Israele - Gaza- Gerusalemme : aggiornamenti

Dopo il massacro di ieri a Gaza, stamattina due palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane: 




Dopo il massacro di ieri a Gaza, stamattina due palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane: Ahmad Salah a Shuafat, Jihad Salim al-Ubeid nella Striscia
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Ahmad Salah a Shuafat, Jihad Salim al-Ubeid nella Striscia. Adolescente accoltella due israeliani a Gerusalemme, ucciso dalla polizia. Due bambini ammazzati a Gaza.
Il funerale di Ahmad Salah, stamattina a Shuafat (Fonte: Ma’an News)
AGGIORNAMENTI
ore 16.15 – DUE BAMBINI UCCISI A GAZA DA ISRAELE DURANTE MANIFESTAZIONE
Durante una manifestazione nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha aperto il fuoco uccidendo due minorenni: un bambino di 13 anni, Marwan Hisham Barbakh, e Omar Othman, 15, di Khan Younis. 20 morti in 10 giorni
ore 15.15 – TRE POLIZIOTTI ISRAELIANI ACCOLTELLATI A GERUSALEMME. UCCISO IL PALESTINESE RESPONSABILE
Tre poliziotti israeliani sono stati accoltellati a Gerusalemme, alla Porta di Damasco, da un adolescente palestinese. Il giovane, Mohammed Saeed, di Shuafat, è stato ucciso da altri poliziotti. Secondo il sito israeliano Walla, uno dei tre poliziotti sarebbe stato ucciso, ma la notizia è stata smentita.
ore 14.30 – SCONTRI A SHUAFAT DOPO FUNERALE, PALESTINESE FERITO ALLA GAMBA
Dopo i funerali del palestinese ucciso ieri notte al campo profughi di Shuafat a Gerusalemme, sono scoppiati scontri tra manifestanti e polizia di frontiera israeliana. Un uomo è stato ferito alla gamba da pallottole sparate dalla polizia, secondo la quale si stava avvicinando con una Molotov.
Scontri anche a Ramallah, vicino alla colonia di Beit El: due palestinesi feriti da proiettili di gomma.
ore 13.45 – ARRESTATI 5 ISRAELIANI PER AGGRESSIONE A TRE PALESTINESI A NETANYA
La polizia israeliana ha arrestato stamattina 5 israeliani ebrei a Netanya perché accusati di aver linciato 3 palestinesi cittadini d’Israele ieri sera in città (nord di Tel Aviv). Secondo le prime ricostruzioni, gli arrestati, insieme ad altre persone che ancora non sono state arrestate, avrebbero pianificato l’aggressione sui social network. L’obiettivo era andare a Piazza Indipendenza in città “per far male agli arabi”. Nei messaggi scambiati in rete gli aggressori si sarebbero divisi l’arma da portare in strada: coltelli, asce o catene.
A partecipare al linciaggio sono stati una trentina di israeliani ebrei: Le vittime sono 3 palestinesi. Due sono riuscite a scappare. L’altra, invece, Abed Jamal, è stata duramente picchiata dalla folle inferocita che gridava “morte agli arabi” e “a Netanya gli arabi si falciano” e si sarebbe salvata solo grazie all’arrivo di una volonte della polizia.
Jamal, nonostate fosse la vittima dell’aggressione, è stato ammanettato e fermato per essere interrogato. Il linciaggio è stata ripreso con dei telefoni cellulari ed è stato postato sui social network scatenando dure reazioni da parte di molti navigatori. Oltre ai cinque arrestati, la polizia ha fermato altre 10 persone per interrogarle.
ore 11.55 – COLONI ATTACCANO CASE PALESTINESI A SUD DELLA CISGIORDANIA
Un gruppo di coloni ha attaccato le case di alcuni palestinesi che risiedono vicino all’insediamento di Kiryat Arba, a ovest di Hebron. Secondo fonti locali, i coloni, protetti dall’esercito israeliano, avrebbero attaccato la zona di Wadi Hussein mentre i soldati avrebbero sparato gas lacrimogeni e acqua chimica sui palestinesi.
ore 11.50 – FOTO MOSTRANO L’ATTACCO A GERUSALEMME DI STAMATTINA
Una serie di foto pubblicate dall’agenzia stampa palestinese Ma’an News (clicca qui) mostrano l’attacco di questa mattina vicino alla Porta di Damasco. Un palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, accoltella un israeliano, poi soccorso. Dalle immagini sembrerebbe che il giovane sia stato colpito dal fuoco della polizia tempo dopo l’attacco, invece di essere fermato con altri mezzi.
