mercoledì 13 gennaio 2016

Gad Lerner: E’ una vergogna per tutta l’Europa che gli ebrei nel 2016 debbano aver paura a girare con la kippà



 
 
 
 
 
 
E’ una vergogna per tutta l’Europa che gli ebrei nel 2016 debbano aver paura a girare con la kippà…
gadlerner.it




La deroga al rispetto delle prescrizioni religiose è consentita se necessario per salvare una vita umana, è scritto nel Talmud. Ad esempio si possono usare il telefono o la macchina durante il riposo sabbatico per soccorrere un ferito. Un malato è esente dal digiuno di Kippur. Piuttosto che morire di fame è lecito ingerire cibi non kasher. Eccetera.
Ma non avremmo mai pensato che nel 2016 in Europa il presidente di una Comunità ebraica importante come quella di Marsiglia, Zvi Ammar, chiedesse ai suoi associati di non portare in strada un segno riconoscibile come la kippà, per evitare di essere riconosciuti e aggrediti. La richiesta, comunicata con dolore da un uomo che ha sempre rispettato la norma secondo cui bisogna tenere il capo coperto in segno di rispetto per Dio, ha suscitato reazioni critiche all’interno dello stesso ebraismo francese. C’è chi lo accusa di allarmismo. Ma nella sola Marsiglia si sono già registrati tre diversi casi di aggressione per strada di ebrei riconosciuti come tali dalla kippà. E’ un’ignominia cui rischiamo di abituarci di nuovo, come 70 anni fa, nel cuore dell’Europa. Poco importa che i persecutori oggi non si dichiarino “ariani” ma “musulmani”. Resta il fatto che un ebreo osservante, per il solo fatto di esserlo e di non volerlo nascondere nell’aspetto esteriore, mette a repentaglio la sua incolumità. Tutti, ma proprio tutti, dovremmo farci carico del fatto che ciò non accada. Personalmente indosso la kippà solo quando prego, a casa o in sinagoga. Ma sarebbe forse utile che cominciassimo a mettercela in tanti, ebrei e non ebrei, in giro per le nostre città.

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