mercoledì 20 gennaio 2016

Nei panni dei palestinesi: sperimentare il terrore e la violenza









RFI, 08.01.2016
di
http://www.rfi.fr/moyen-orient/20160108-in-between-wars-entre-deux-guerres-palestine-msf-gaza-cisjordanie-experience-e
I media ne hanno parlato poco e tuttavia è una scoperta che vale la pena provare. A Parigi, un'installazione multimediale prodotta dalle ONG Medici Senza Frontiere offre un'immersione in Palestina. "In Between Wars", "Tra due guerre" è un viaggio all'inferno, quello vissuto da milioni di uomini, , donne e bambini a Gaza e in Cisgiordania dal decenni. Un pannello rosso avverte in ebraico, arabo e inglese: entriamo in territorio palestinese.
media








Bossoli che piovono, urla di donne e bambini, sirene che suonano, muri che crollano, siamo a Gaza e in Cisgiordania. La Palestina condensata in un labirinto di 60 metri quadrati, che il visitatore percorre con un elmetto sulla testa
Le sue strade prima, Hebron, Nablus e dentro le case, tra le macerie, o in un reparto di cure o a al check point, diversi interni ricostituiti, con molte foto alle pareti, costituiscono un’immersione nel quotidiano dei palestinesi sotto occupazione. "In Between wars" mette il cuore e gli occhi alla prova: pareti che portano le stigmate dei proiettili, manifesti dei martiri, filo spinato, barricate, donne sprofondate nel dolore, uomini mutilati, bambini con gli occhi persi nei resti delle loro case.
Ma le orecchie soffrono ancora di più: in ogni luogo vengono trasmesse registrazioni audio e testimonianze filmate. Questo è per esempio il caso di Ehsan, 12 anni, che dice di essere stato arrestato con alcuni dei suoi compagni nel 2014 per aver lanciato pietre contro i soldati, con la conseguenza di essere stati detenuti e picchiati poiché una legge recente ora autorizza la detenzione dei minori sotto i 14 anni. Un paziente seguita da MSF ha testimoniato di aver perso 13 membri della sua famiglia nel 2014 durante l’offensiva di “ Barriera protettiva. "Voglio dire al mondo che soffriamo e che abbiamo bisogno di aiuto per porre fine a questa sofferenza", dice lei.
Gli attivisti umanitari testimoni di questo vissuto quotidiano
Questa esperienza inedita è opera di Medici Senza Frontiere (MSF) le cui equipes lavorano nella West Bank e a Gaza da quasi trenta anni. La mostra testimonia i danni fisici e psicologici subiti dai palestinesi, in maggioranza donne e bambini. Aiuta a comprendere la violenza quotidiana che questo popolo sta subendo. Stato d'assedio, povertà, umiliazione, morti, demolizioni, incursioni notturne, arresti arbitrari, ecc, una violenza che non è altro che il risultato di una occupazione della quale nessuno sembra preoccuparsi. "In Between wars" "esprime il rifiuto di contribuire a banalizzare l'inaccettabile", afferma MSF.
Un sentimento che alcuni sembrano non condividere. A metà dicembre, il CRIF (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia) ha chiesto la chiusura dell’esposizione, sostenendo che potrebbe "infiammare la violenza antisemita e la crescente minaccia terroristica" a Parigi. l'ONG ha subito replicato, spiegando che l'installazione ha l’ambizione "di dare conto da un punto di vista umanitario delle difficoltà quotidiane dei palestinesi sotto occupazione israeliana", pur ammettendo "una posizione di cui MSF conosce il carattere controverso. "
Un'esperienza indimenticabile
Infatti, "In Between wars" interroga, , colpisce, terrorizza. Il visitatore è scioccato, è preso da ansia e paura. Attraverso le testimonianze raccolte dai teams di MSF che vivono a fianco dei palestinesi, ciascuno si fa una propria opinione.
A Gaza, per esempio, racconta MSF, le interruzioni di corrente durano in media circa dalle sedici alle diciotto ore al giorno. In questa prigione a cielo aperto, sotto un blocco che dura da oltre nove anni, il 75% degli abitanti di Gaza vive di aiuti alimentari, il tasso di disoccupazione supera il 65% e arriva all’ ​​85% tra i minori di 30 anni. In questo lembo di terra lungo quaranta chilometri e largo da 6 a 12 km, quasi l’ 80% dei circa 1,9 milioni di abitanti vive in povertà secondo l'UNDP (United Nations Development Programme ) "Quando le bombe cadono su Gaza, la popolazione è intrappolata e non ha dove fuggire e raggiungere la sicurezza," racconta "In Between wars".
Più di 20 anni dopo gli accordi di Oslo e quasi 70 anni dopo il piano di spartizione delle Nazioni Unite, la situazione è ancora a un punto morto in Palestina. L'occupazione israeliana, civile e militare, continua e si espande. Ed è la popolazione civile palestinese che ne paga il prezzo più alto. Un prezzo che "In Between wars" ci fa scoprire. Un prezzo che sconvolge i e colpisce i visitatori per una trentina di minuti.
All’uscita del percorso, per uscire da Gaza, il corpo è di nuovo messo alla prova. Un esame minuzioso è condotto dalle autorità israeliane fino all'interno del corpo. "Seguite le istruzioni e attendete che la persona che vi precede sia uscita per entrare nel BodyScanner, è scritto sui cartelli. Mettete i piedi sulle impronte e mettete le mani sopra la testa. "
All’uscita cala un pesante silenzio mentre il visitatore riprende fiato e rinviene, sollevato per essere uscito da questo inferno. Un inferno che non è altro che quello di un popolo che vive in uno stato di sospensione, come tra due guerre.
"In Between wars - Palestinesi tra due guerre, un'immersione nella vita quotidiana in Palestina", dal 5 al 17 gennaio 2016 - Ingresso libero, Maison des métallos  - Parigi
L’installazione dovrebbe essere inoltre presentata quest'anno in alcuni paesi arabi.
Il tour può essere fatto anche virtualmente al link: http://inbetweenwars.msf.fr  (testi in francese, inglese o arabo)

Traduzione di Caterina Guarna per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus

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