Subito sono esplosi scontri alla Porta di Damasco tra centinaia di palestinesi e la polizia, a causa dell’uccisione del 16enne. La polizia ha sparato molti gas lacrimogeni e nei tafferugli è rimasto ferito un giornalista israeliano di 35 anni. Secondo Haaretz, si tratterebbe invece di un giornalista straniero.
ore 11.45 – PALESTINESE FERITO E ARRESTATO NELLA ZONA DI HEBRON
Il 18enne Jalal Shahir Rayyan è stato arrestato stamattina dalle forze militari israeliane nella cittadina di Deir Samit, a Hebron, dopo essere stato colpito da pallottole sparate da guardie private. Secondo le forze armate, qualcuno si sarebbe introdotto nella notte nella colonia illegale di Bushter e la sicurezza privata dell’insediamento ha aperto il fuoco.
Arrestato anche Bakir Hasan Sharawnah mentre tentava di portare in ospedale il giovane.
ore 11.30 – MISSILE DALLA STRISCIA DI GAZA
Ieri notte un razzo è stato lanciato dalla Striscia di Gaza e sono caduti in territorio israeliano, in aree vuote. Nessun ferito né danni, fanno sapere le autorità israeliane.
ore 10.30 – GIOVANE PALESTINESE ACCOLTELLA DUE ISRAELIANI, UCCISO DALLA POLIZIA
Stamattina un giovane palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, di Kufr ‘Aqab ha accoltellato due israeliani di 65 e 62 anni  vicino alla Porta di Damasco, nella Città Vecchia di Gerusalemme. La polizia ha aperto il fuoco e lo ha ucciso. I due israeliani sono stati medicati dai paramedici per ferite lievi. Subito sono comnciati gli scontri tra manifestanti palestinesi e poliziotti che hanno cercato di disperdere la folla con gas lacrimogeni. Sale a 17 il numero totale di palestinesi uccisi dal primo ottobre
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della redazione
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’ennesima notte di violenza in quella che è stata ribattezzata “l’Intifada di Gerusalemme”. Dopo la strage di ieri a Gaza, con sei palestinesi uccisi dalle forze militari israeliane posizionate al di là del confine est, oggi la Palestina conta altri due morti. Anche loro giovanissimi.
Nel campo profughi di Shuafat, a Gerusalemme Est, il 24enne Ahmad Salah è stato ucciso la notte scorsa durante scontri esplosi al checkpoint di ingresso nel campo. Secondo Thaer al-Fasfous, portavoce di Fatah a Shuafat, “gli scontri sono ricominciati nella notte e le forze di occupazione israeliane hanno sparato proiettili veri da distanza ravvicinata contro i giovani”. Numerosi i feriti, di cui due in serie condizioni, mentre scontri scoppiavano in tutti i quartieri di Gerusalemme Est: a Wadi al-Joz, a Issawiya (dove una donna è stata arrestata e un giovane è stato colpito alla testa e versa in gravi condizioni), a Al-Tur, a Jabal al-Mukkaber.
Secondo alcuni testimoni, la polizia israeliana avrebbe impedito all’ambulanza di raggiungere e soccorrere Ahmad Salah, “lasciato a terra sanguinante”. È morto poco dopo. Le autorità israeliane hanno consegnato il corpo alla famiglia questa mattina e subito si sono tenuti i funerali, a cui hanno partecipato migliaia di persone.
Nelle stesse ore a Gaza perdeva la vita il 22enne Jihad Salim al-Ubeid, morto a causa delle ferite riportate ieri durante le manifestazioni al confine. Residente a Deir al-Balah, era stato colpito dal fuoco israeliano mentre insieme ad altre centinaia di palestinesi protestava a 100 metri di distanza dalla rete di separazione con Israele.
