Marc Gopin : no alla demonizzazione, al linciaggio reale e virtuale dell'altro



Marc Gopin North Bethesda, MD, Stati Uniti · · Sto iniziando a vedere molto chiaramente che ci sono persone che hanno l'intelligenza morale ed emotiva di comprendere le due parti di un conflitto e ci sono quelli che hanno bisogno di demonizzare qualcuno in ogni situazione. Ci sono quelli che possono entrare in sintonia con la propria comunità e con un’altra e ci sono quelli che demonizzano un gruppo per assolvere a priori il proprio. Si tratta di due aspetti di umanità, uno ha una mente evoluta, l'altra una mente primitiva. Il livello di istruzione non ha nulla a che fare con questo. Sono inorridito dalla mentalità della folla, sono rattristato da molte persone che ho aiutato e difeso non della mia comunità che alla prima occasione si uniscono a linciaggi virtuali di gruppo. Il fatto è che è facile demonizzare, questa è la via di uscita dallo stress propria di un cervello primitivo e pigro. Si deve lavorare per vedere il bene e il male che esistono fianco a fianco in Israele, negli iraniani, nei palestinesi, negli americani, nei pakistani, negli afro-americani, nei meridionali, negli ebrei, nei musulmani e nei cristiani. Io non riterrò mai più che se qualcuno proviene da un gruppo di vittime abbia una mente moralmente evoluta e non riterrò mai più che l'educazione abbia a che fare con l'empatia, l'equilibrio, e la capacità di fare la pace tra i nemici. Vedo palestinesi e israeliani che stanno lavorando sodo, individualmente e in gruppo, per fermare il massacro, per lavorare insieme, per salvarsi reciprocamente e poi vedo menti primitive ai lati, come spettatori al Colosseo, in cerca di sangue, di colpa e di innocenza, balzare per ergersi a giudici con odio. Ora è arrivato il momento, quando si vuole collaborare in una situazioni di guerra, dalla Siria, a Israele e alla Palestina, c'è un solo modo per farlo: l'indagine spassionata, l'ascolto , la sospensione del giudizio rapido, il discernimento, l'empatia e l'orrore per i linciaggi di gruppo, reali e virtuali.








Marc Gopin
I am starting to see very clearly that there are those people who have the moral and emotional intelligence to understand two sides of a conflict, two enemies at once, and there are those who need to demonize someone in every situation. There are those who can empathize with their own community and with another, and there are those who at every turn look to demonize one group and whitewash their own. These are two camps of humanity, one with an evolved mind, and one with a primitive mind. Educational levels and graduate degrees having nothing to do with these two camps.
I am horrified by the mob mentality, I am saddened by many people I have helped and defended, not from my own community, who the first chance they get, join virtual lynch mobs.
The fact is that it is easy to demonize, it is the lazy primitive brain's way out of stress. It takes work to see good and bad existing side by side, in Israelis, in Iranians, in Palestinians, in Americans, in Pakistanis, in African Americans, in Southerners, in Jews, in Muslims, in Christians.
I will never again assume that if someone is from a victim group that they have an evolved moral mind, and I will never again assume that education has anything to do with empathy, balance, and the capacity for making peace between enemies.
I see Palestinians and Israelis working hard, individually and in groups, to stop the killing, to work with each other, to save each other. and then I see primitive minds on the side, like spectators in the Coliseum, looking for blood, looking for guilt and innocence, waiting to pounce in judgment, in hate.
Now it is crunch time, when you want to help in situations of war, from Syria, to Israel and Palestine, there is only one way, dispassionate investigation, listening, suspension of quick judgment, discernment, empathy, and an abhorrence of lynch mobs, real and virtual.


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