro obiettivo è la "pulizia etnica su larga scala della popolazione palestinese e la crescita esplosiva degli insediamenti per soddisfare le esigenze di una popolazione dei coloni in continua crescita."
«Non vogliono finanziare solo gli insediamenti, ma vogliono che i contribuenti americani sovvenzionino la loro agenda politica," afferma l'avvocato dei querelanti Martin McMahon  a The Electronic Intifada.
L'azione legale sostiene che le organizzazioni hanno contribuito a demolire o confiscare 49.000 case palestinesi nel corso degli ultimi 30 anni ed espellere a forza fra 400.000 e 500.000 palestinesi dal 1967.
Sostiene inoltre che l'esercito israeliano ha ricevuto 60 milioni di dollari in un solo mese dalle donazioni esentasse della "Amici dell'IDF".
Queste donazioni sono state utilizzate per l'acquisto di equipaggiamento militare, tra cui occhiali per la visione notturna, cannocchiali di precisione e cani da guardia per i coloni israeliani, nonché per la creazione di "scuole per cecchini."
La "Amici dell' IDF" organizza raccolte di fondi in tutti gli Stati Uniti, spesso con l'avallo di celebrità tra cui la cantante Barbra Streisand, la stella di Seinfeld Jason Alexander e l'attore cinematografico Antonio Banderas, o di politici come il senatore statunitense Mark Kirk dell'Illinois.
Altri soggetti esenti da tasse identificati nella denuncia sono il Fondo nazionale ebraico, la Falic Family Foundation, American Friends of Ariel, Gush Etzion Foundation, American Friends of Har Homa e il Fondo di Hebron - molte organizzazioni riflettono i nomi degli insediamenti che finanziano.
La denuncia sostiene inoltre che le organizzazioni esentasse degli Stati Uniti stiano finanziando l'espropriazione in corso dei beduini nella regione di Naqab (Negev) nel sud di Israele.
Diverse società assunte da queste organizzazioni sono anche citate nella causa.  Comprendono la multinazionale del carcere e della sicurezza G4S, la società informatica Hewlett Packard, il venditore immobiliare RE / MAX e il costruttore di insediamenti Africa Israel Investments.

Norme chiare

Il ruolo di alcuni enti di beneficenza degli Stati Uniti nel finanziamento della colonizzazione israeliana illegale di terra palestinese è stato messo sempre più sotto osservazione negli ultimi anni. Nel 2013, un gruppo di palestinesi ha cercato di citare in giudizio diversi fondi di beneficenza per le attività negli insediameni in base alle leggi anti-terrorismo, ma la denuncia è stata respinta.
Nei primi mesi del 2015, il gruppo ha ripresentato una petizione contro cinque organizzazioni con sede negli USA.
McMahon ha detto che i querelanti in questo caso hanno scelto di citare in giudizio il Tesoro degli Stati Uniti perché l'agenzia ha standard chiari da far rispettare.
Ha detto che, prima di perseguire il contenzioso, ha scritto diverse lettere al Ministero del Tesoro, chiedendo di indagare le organizzazioni in questione. Il suo studio sta lavorando gratis sulla denuncia e sta cercando altri querelanti.
Dal momento della presentazione della denuncia il mese scorso, più di 50 persone, afferma, lo hanno contattato con un interesse ad aderire.
Il Tesoro degli Stati Uniti, che non ha commentato la controversia, ha 60 giorni di tempo per rispondere alla querela.
Il Dipartimento di Stato ha affermato in una e-mail ad Al Jazeera che l'amministrazione del presidente Barack Obama, "come ogni amministrazione precedente a partire dal 1967, vede l'attività di insediamento come illegittima e controproducente per la causa della pace."
I querelanti vogliono che le azioni del governo degli Stati Uniti si sposino con le sue parole.

Nota dell'Editore: Una precedente versione di questo articolo dichiarava che la causa sostiene che i contributi di beneficenza siano stati usati per acquistare materiale militare per l'esercito israeliano. In realtà, la causa sostiene che i fondi sono stati utilizzati per acquistare equipaggiamento militare per i coloni. È stato corretto di conseguenza.
Traduzione di Giacomo Graziani per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze

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