Sale così a 16 il bilancio delle vittime palestinesi dallo scorso giovedì 1 ottobre, quattro le vittime israeliane. L’associazione per i diritti umani Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità israeliane perché interrompano “l’uso di eccessiva forza e di omicidi ingiustificati di palestinesi, la demolizione di case e altre misure di punizione collettiva”. Nena News

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L'Intifada di Gerusalemme raggiunge la Striscia: un massacro. Hamas scende in campo e lancia appelli alla sollevazione contro Israele, l’Anp non sa che fare.
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L’Intifada di Gerusalemme raggiunge la Striscia: un massacro. Hamas scende in campo e lancia appelli alla sollevazione contro Israele, l’Anp non sa che fare.
Un ferito ieri durante le manifestazioni al confine tra Gaza e Israele (foto: Reuters)
di Michele Giorgio – Il Manifesto
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’incubo delle stragi dell’estate 2014, figlie dei bom­bar­da­menti aerei e dei tiri di arti­glie­ria, si è ripre­sen­tato ieri con tutto il suo orrore quando, al ter­mine delle pre­ghiere isla­mi­che, cen­ti­naia di gio­vani di Gaza si sono lan­ciati verso vari punti delle recin­zioni che divi­dono la Stri­scia da Israele. Urla­vano slo­gan a difesa della Moschea di al Aqsa di Geru­sa­lemme. Non ave­vano armi per minac­ciare da vicino i sol­dati israe­liani pro­tetti nelle alte torri di cemento armato che pre­si­diano diversi punti del “con­fine”.
Hanno avuto la “colpa” di entrare nella “no-go zone” impo­sta da Israele all’interno del ter­ri­to­rio di Gaza. La cono­scono bene i con­ta­dini che da anni rischiano la vita per andare nei loro campi rac­chiusi in quella fascia di ter­ri­to­rio pale­sti­nese inter­detta. I comandi israe­liani hanno rife­rito di aver ordi­nato di spa­rare con­tro gli «isti­ga­tori delle mani­fe­sta­zioni vio­lente» che lan­cia­vano sassi e davano fuoco a coper­toni. I sol­dati hanno ese­guito l’ordine rice­vuto con par­ti­co­lare zelo. Sette pale­sti­nesi sono stati uccisi e altri 60 feriti sulle recin­zioni a est di Gaza City, più o meno all’altezza del cen­tro abi­tato israe­liano di Nahal Oz dall’altra parte del con­fine, e a est Khan Younis.
Come un anno fa decine di ambu­lanze a sirene spie­gate hanno fatto la spola verso gli ospe­dali, tra scene di dispe­ra­zione e dolore di ragazzi che tra­sci­na­vano via altri ragazzi morenti, insa­gui­nati, forse com­pa­gni di scuola, amici o parenti, sotto il fuoco dei sol­dati impe­gnati a pren­dere di mira gli «isti­ga­tori delle mani­fe­sta­zioni vio­lente». Per sei gio­vani è stata inu­tile la corsa a tutta velo­cità dei mezzi di soc­corso verso la spe­ranza di sal­vezza. Shadi Dawla, 20 anni, Ahmad Her­bawi, 20, e Abed Wahidi, 20, sono stati uccisi nella zona più orien­tale del quar­tiere di Sha­jayea, che resta un cumulo di mace­rie dopo i bom­bar­da­menti israe­liani dello scorso anno. Muham­mad Raqeb, 15 anni, e Ziad Sha­raf, 20, sono stati uccisi a est di Khan You­nis. In quella stessa zona poco dopo è stato col­pito alla testa e ucciso Adnan Elayyan, 22 anni. «Abbiamo anche 60 feriti, 10 dei quali in gravi con­di­zioni. I medici stanno facendo di tutto per sal­varli», ha rife­rito il por­ta­voce del mini­stero della salute Ash­raf al-Qidra.
In un solo colpo Gaza si è ritro­vata nel pieno della “Inti­fada di Geru­sa­lemme”, così come i pale­sti­nesi chia­mano la loro rivolta in rife­ri­mento alla difesa della Spia­nata delle Moschee, e che ora dopo ora si allarga a mac­chia d’olio nei Ter­ri­tori occu­pati. Per gli israe­liani invece è «l’Intifada dei col­telli» per gli accol­tel­la­menti che nell’ultima set­ti­mana hanno ucciso due ebrei nella città vec­chia di Geru­sa­lemme e ferito diversi altri (alcuni in modo grave).
