lunedì 11 gennaio 2016

Comunicato di Meretz e di B'Tselem sull'incendio alla sede di Gerusalemme

Zehava Galon‎.

הלוואי שנגלה שהשריפה הלילה במשרדי בצלם היא לא הצתה מכוונת. הלוואי. כרגע, יותר מדי סימנים מראים שהיא כן. מוחמד אבו-חדיר, בית הספר הדו-לשוני, משפחת דוואבשה, פעולות תג-מחיר רבות מספור, והלילה גם ארגון זכויות אדם. כל אלה קרו במשמרת של נתניהו, ברון ההסתה, השנאה והאש. אף אחד מפשעי השנאה האלה עוד לא שכנע את ראש הממשלה לסגת ממדיניות הרדיפה וההשתקה, לקרוא להרגעה, לעצור את ההידרדרות. אם זה יכול להביא לו קולות בבחירות ולהבטיח לו עוד קצת זמן על הכיסא, זה כשר. אפילו אם המחיר הוא דם ושריפה.
אם אכן הוצתו משרדי בצלם, המציתים הלילה הרגישו בצדק שיש להם גב מהממשלה. חוק סימון העמותות של שרת המשפטים והגיבוי שניתן בשתיקה לקמפיין השתולים, הכשירו סופית את הרדיפה והציד של ארגוני השמאל, ובראשם של בצלם ושוברים שתיקה, שעושים את הפשע החמור ביותר שאפשר לעשות במדינה שמידרדרת לפאשיזם - חושפים את האמת.
אפשר לשרוף את המשרד, את הניירת, את הארכיונים, אבל אי אפשר לשרוף את בצלם. אי אפשר לחסל באלימות את המאבק נגד הכיבוש, בעד זכויות האדם והצדק. בבצלם כבר הודיעו שיחזרו לעבודה תוך ימים ספורים, ואנחנו נמשיך לעמוד לצדם. במלחמה הזאת, שהממשלה הציתה, אנחנו בצד של מי שנלחם באמת למען העתיד שלנו, בצד של אלה שהממשלה התירה את דמם. אנחנו עם בצלם.
 Sintesi personale
Vorrei   scoprire che  l'incendio non  è doloso,ma  esempi di tag  price sono innumerevoli.  Tutto questo accade sotto  Netanyahu, istigatore del fuoco dell'odio, se  questo può  garantire voti alle prossime elezioni  e' kosher. La rottura del silenzio è il crimine più grande che   si possa fare , rivela la  verità.
Possono  bruciare l'ufficio, i documenti, gli archivi, ma non possono bruciare l'immagine. Non possono  eliminare la violenza, la lotta contro l'occupazione, la lotta per i diritti umani e la giustizia. L'organizzazione ha gia  detto che tornerà  al lavoro  . In questa guerra noi stiamo con loro per lottare per il nostro futuro

A fire broke out at B'Tselem's office in Jerusalem this evening. None of our staff were in the building, but people working on other floors had to be evacuated by the fire brigade. We do not know of any injuries.
Initial reports published by the media indicate that police suspect arson. The building has been sealed by police but the fire brigade reported the damage to our office is extensive.
We are still waiting for the findings of the fire investigator. However, if it is discovered that this was an arson attack, it must be seen in the context of the wave of government incitement and smear campaigns against Israel's human rights groups, and B'Tselem in particular.
Naturally, the damage to our offices will not stop our work of documenting and exposing the harm to human rights under the occupation.

Updates will follow.
Video: Israel Fire and Rescue Services


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Continuano le indagini sull’origine dell’incendio, divampato al primo piano dell’edificio nel quale si trovano anche gli uffici dell’organizzazione Hand in Hand.…
nena-news.it/rogo-nei-local…

I locali della ong ieri notte (fonte Ynet)
della redazione
Roma, 11 gennaio 2016, Nena News - Sarebbe divampato nel primo piano, sede dell’ong israeliana B’Tselem, l’incendio che nella notte di ieri si è sviluppato in un edificio del quartiere Makor Chaim a Gerusalemme ovest, provocando gravi danni agli uffici dell’organizzazione e un ferito lieve. Per questo le indagini, ancora in corso, si stanno concentrando sull’eventuale natura dolosa dell’incendio. Nello stesso piano, fa sapere il quotidiano Haaretz, si trovano anche gli uffici di “Hand in Hand”, l’organizzazione della scuola bilingue omonima, data alle fiamme nel novembre 2014 da alcuni membri del gruppo di estremisti della supremazia ebraica Lehava.
“Stiamo ancora aspettando i risultati dell’indagine – ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione israeliana per i diritti umani, impegnata nella denuncia dei crimini contro i palestinesi – ma se si dovesse convenire sull’incendio doloso, dovrebbe essere visto nel contesto dell’ondata di incitamento da parte del governo e delle campagne diffamatorie condotte contro i gruppi per i diritti umani in Israele, e B’Tselem in particolare”.
Il riferimento riguarda non solo gli attacchi verbali rivolti dalla destra israeliana all’organizzazione, che negli ultimi mesi di violenza nei Territori occupati e in Israele aveva più volte denunciato le uccisioni a sangue freddo di palestinesi accusati di accoltellamento e brutalmente freddati anche quando non rappresentavano una minaccia diretta. Riguarda anche i provvedimenti presi dal governo contro le ong progressiste, con una legge che mira a tassare pesantemente le donazioni erogate dall’estero ai gruppi che denunciano gli abusi contro i palestinesi che dovrebbe essere approvata dalla Knesset nei prossimi giorni.
Intanto, è arrivata a sorpresa una condanna della corte di Tel Aviv contro un ebreo israeliano responsabile dell’accoltellamento di un palestinese a Herzliya nell’aprile dello scorso anno. Oz Segel, che aveva pugnalato alla schiena uno spazzino dall’aria araba al grido di “Morte agli arabi!”, dovrà scontare 21 mesi in carcere e versare alla vittima 12 mila shekel (circa 3 mila euro) come risarcimento. Il giudice ha infatti rifiutato la tesi di infermità mentale portata avanti dalla difesa – secondo la quale l’imputato sentiva delle voci e vedeva dei fantasmi – e gli ha negato i servizi sociali, sostenendo che fosse pienamente cosciente di star commettendo un crimine nei confronti di un arabo.
Una piccola luce nel buio della giustizia israeliana nei confronti dei palestinesi, spesso accusata di non impegnarsi a fondo per condannare i crimini compiuti da cittadini ebrei israeliani tanto nel paese quanto nei territori palestinesi occupati. Emblematico, a questo proposito, è il caso della famiglia Dawabsha, quasi completamente sterminata lo scorso luglio da un incendio appiccato da alcuni coloni che le autorità israeliane non sono ancora riuscite a portare dietro le sbarre. Nena News



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Assessment suggests electrical short circuit caused major conflagration at B'Tselem headquarters, which initially raised suspicions of arson.
ynetnews.com

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