giovedì 21 gennaio 2016

Fermati due minorenni per l’attacco alla Dormizione. Mons. Shomali: Educare contro l'intolleranza




Fermati due minorenni per l’attacco alla Dormizione. Mons. Shomali: Educare contro l'intolleranza






Due giovani di 15 e 16 anni arrestati per le profanazione della basilica. Vicario di Gerusalemme: "Indagine rapida, risposta positiva delle autorità israeliane". Contro l’estremismo servono dialogo ed educazione, una riforma che deve partire “dai testi e dalle scuole”. All’università cattolica di Betlemme un corso dedicato al dialogo interreligioso, con cristiani e musulmani.
Gerusalemme (AsiaNews) - La “rapidità” con la quale le autorità israeliane hanno indagato sulla vicenda, arrivando al fermo di due giovani di 15 e 16 anni, è un “elemento positivo”. Tuttavia, questa vicenda è la prova che “se già minorenni nutrono questo odio, questa intolleranza verso i cristiani, essa non viene in modo spontaneo, ma è il frutto di indottrinamento e di educazione all’intolleranza”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. William Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, commentano l’arresto di due ragazzi di origine ebraica di tra i 15 e i 16 anni, sospettati degli atti vandalici alla basilica della Dormizione del 17 gennaio scorso. “È necessario - aggiunge il prelato - controllare come viene svolta l’educazione nelle scuole religiose, in particolare quelle ultra-ortodosse che non sono sotto il controllo del governo”.
A due giorni dalla profanazione dei muri della basilica della Dormizione - con la comparsa di scritte ingiuriose fra cui “Cristiani infedeli” e “Cristiani all’inferno” e disegni minacciosi - la polizia ha arrestato due sospetti; ieri i due giovani sono stati interrogati e nei prossimi giorni dovranno comparire davanti al tribunale di Gerusalemme per la convalida del fermo giudiziario, in attesa del processo.
La basilica della Dormizione è un luogo simbolo del dialogo interreligioso; l’attacco giunge a sole tre settimane di distanza dall’atto vandalico al convento salesiano di Beit Gemal. Fra le altre frasi ingiuriose ritrovate sul luogo di culto, la scritta “Morte ai cristiani pagani, morte ai nemici di Israele” e ancora, “I cristiani all’inferno”.
Secondo la tradizione cristiana, la chiesa fu eretta nel luogo dove Maria ha trascorso l’ultima notte prima di “addormentarsi”. Nella cripta c’è una statua della Madonna che dorme. Nel 2014 papa Francesco ha celebrato una messa nell’abbazia, visitata anche da Paolo VI durante il pellegrinaggio in Terra Santa nel 1964.
Il vicario patriarcale di Gerusalemme sottolinea come l’attacco alla basilica riveli “un odio tremendo” verso i cristiani, i quali invece muovono con decisione “verso il dialogo e l’accettazione”. Tuttavia, una parte della comunità ebraica “va in senso contrario; non si tratta di una linea voluta dal governo, quanto piuttosto di una posizione radicale che unisce una parte della comunità ebraica, una minoranza che predica odio e dice di allontanare i cristiani da Gerusalemme e dalla Terra Santa”.
Mons. Shomali parla di “minoranza” che compie gesti codardi, nel buio della notte, “non sono coraggiosi” e “non ci fanno paura, siamo sempre più determinati a restare qui, una terra in cui viviamo da duemila anni… la Terra Santa è per tutti”. “Sono sicuro - aggiunge - che il dialogo darà frutto e la prova sono le visite del papa alla sinagoga e, a breve, alla moschea a Roma”.
Questi attacchi, prosegue il prelato, “non indeboliscono il dialogo ma confermano che esso va allargato a tutte le classi, alle scuole, alle università secondo un modello educativo. Un esempio: nei giorni scorsi mons. Bruno Forte [arcivescovo di Chieti-Vasto, ndr] ha tenuto una lezione sul cristianesimo alla facoltà ebraica, rispondendo alle domande degli studenti. Un altro sforzo nel solco dell’educazione al dialogo”.
La riforma deve avvenire nei manuali e nei testi scolastici, afferma mons. Shomali, nelle scuole del governo dove studia la maggioranza dei giovani “bisogna presentare le diverse religioni con semplicità, con un rappresentante per ciascuna fede che ne racconti la storia partendo dai testi. Così ci sarà un vero confronto, un dialogo”. Il vicario di Gerusalemme cita un esempio al riguardo: “All’università cattolica di Betlemme c’è un corso di 30 incontri dedicato al dialogo interreligioso. Un cristiano presenta il cristianesimo, un musulmano l’islam. Gli studenti sono cristiani e musulmani - conclude il prelato - e fanno molte domande. I professori affermano che questi corsi sono una meraviglia”.
Ad opera di estremisti ebrei o coloni, nel recente passato sono stati colpiti diversi obiettivi a sfondo religioso, fra cui la chiesa vicino al Cenacolo, la basilica di Nazareth, altri luoghi di culto cattolici e greco-ortodossi a Nazareth e altri luoghi. L’ultimo in ordine di tempo è l’incendio alla chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha.
Nel mirino vi sono anche moschee e luoghi di culto musulmani - secondo la logica del cosiddetto “price tag”. Il “prezzo da pagare” è un motto utilizzato dagli estremisti israeliani, che minacciano cristiani e musulmani per aver “sottratto loro la terra”. Un tempo il fenomeno era diffuso solo nelle aree al confine con la Cisgiordania e a Gerusalemme, ma oggi si è esteso in gran parte del territo

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