Il nome di ciò che accade in que­sti giorni non ha molta impor­tanza. Forse non è nem­meno una Inti­fada o almeno non lo è nei modi in cui lo sono state le rivolte con­tro l’occupazione del 1987–93 e del 2000–5. L’unica cosa certa è che mette fine a anni ugual­mente dram­ma­tici, di san­gue, di diritti negati, di abusi, di vio­la­zioni, di cui quasi nes­suno lon­tano da que­sta terra è sem­brato accor­gersi. E senza dub­bio avrà riflessi poli­tici di grande rilievo anche in casa palestinese.
«Hamas ieri è sceso uffi­cial­mente in campo», ci spiega Saud Abu Rama­dan, uno dei gior­na­li­sti di Gaza più esperti, «Oggi (ieri) è stato stato il numero 2 dell’ufficio poli­tico (ed ex pre­mier) Ismail Haniyeh ad assi­cu­rare che i pale­sti­nesi di Gaza non faranno man­care il loro appog­gio ai fra­telli della Cisgior­da­nia. Il movi­mento isla­mico vuole par­te­ci­pare con un ruolo da pro­ta­go­ni­sta, sapendo di godere di soste­gni popo­lari anche in Cisgior­da­nia». E’ una sfida all’autorità del pre­si­dente dell’Anp Abu Mazen? «Senza alcun dub­bio» pro­se­gue Abu Rama­dan «Hamas sente che la posi­zione di Abu Mazen è deli­cata e intende incal­zarlo. Può con­qui­stare nuovi con­sensi pro­prio sulla debo­lezza del pre­si­dente dell’Anp che non rinun­cia alla coo­pe­ra­zione di sicu­rezza con Israele, uno dei capi­toli più con­te­stati (dai pale­sti­nesi) degli accordi di Oslo (del 1993)». Allo stesso tempo, aggiunge da parte sua Aziz Kahlout, ana­li­sta di Gaza, «Hamas non intende andare allo scon­tro aperto con Israele che fini­rebbe per inne­scare un nuovo con­flitto che Gaza non può per­met­tersi visto che lotta ancora per emer­gere dalle mace­rie della guerra di un anno fa».
Abu Mazen passa ore ed ore nel suo uffi­cio a Ramal­lah. Non sa quale strada pren­dere. Israele, come Usa ed Europa, gli chie­dono di agire, anche con le sue forze di sicu­rezza, per impe­dire che la ten­sione sfoci nella nuova Inti­fada. Fuori da quella stanza c’è la popo­la­zione pale­sti­nese che reclama fer­mezza nei con­fronti delle poli­ti­che di Israele. L’immobilismo com­plica anche la posi­zione del suo movi­mento, Fatah.
Il pre­si­dente dell’Anp sem­bra tenere a freno, per il momento, gli uomini della sicu­rezza fatti schie­rare a distanza dalle zone di scon­tro tra dimo­stranti e sol­dati israe­liani. E rila­scia dichia­ra­zioni di con­danna delle poli­ti­che di Israele sulla Spia­nata delle Moschee. Allo stesso tempo non ha il corag­gio o la forza di stac­care la spina alla coo­pe­ra­zione di sicu­rezza con Israele e di lasciare campo libero all’Intifada che, ne è certo, lo inde­bo­lirà e favo­rirà i piani di Hamas. Insi­ste per­ciò nel chie­dere ai pale­sti­nesi pro­te­ste senza alcun tipo di vio­lenza ma non tiene conto dell’impatto che la repres­sione messa in atto da Israele e stragi come quella di ieri a Gaza, ali­men­tano la rab­bia della sua gente. Per pla­care la nuova Inti­fada spera anche nella dipen­denza dall’Anp di oltre 120mila pale­sti­nesi impie­gati nei mini­steri e nelle varie agen­zie di sicurezza.
Tut­ta­via, scri­veva un paio di giorni fa sul gior­nale al Ayyam di Ramal­lah il noto opi­nio­ni­sta Hani al Masri, «il con­fronto (con Israele) non è la nostra scelta ma ci è impo­sto… In realtà, il con­fronto è neces­sa­rio, se i pale­sti­nesi cer­cano la libe­ra­zione, il diritto al ritorno, l’indipendenza, la scon­fitta e lo sman­tel­la­mento del pro­getto colo­niale israe­liano». Un punto di vista lar­ga­mente con­di­viso tra i pale­sti­nesi e nella stessa base di Fatah.




