sabato 16 gennaio 2016

Mossad falsifica su Fb una pagina palestinese con dichiarazioni di violenza antisemita





 

 YouTube  mostra una dichiarazione violentemente antisemita  in una falsa pagina palestinese o filopalestinese   creata dal al  un gruppo legale vicino Mossad 
Il gruppo legale israeliano ha ammesso di aver creato una pagina  apparentemente  filopalestinese su  Facebook  e di utilizzarla  per pubblicare antisemite dichiarazioni come  "Morte a tutti gli ebrei."
Il gruppo israeliano ha anche intentato una causa contro Facebook accusandolo  di permettere l' "incitamento"palestinese
Shurat HaDin sostiene di essere una "organizzazione per i diritti civili". Viene  descritta come una "organizzazione non governativa israeliana", un "gruppo di pressione", ma informazioni  trapelate da Bradley Manning e pubblicate da Wikileaks raccontano una storia molto diversa.
La direttrice di Shurat HaDin Nitsana Darshan-Leitner ha detto in privato  a un funzionario dell'ambasciata degli Stati Uniti che il suo gruppo "riceve prove"  di spionaggio e di  assassinio dal  Mossad e dal Consiglio di Sicurezza Nazionale di Israele.
In un video pubblicati su YouTube la settimana scorsa, Shurat HaDin ha rivendicato la responsabilità per la creazione di una pagina Facebook dal titolo "stop israeliani" il 29 dicembre.
 


Uno screenshot tratto  da YouTube  mostra la pagina "filopalestinese"
  Sulla pagina  è riprodotta una vignetta sulla  minaccia israeliana ad   al-Aqsa,con l'affermazione: " vendetta contro il nemico sionista che minaccia Al Aqsa! Morte a tutti gli ebrei! [sic] "
Shurat HaDin afferma che la falsificazione della pagina è stata fatta come "esperimento su Facebook", presumibilmente per dimostrare che il gigante dei social media è polarizzato contro gli israeliani.
Shurat HaDin afferma   di aver creato una seconda pagina razzista, chiamata stop palestinesi", ma che solo quest'ultima è stata immediatamente rimossa.

Parlando a The Jerusalem Post Gilad Ravid di Ben Gurion University del Negev ha  criticato le azioni di Shurat Hadin, dicendosi "non convinto che le conclusioni tratte da questo esperimento siano corrette , inoltre creano "disagio significativo" per chi le legge prima  della rimozione della pagina.
  Al il Wall Street Journal e il New York Post   Fb ha inviato il seguente comunicato :  "Facebook non tollera l'incitamento all'odio   contro le persone sulla base della loro nazionalità. Entrambe queste pagine sono stati ora rimosse  da Facebook ".

Incitamento violenti

 The Electronic Intifada ha documentato   da più anni l'incitamento all'odio da parte Israeliana contro i Palestinesi   come  evidenzia il tag " israeliani su Facebook" 
Alcuni dei casi più notevoli includono Mor Ostrovski, il soldato israeliano che ha postato una foto di un bambino palestinese nel mirino ,le  fantasie razziste violente  nei confronti di un gruppo di giovani   palestinesi che avevano aderito a una  protesta pacifica nel 2013,  una campagna virale nel   luglio 2015,dove  gli israeliani postano le foto dei loro bambini  che richiedono l'esecuzione di "terroristi palestinesi".
Ancor più degno di nota è il fatto che questo incitamento razzista contro i palestinesi parte da responsabili   dello stesso Governo .
Il Ministro della Giustizia attuale Ayelet Shaked nel 2014 aveva pubblicato un articolo   dove dichiarava che "l'intero popolo palestinese è nemico" giustificando    così la sua distruzione ". "
Un mese dopo Moshe Feiglin, allora vice presidente del parlamento israeliano, ha usato la sua pagina di Facebook per pubblicare il suo piano dettagliato per la totale distruzione del popolo palestinese a Gaza  chiedendo per la popolazione civile  campi speciali al confine con l'Egitto.
La guerra del Mossad e dei gruppi ad esso affini non è un mistero
Lakin v. Facebook è stato  depositato  in un tribunale dello stato di New York alla fine di ottobre a  nome di  circa 20.000 israeliani contro il gigante dei social media.
Secondo Eugene Volokh, professore di diritto UCLA le campagne di  Shurat HaDin si basano  su "leggi israeliane che limitano la libertà di espressione,ma negli Usa andrebbero contro  il Primo Emendamento   Inoltre "molti degli esempi che costituiscono la denuncia    non sarebbero  nemmeno considerati come 'istigazione' ai sensi del diritto statunitense."

