venerdì 15 gennaio 2016

Gerusalemme: L'artista che affronta il conflitto israelo-palestinese con fantascienza surrealista

 


OuterPlaces, 13.01.2016
http://www.outerplaces.com/science-fiction/item/10896-can-sci-fi-help-solve-the-israel-palestine-conflict
di Noelle Phansalkar
 Sembra assurdo, ma una delle artiste più note della Palestina, Larissa Sansour, sta dando un tono fantascientifico agli eventi in corso in Medio Oriente, e a dire il vero l'effetto è mozzafiato.
Palestinian Sci-Fi Art
[Sansour, da "Nation Estate" - Olivo, 2011]
Sansour è nata a Gerusalemme, nel cuore del conflitto tra Israele e Palestina. Questo conflitto è nato quando i sionisti (una minoranza estremista della popolazione ebraica) iniziarono la colonizzazione della terra palestinese al fine di creare una patria ebraica. Quando un numero sempre maggiore di sionisti immigrarono in Palestina - molti con il solo scopo di occupare la terra al fine di uno stato ebraico - la popolazione indigena cominciò ad allarmarsi, e i combattimenti ebbero inizio. L'Onu intervenne suddividendo il paese, assegnando il 55% della Palestina ad uno stato ebraico, nonostante il fatto che i sionisti rappresentassero solo il 30% della popolazione totale, e fossero proprietari di meno del 7% della terra. Questo non contribuì a calmare i nativi palestinesi, e nemmeno i sionisti assetati di potere, e scoppiò la guerra. Oggi, la battaglia per il possesso continua, e le relazioni sono ancora molto accese.
Palestinian Sci-Fi Art
[Sansour, da "Nation Estate", 2011]
Tutto questo attrito politico ha formato Sansour e, insieme con la fantascienza classica, ha ispirato i suoi sforzi artistici. Finora, è la natura politica del suo lavoro che ha raccolto il maggior interesse; nel 2011 è stata rimossa dalla lista dei candidati al Premio Lacoste per essere "troppo palestinese". Il premio è stato successivamente annullato quell'anno. Tuttavia, la notorietà di Sansour è solo cresciuta da questa vicenda: come ha lei stessa raccontato a The Art Newspaper "molte persone, in particolare dagli Emirati Arabi, hanno iniziato a comprare i disegni che avevo fatto per "Nation Estate" e li hanno venduti come matti... Sono stata anche invitata alle Nazioni Unite un paio di volte per parlare di diritti umani e libertà di parola! "
Oltre lo scandalo di cui sopra, Sansour è meglio conosciuta per i suoi cortometraggi "A Space Exodus," sull'atterraggio di un'immaginaria astronauta palestinese sulla luna, e "Nation Estate" (Nazione immobiliare), che propone una Palestina distopica come un grattacielo, con ogni piano che rappresenta una città diversa. Nel suo ultimo film, "In futuro hanno mangiato dalle migliori porcellane", esplora le conseguenze del determinare la proprietà della terra tramite l'evidenza archeologica. Il film completa la trilogia di fantascienza sul Medio Oriente, che sarà ospitata in numerose mostre che si svolgono nel Regno Unito quest'anno.

A Space Exodus from The Oakland Standard on Vimeo.


Nation Estate (clip) from larissa sansour on Vimeo.

Il suo principale collaboratore, Soren Lind, spiega l'ispirazione dietro all'ultimo lavoro: "Dopo Nation Estate, ci siamo interessati all'archeologia ... così il film segue un palestinese che decide di manipolare l'età di queste ciotole. Israele è l'unico paese che conosco in cui i giornali trattano le scoperte archeologiche come storie da prima pagina. Se si trova qualcosa, questo implica qualcosa di diverso per il presente".
Palestinian Sci-Fi Art
[Sansour, da "In The Future, They Ate from the Finest Porcelain", 2015]

Sia Sansour che Lind parlano dell'aspetto fantascientifico del loro lavoro, in particolare riguardo alla sua natura politica:
Opening quote"Ho fatto un paio di brevi documentari in passato e ho sempre trovato un problema che in questa forma si deve assumere il ruolo di analizzatore ", spiega Sansour." Penso che quando si fa qualcosa come la fantascienza, si catapultano i palestinesi in un dominio completamente diverso: diventano persone autonome, dotate di alta tecnologia, hanno un lato cool, e parlano di cose che associamo al progresso. Ma penso anche che sia davvero difficile parlare di quello accade in Palestina senza diventare surreale."
Opening quote Un sacco di persone che lavorano sulla Palestina - Larissa e io compresi - tendono a diventare quasi dipendenti dalla realtà", dice Kind, "Ti senti subito una responsabilità enorme ... questo spesso finisce in un'immagine speculare della realtà, ma dove sono commenti, suggerimenti, idee o soluzioni? La fantascienza fa l'esatto contrario ... tutto a un tratto, è un percorso verso una nuova visione."
Traduzione di Giacomo Graziani per l'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze
 

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