Estremisti ebraici marciano nelle principali città israeliane e aggrediscono passanti. Stamattina un israeliano ha accoltellato 4 palestinesi. In migliaia al funerale di Wissam Faraj, a Shuafat
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I militari hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che si erano avvicinati alle linee di confine. 60 i feriti, 10 in condizioni gravi
Scontri a Gerusalemme. Foto: Reuters/Ammar Awad
Scontri a Gerusalemme. Foto: Reuters/Ammar Awad
AGGIORNAMENTI
ore 20:10             Nuovo video su uccisione del palestinese Alloun sembra confutare tesi israeliana
Un nuovo video diffuso dai media israeliani e ripreso da quelli palestinesi, mostra gli ultimi istanti di vita del palestinese Fadi Alloun. Lo scorso sabato Alloun è stato ucciso dalla polizia israeliana perché accusato di aver aggredito degli israeliani con un coltello. Accusa che è sempre stata rigettata dalla famiglia della giovane vittima. Un primo filmato, pubblicato a poche ore dal suo decesso, aveva suscitato qualche dubbio circa la presunta minaccia rappresentata da Alloun poco prima di essere ucciso.
Il nuovo video, ripreso da una angolazione differente, sembrerebbe confutare la versione israeliana dando credito a chi sostiene, invece, che si sia trattata di una esecuzione. Nel breve filmato Alloun, infatti, prova a scappare da alcuni estremisti ebrei che lo circondano rivolgendogli epiteti offensivi e augurandogli di morire. Non è chiaro se il giovane sia armato di coltello o meno. Si sentono le sirene di una vettura della polizia. Il giovane sembra avvicinarsi. Tuttavia, non fa in tempo a farlo perché subito è raggiunto dai proiettili dei poliziotti
ore 19: 30 Scontri si segnalano nuovamente nel campo rifugiati di Sh’ufat, Isawiya, at-Tur e Jabal al-Mukabber (Gerusalemme est).
VIDEO   https://www.youtube.com/watch?t=101&v=TrubNJwMUQ0
ore 19:15   Shalom (Ministro interni israeliano): “Revocare lo status di residenza a due terroristi di Gerusalemme est”
Il ministro degli interni e vice ministro israeliano, Silvan Shalom, ha ordinato all’Autorità d’Immigrazione e popolazione d’Israele di iniziare il processo di revoca dello status di residenza a due palestinesi di Gerusalemme est Subhi Abu Khalifa e Shukur Dawiyat. La scorsa settimana i due giovani erano stati responsabili di due differenti attacchi contro israeliani. A riportare la notizia è il portale israeliano Ynet.
“Questi terroristi hanno palesemente e gravemente rotto il giuramento di fedeltà con lo stato d’Israele quando hanno tentato di uccidere degli innocenti. Pertanto non meritano di vivere con noi” ha detto Shalom
ore 17:55   Sale a 6 il numero dei morti nella Striscia di Gaza
Secondo il portavoce del ministero alla salute palestinese, Ashraf al-Qudra, a perdere la vita è stato il 20enne Ziyad Nabil Sharaf. Sale a 60 il numero dei feriti. 10 sarebbero in condizioni gravi
ore 17: 20  Un paramedico di 25 anni ha perso un occhio a Hebron per un proeittile di gomma mentre soccorreva i feriti
ore 16:55       Continuano gli scontri in Cisgiordania: 30 feriti palestinesi
Continuano le violenze in Cisgiordania. Nella cittadina di Beit Ummar (nord di Hebron), riferisce l’Agenzia Ma’an, 17 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri con i soldati israeliani. Secondo quanto ha reso noto il portavoce del comitato popolare locale, uno dei feriti, il 29enne palestinese Ibrahim Ahmad Mustafa Awad, sarebbe in condizioni critiche. Scontri anche a Kafr Qaddum nei pressi di Tulkarem dove è stato colpito da pallottole vere alle cosce e alla vite un 60enne palestinese. Quattro feriti a Beit Fajjar (sud di Betlemme), 8 al cheikpoint di Huwwara (Nablus).
