Londra : Non solo i pro-palestinesi usano l'intimidazione per far tacere la libertà di parola




Sintesi personale


Il caos e  i  disagi che sono avvenuti nel  Kings College di Londra questa settimana nel corso di un discorso tenuto da Ami Ayalon, ex capo dello Shin Bet, sono stati descritti su Haaretz in dettaglio. Ospitato congiuntamente da Yachad  e dal  Kings College , Ayalon ha parlato a un pubblico interessato, ma al di fuori della stanza un gruppo di studenti, guidati dal Kings College  pro Palestina, ha protestato facendo suonare  gli  allarmi antincendio, battendo contro la porta,  gettando sedie e rompendo  una finestra nel tentativo di concludere l'evento con la forza. La polizia   ha dispiegato una quindicina di poliziotti per  proteggere la conferenza  dai venti studenti che protestavano. Alla fine  l'evento è stato  abbreviato visto il persistere del disturbo.

Non  si può difendere il  comportamento degli studenti pro Palestinesi . Essi hanno il diritto di protestare: questo è il vantaggio di vivere in una democrazia, negare  la libertà di parola   impiegando tattiche intimidatorie è imperdonabile.  C'erano più persone nella stanza ad ascoltare Ayalon (molti dei quali non erano ebrei o necessariamente "pro-Israele" studenti), di quelli che erano fuori dalla  stanza

La mattina seguente la storia era su tutti i mezzi di comunicazione e  l'università ha promesso un'indagine completa e approfondita. Nel frattempo  Ayalon era a Manchester  per parlare  in una sinagoga locale.

Il suo viaggio a Manchester non è irrilevante in questa storia. Infatti  un numero significativo di persone all'interno della comunità ebraica di Manchester hanno  cercato di fermare Ayalon  All'interno dei gruppi chiusi di Facebook  costituiti da un certo numero di organizzazioni sioniste e pro-Israele,  egli era definito  come il «lupo travestito da pecora" invitato da una organizzazione  "anti-israeliana"  come Yachad. Le  persone sono state incoraggiate a  premere sulla sinagoga per cercare di costringere gli organizzatori a cancellare l'evento . Nonostante l'intensa pressione l'esecutivo  della  sinagoga e il rabbino non hanno ceduto.

Niente sedie sono stati gettati a Manchester e nessuna protesta si è svolta fuori,ma la sinagoga è stata  bombardata  con la  posta elettronica e con lettere di denuncia .Le tattiche e le motivazioni , seppure in modo diverso,   condividono un obiettivo comune: mettere a tacere le voci di coloro con i quali non  si è d'accordo.

Siamo di fronte a un problema significativo oggi. Si riduce sempre di più  e in modo allarmante  lo spazio di discussione e di possibilità di domande   sul conflitto israele palestina .  La demonizzazione    in Israele delle organizzazioni della società civile che ha il coraggio di accendere una luce sull''occupazione, ne costituisce un esempio
Questo comportamento è emulato dai membri della comunità ebraica qui nel Regno Unito che, vedendo il comportamento del governo israeliano, credono che silenziare le voci che non sono d'accordo con le politiche del governo israeliano voglia dire  essere un sostenitore veramente impegnato per Israele.

D'altra parte la stessa chiusura di spazio per il dibattito si presenta tra gli studenti con atteggiamenti violenti  e aggressivi  ,impedendo a   una voce israeliana di essere ascoltata in un campus 

In Israele si  evidenzia  l' incapacità di comprendere che una democrazia sviluppata permette il controllo  sul comportamento del governo e garantisce  il diritto  legittimo di esprimere un parere critico senza limitarsi alle elezioni che si verificano una volta ogni pochi anni.
Quelli di noi che credono nel diritto di libertà di parola e nei principi democratici potrebbero non  condividere  le stesse opinioni,ma  abbiamo certamente una causa comune : impedire che il dibattito venga definito  da coloro che impongono la loro visione del mondo

Hannah Weisfeld  ha fondato Yachad  in Gran Bretagna
$ m.stack.teaserArticleAuthorImage.content.a11yDescription.value

Hannah Weisfeld

Haaretz Contributor
leggi di più: http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.698815?utm_campaign=Echobox&utm_medium=Social&utm_source=Facebook

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation