Misna : TENSIONI E ATTACCHI IN CISGIORDANIA E A GAZA
Nuova giornata di tensioni tra israeliani e palestinesi, dopo oltre
due settimane di scontri. Due vittime si sono registrate in
Cisgiordania, dove il 19 enne Ehab Hanani è morto durante scontri con
l’esercito israeliano nei pressi di Nablus, mentre un secondo
palestinese è stato ucciso nei pressi dell’insediamento di Kiryat Arba,
non lontano da Hebron, dopo aver ferito con un coltello un militare: lo
ha reso noto un portavoce di Tel Aviv. Altri due hanno perso la vita,
invece, a Gaza, in scontri lungo il confine durante le proteste
convocate da Hamas e dalla Jihad Islamica.
Arrivano dunque a 37 le vittime palestinesi (7, invece, quelle israeliane) nel giorno in cui si è verificato anche l’attacco incendiario al sito - sacro per gli ebrei - della tomba del patriarca Giuseppe, sempre a Nablus. Un attacco condannato dal presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che ha inoltre promesso che il luogo di culto verrà riparato, e dalle Nazioni Unite, che hanno chiesto “a tutte le parti di rispettare i luoghi sacri”.
Anche un altro sito è finito al centro delle tensioni: la moschea di Al-Aqsa, che sorge su quello che per gli ebrei è il monte del Tempio. Qui la polizia israeliana ha proibito a tutti gli uomini sotto i 40 anni di partecipare alle preghiere del venerdì, nel tentativo di tenere lontani i giovani dimostranti. Contemporaneamente, il nuovo ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, si è opposto a ogni presenza internazionale sul posto. Israele, ha spiegato l’ambasciatore “non pensa che un intervento internazionale sul monte del Tempio sarebbe d’aiuto o contribuirebbe alla stabilità”; inoltre, ha sostenuto una simile decisione “violerebbe lo status quo”.
[DM]
Arrivano dunque a 37 le vittime palestinesi (7, invece, quelle israeliane) nel giorno in cui si è verificato anche l’attacco incendiario al sito - sacro per gli ebrei - della tomba del patriarca Giuseppe, sempre a Nablus. Un attacco condannato dal presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che ha inoltre promesso che il luogo di culto verrà riparato, e dalle Nazioni Unite, che hanno chiesto “a tutte le parti di rispettare i luoghi sacri”.
Anche un altro sito è finito al centro delle tensioni: la moschea di Al-Aqsa, che sorge su quello che per gli ebrei è il monte del Tempio. Qui la polizia israeliana ha proibito a tutti gli uomini sotto i 40 anni di partecipare alle preghiere del venerdì, nel tentativo di tenere lontani i giovani dimostranti. Contemporaneamente, il nuovo ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, si è opposto a ogni presenza internazionale sul posto. Israele, ha spiegato l’ambasciatore “non pensa che un intervento internazionale sul monte del Tempio sarebbe d’aiuto o contribuirebbe alla stabilità”; inoltre, ha sostenuto una simile decisione “violerebbe lo status quo”.
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