domenica 10 gennaio 2016

Profanato cimitero cattolico vicino Gerusalemme



(Ansa)






 Gerusalemme, profanato il cimitero salesiano di Beit Gemal Adnkronos
Gerusalemme: croci cristiane divelte da...ultrà ebrei? FOTO Blitz quotidiano
Profanato cimitero cattolico vicino Gerusalemme Il Sole 24 Ore
Il Messaggero - Rai News




 
 
 
 
 
 
 
Un gruppo di vandali ha fatto irruzione nel camposanto e bruciato diverse croci in legno, poi le hanno gettate a terra. Il fatto risale a metà dicembre, ma è emerso…
asianews.it



Vandali hanno divelto croci nel cimitero del monastero cattolico di Beit Jamal, vicino Beit Shemesh, ad ovest di Gerusalemme. Lo ha reso noto il consigliere dell'assemblea dei vescovi di Terra Santa Wadie Abunassar che ha diffuso anche foto del fatto, da cui si intravedono sulle croci spezzate cognomi italiani di alcuni sacerdoti deceduti.

Le croci divelte - hanno spiegato i frati salesiani responsabili del monastero - sono decine: uno stesso episodio avvenne nel settembre del 1981; nel marzo del 2014 inoltre sull'edificio religioso vennero dipinti graffiti anticristiani. «Condanniamo l'accaduto - ha detto il Patriarcato Latino di Gerusalemme - e ricordiamo a tutti che questo non è il primo episodio di questo genere commesso in anni recenti e che tutti son rimasti come compiuti da assalitori ignoti». «Per questo - ha aggiunto - esortiamo nello specifico la polizia e in generale le autorità israeliane a compiere ogni sforzo per portare il prima possibile i responsabili di questi atti sacrileghi davanti la giustizia». Il Patriarcato ha poi sottolineato di sperare che «ulteriori sforzi siano fatti per educare tutti gli abitanti del Paese al rispetto l'uno dell'altro, nonostante le differenti provenienze religiose».

Israele: profanato il cimitero del monastero salesiano di Beit Jimal
Un gruppo di vandali ha fatto irruzione nel camposanto e bruciato diverse croci in legno, poi le hanno gettate a terra. Il fatto risale a metà dicembre, ma è emerso solo in questi giorni. La polizia ha aperto un’inchiesta, finora senza risultato. Episodio riconducibile agli attacchi “price tag”.


Gerusalemme (AsiaNews) - Nuovo atto di vandalismo contro un edificio cristiano in Israele. Questa volta nel mirino di gruppi estremisti è finito il cimitero del monastero salesiano di Beit Jimal, a Beit Shemesh, cittadina di circa 94mila abitanti situata 30 km a ovest di Gerusalemme. Fonti locali raccontano che l’attacco risalirebbe alla metà di dicembre, ma è venuto alla luce solo in questi ultimi giorni in seguito alla denuncia depositata presso gli organi di polizia.
Secondo quanto riferiscono i testimoni, alcuni sconosciuti si sarebbero introdotti all’interno del recinto del camposanto, posizionato a circa 500 metri di distanza dal monastero. I vandali hanno bruciato diverse croci in legno presenti sulle tombe, poi le hanno gettate a terra.
La polizia di Beit Shemesh è stata informata dei fatti il 30 dicembre scorso e ha aperto un'inchiesta.
Il monastero di Beit Jimal, dove sorge il cimitero teatro degli attacchi, è un luogo di culto cattolico guidato dai Salesiani e già in passato è stato oggetto di attacchi. Il primo risale al 27 settembre 1981, quando un gruppo di sconosciuti aveva bruciato almeno una trentina di croci in legno; l’ultimo è avvenuto nel 2013, secondo la logica del “price tag”, quando il corridoio centrale è stato investito da bombe incendiarie e i muri dell’edificio imbrattati dalle scritte “morte ai Gentili” e “vendetta”.
Ad opera di estremisti ebrei o coloni, nel recente passato sono stati colpiti diversi obiettivi a sfondo religioso, fra cui la chiesa vicino al Cenacolo, la basilica di Nazareth, altri luoghi di culto cattolici e greco-ortodossi a Nazareth e altri luoghi. L’ultimo in ordine di tempo è l’incendio alla chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha.
Nel mirino vi sono anche moschee e luoghi di culto musulmani - secondo la logica del cosiddetto “price tag”. Il “prezzo da pagare” è un motto utilizzato dagli estremisti israeliani, che minacciano cristiani e musulmani per aver “sottratto loro la terra”. Un tempo il fenomeno era diffuso solo nelle aree al confine con la Cisgiordania e a Gerusalemme, ma oggi si è esteso in gran parte del territorio.

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