Questa non è la prima volta che Israele o gruppi impegnati nella propaganda sostenuta dal governo, si sono impegnati in questa tattica ingannevole .
Nel 2013, è stato riferito che l'ufficio del primo ministro israeliano stava organizzando gli  studenti in unità  "segrete" e "semi-militari" per messaggi pro-Israele sui social media 
Durante l'assalto israeliano  del 2014 a Gaza che ha ucciso più di 2.200 palestinesi, tra cui 551 bambini, uno studente israeliano aveva istituito una  "Hasbara stanza di guerra" 
Anche nell' estate 2014, The Electronic Intifada ha rivelato come pro-Israele sito ISRAEL2 utilizza stagisti per infiltrarsi in comunità online  per evidenziare la meravigliosa  tecnologia israeliana.

  Il mese scorso il Centro per la diplomazia pubblica e Hasbara israeliano hanno  annunciato che avrebbero  inserito  agenti segreti all'interno dei gruppi israeliani per i diritti umani, al fine di screditare e minare la loro opera a sostegno dei diritti umani dei palestinesi.
Nel 1980, sotto  la copertura di Anti-Defamation League l' agente Roy Bullock (che ha lavorato sia per Israele che per il regime di apartheid del Sud Africa) si era infiltrato in gruppi  di solidarietà per i Palestinesi  e in gruppi per i diritti civili arabi negli Stati Uniti.
Una delle tattiche di Bullock  consisteva nel  cercare di far sembrare  il Comitato  anti-discriminazione arabo-americano (ADC) collegato ai  neonazisti,fabbricando egli stesso le prove .In un'occasione, Bullock ha partecipato ad una conferenza del negazionista "Institute for Historical Review" per reclutare membri  .
Incidenti come la fabbricazione di Shurat HaDin di una pagina Facebook "filo-palestinese" antisemita mostrano   come tendono a muoversi i gruppi  pro Israele 
 
 
 

Shurat HaDin posted “death to all the Jews.”
electronicintifada.net


Mossad proxy faked violent Facebook anti-Semitism


YouTube screenshot shows a violently anti-Semitic statement Shurat HaDin posted to a fake pro-Palestinian Facebook page the Mossad-linked group had created.
An Israeli legal group with intimate ties to the state’s intelligence agencies has admitted to faking an ostensibly pro-Palestinian Facebook page and using it to post anti-Semitic statements including “Death to all the Jews.”
The Israeli group has also filed a lawsuit against Facebook, for allegedly permitting Palestinian “incitement.”
Shurat HaDin claims to be a “civil rights organization.” Various media reports have described it as an “Israeli non-governmental organization,” an “advocacy group,” or even a neutral-sounding “law center” – the group’s self-description also adopted by The Guardian and PBS.
But US embassy cables leaked by Chelsea Manning and published by WikiLeaks tell a very different story.
Shurat HaDin director Nitsana Darshan-Leitner privately told a US embassy official that her group “took direction” on which court cases to pursue. She claimed that she “receives evidence” from Israel’s international espionage and assassination agency Mossad and from Israel’s National Security Council.

Mossad anti-Semitism

In a video published to YouTube last week, Shurat HaDin claimed responsibility for the creation of a Facebook page titled “Stop Israelis” on 29 December.

A screenshot from Shurat HaDin’s YouTube video shows the “pro-Palestinian” Facebook page the Mossad-linked group faked.
At some point soon after, the page posted a cartoon about the Israeli threat to al-Aqsa mosque, along with the statement: “Revenge against the zionist enemy that threatens Al Aqsa! Death to all the jews! [sic]”
Shurat HaDin says the faking of the page was done as a “Facebook experiment,” supposedly to demonstrate that the social media giant is biased against Israelis.
Shurat HaDin claims it created a second racist page, but called “Stop Palestinians,” and then reported both pages to Facebook at the same time, but that only the latter was immediately removed.
In fact, the fake Shurat HaDin page containing the anti-Semitic statement was also deleted within days of when Shurat HaDin claims it was reported to Facebook.
Speaking to The Jerusalem Post Gilad Ravid of Ben-Gurion University of the Negev criticized Shurat HaDin’s actions, saying he was “not convinced that the conclusions drawn from this experiment are the correct ones.”
Ravid also said Shurat HaDin’s anti-Semitic postings on Facebook would have caused “significant discomfort” to those who read them before the page was closed down.
Media later reporting on the “experiment,” including the Wall Street Journal and the New York Post were sent a statement from the social media giant: “Facebook does not tolerate hate speech, including against people on the basis of their nationality. We review all reports and take down such content. Both these pages have now been removed from Facebook.”
Facebook did not reply to a request for further comment.

