Il no profit Usa che finanzia l’occupazione


 
 
 
 
Un’inchiesta di Haaretz fa luce sul flusso di denaro che arriva alle colonie nei Territori occupati palestinesi dalle organizzazioni di beneficienza americane
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Un’inchiesta di Haaretz fa luce sul flusso di denaro che arriva alle colonie nei Territori occupati palestinesi dalle organizzazioni di beneficienza americane
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della redazione
Roma, 10 dicembre 2015, Nena News – Un fiume di denaro si riversa ogni anno sulle colonie ebraiche nei Territori occupati palestinesi e arriva dagli Stati Uniti, dove decine di organizzazioni no profit si danno un gran da fare per sostenere l’occupazione israeliana in Cisgiordania. E mentre Washington continua a criticare pubblicamente la politica di espansione degli insediamenti perseguita da Tel Aviv, esenta dalle tasse circa una cinquantina di gruppi no profit del Paese che questa politica la sostengono a suon di quattrini. Di fatto, spiega Haaretz, il governo Usa incentiva indirettamente il movimento dei coloni israeliani.
A fare i conti in tasca alle organizzazioni caritatevoli nordamericane è il quotidiano israeliano Haaretz che parla di oltre 220 milioni di dollari donati alle comunità ebraiche degli insediamenti illegali nei Territori tra il 2009 e il 2013. Soldi che sono stati impiegati per le attività più svariate: dall’acquisto di beni, come condizionatori, a finanziamenti diretti alle famiglie di coloni, tra cui spiccano anche quelle di noti criminali ebrei. La famiglia di Ami Popper, per esempio, che nel 1990 uccise sette palestinesi. Tra i finanziatori dei coloni c’è anche un’organizzazione no profit di New York, la Hebron Fund, che ha donato 5,7 milioni di dollari in cinque anni agli insediamenti di Hebron, in Cisgiordania.
Per l’organizzazione israeliana Peace Now, la questione è che questi gruppi di finanziatori non possono essere definiti no profit, e di conseguenza non dovrebbero godere di esenzioni dalle tasse e di deduzioni per le donazioni. Sono organizzazioni totalmente dedicate al finanziamento delle colonie in Cisgiordania e a Gerusalemme est, non rientrano nella definizione di no profit. Tuttavia è così che il movimento dei coloni si rafforza e si espande: con i sostegni economici alle famiglie di coloni, con le borse di studio, con i soldi che arrivano per sostenere una causa, quella dell’occupazione dei territori palestinesi, che Washington condanna ufficialmente. Interpellato da Haaretz su questa questione, un funzionario della Casa Bianca si è limitato a ribadire che ogni amministrazione Usa dal 1967 a oggi si è opposta agli insediamenti. Nena News


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