Violent incitement

Ironically, use of Facebook and other social media by Israelis for violent incitement against Palestinians and Muslims is pervasive. The Electronic Intifada has documented this phenomenon over several years.
A perusal through our “Israelis on Facebook” tag lists too many disturbing examples to list in full here.
Some of the more notable cases include Mor Ostrovski, the Israeli soldier who posted a photo of a Palestinian child in the crosshairs of his rifle to his Instagram account; an outbreak of violent racist fantasies (“Castrate them!” “Burn them!” “Bullet in the head!”) against a group of young Palestinian children who had joined a peaceful protest camp in 2013; and a July 2015 viral campaign in which Israelis posted photos of their children holding signs demanding the execution of Palestinian “terrorists.”
Even more notable is the fact that this racist incitement against Palestinians stems from the very top of the Israeli establishment.
Current justice minister Ayelet Shaked in 2014 approvingly posted a genocidal article to her Facebook page which declared that “the entire Palestinian people is the enemy” and justified its destruction, “including its elderly and its women, its cities and its villages, its property and its infrastructure.”
One month later Moshe Feiglin, then deputy speaker of Israel’s parliament, used his Facebook page to publish his own detailed plan for the total destruction of the Palestinian people in Gaza.
The plan called for the “conquest of the entire Gaza Strip, and annihilation of all fighting forces and their supporters,” and called for the civilian population to be “concentrated” in special camps on the border with Egypt.
All of these instances of Israelis using Facebook for violent and genocidal incitement against Palestinians took place long before the current Palestinian uprising began in October – the subject of a recently-launched Shurat HaDin lawsuit against Facebook.

Mossad vs. Facebook

The reason for the Mossad-linked group to want to generate such negative publicity for Facebook is no mystery.
Lakin v. Facebook was filed in a New York state court at the end of October on behalf of some 20,000 Israelis against the social media giant.
It is an attempt to get Facebook to crack down on Palestinians who Shurat HaDin claims use it to praise or organize armed resistance against Israeli soldiers and civilians.
The suit calls for the court to issue “an injunction requiring the defendant to stop allowing Palestinian terrorists to incite violent attacks against Israeli citizens.”
But according to Eugene Volokh, a UCLA law professor who blogs at The Washington Post, the case “is going nowhere.”
Volokh argues that Shurat HaDin’s suit relies on “Israeli laws that restrict speech” in a way which would be “unconstitutionally overbroad” under the First Amendment which prohibits federal, state and local government in the US from restricting free speech.
“American courts don’t enforce foreign speech restrictions that would be inconsistent with the First Amendment,” Volokh observes.
He says that “many of the examples that the complaint offers thus wouldn’t even qualify as ‘incitement’ under US law.”
Volokh says that Facebook “has no obligation under US law to censor its content” as Shurat HaDin and the Israeli government clearly want it to do.

“Covert” online units

This is not the first time that Israel, or groups engaging in government-backed propaganda, have engaged in such deceptive online tactics.
In 2013, it was reported that the Israeli prime minister’s office was organizing students in “covert” and “semi-military” style units to tweet and post pro-Israel messages on social media without revealing they are doing it as part of a government propaganda campaign.
During the 2014 Israeli assault on Gaza which killed more than 2,200 Palestinians including 551 children, one Israeli student union set up a “Hasbara war room” – using the Hebrew word for propaganda. “We want people abroad who don’t know our reality to understand exactly what is going on here,” one of the organizers explained. The “war room” itself drew on earlier similar efforts.
Also in summer 2014, The Electronic Intifada revealed how pro-Israel website Israel21c planned to use interns to infiltrate online communities with its puff-piece stories about the supposed wonders of Israeli technology.
“You wouldn’t directly reference that you’re interning for Israel21c,” one of the men behind the project admitted to our undercover reporter, “that would sort of defeat the point of posting it.”
And only last month the Center for Public Diplomacy and Israeli Hasbara announced it would plant secret operatives within Israeli human rights groups in order to discredit and undermine their work in support of Palestinian human rights.

Zionist anti-Semitism

There is also a pre-Internet age precedent for the “significant discomfort” that Shurat HaDin’s current Facebook deceptions would have caused Jews and others reading the “Stop Israelis” page.
In the 1980s, undercover Anti-Defamation League agent Roy Bullock (who worked for both Israel and the South African apartheid regime) infiltrated Palestine solidarity and Arab civil rights groups in the US.
One of Bullock’s tactics was to try and make it look as if the Arab-American Anti-Discrimination Committee (ADC) had neo-Nazi links.
He did this by trying to manufacture those links himself.
On one occasion, Bullock attended a conference of the Holocaust-denying “Institute for Historical Review” to distribute ADC literature and recruit members.
We know that Israel and its allied groups around the world are still involved in keeping close tabs on Palestine solidarity activists.
Incidents like Shurat HaDin’s fabrication of an anti-Semitic “pro-Palestinian” Facebook page show some of the lengths to which Israel’s propagandists will still go.


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