Secondo fonti mediche locali, sono più di 900 i palestinesi feriti negli scontri con le forze armate israeliane nell’ultima settimana.
ore 14.40 – SALE A QUATTRO IL BILANCIO DELLE VITTIME PALESTINESI A GAZA. SCONTRI IN TUTTA LA CISGIORDANIA
Sono quattro i manifestanti uccisi a Gaza, al confine est con Israele: Ahmad al-Herbawi, Abed al-Wahidi, Mohammad al Raqab e Hussam Dawla. Circa 200 manifestanti si sono avvicinati alla rete di separazione e i soldati israeliani hanno aperto il fuoco.
Scontri sono in corso in tutta la Cisgiordania: Betlemme, Jenin, Hebron, Tulkarem, Ramallah.
Il 15enne ucciso a Gaza, Mohammad al Raqab
Il 15enne ucciso a Gaza, Mohammad al Raqab
Manifestazione a Tulkarem (Fonte: Shehab news)
Manifestazione a Tulkarem (Fonte: Shehab news)
ore 14.00 – IL VIDEO DEL FERIMENTO DELLA RAGAZZA PALESTINESE AD AFULA
Un video girato all’interno di un autobus mostra la polizia israeliana sparare ad una giovane palestinese nella stazione degli autobus di Afula. Voleva accoltellare una guardia, dice la polizia. I polisiotti la circondano e sparano diversi colpi d’arma da fuoco. Per vedere il video clicca qui
ore 13.45 – SCONTRI A GAZA, 16 FERITI E DUE RAGAZZI UCCISI
Sono in corso scontri nella Striscia di Gaza, dopo che manifestanti palestinesi hanno marciato verso il confine est con Israele: i soldati hanno sparato, 16 feriti. Si parla anche di due vittime, Ahmad al Herbawi di 2o anni, del campo profughi al-Nuseirat, colpito alla testa, e Shadi Dawle. Altre manifestazioni stanno cominciando, un gruppo di palestinesi sta marciando verso il valico di Erez a nord.
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(Fonte: Shehab News)
ore 13.30 – GAZA, PER HAMAS È TERZA INTIFADA – Il capo del movimento islamico palestinese, Ismail Haniyeh, oggi durante la preghiera del venerdì ha parlato di Intifada riferendosi alle violenze di questi giorni nei Territori occupati palestinesi e a Gerusalemme. Haniyeh ha detto è “l’unica strada per la liberazione” e che “Gaza farà la sua parte nell’Intifada di Gerusalemme ed è più che pronta al confronto” . (Fonte: AFP)
ore 13 – RAGAZZA PALESTINESE FERITA DALLA POLIZIA AD AFULA DOPO TENTATO ACCOLTELLAMENTO
Shebab Agency ha pubblicato la foto di una giovane palestinese ferita dalla polizia israeliana nella stazione degli autobus di Afula,a nord dello Stato di Israele, in Galilea. La ragazza, dicono fonti della polizia, avrebbe tentato di accoltellare una guardia e i poliziotti hanno aperto il fuoco.
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ore 12.30 FOTO. Gerusalemme, Città Vecchia vietata ai palestinesi - I fedeli palestinesi raccolti in preghiera all’esterno della Città Vecchia, dove non possono entrare dopo la decisione israeliana di limitarne l’accesso

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Foto Nena News Agency
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Foto Nena News Agency
ore 12 – PALESTINESE ACCOLTELLA ISRAELIANO A GERUSALEMME
Un palestinese avrebbe accoltellato pochi minuti fa un adolecente israeliano di 14 anni a Gerusalemme, secondo quanto riportato dal portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld.
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della redazione
Gerusalemme, 9 ottobre 2015, Nena News – Un venerdì di tensioni attende israeliani e palestinesi, dopo oltre 10 giorni di violenze, attacchi individuali, aggressioni dei coloni e reazioni dell’esercito, dopo sette morti palestinesi e quattro israeliani.
Stamattina un nuovo accoltellamento: stavolta però il responsabile non è un palestinese ma un israeliano, un 24enne di Dimona, sud di Israele. Con un coltello ha aggredito quattro palestinesi, tra i 20 e i 50 anni, di cui tre lavoratori nel settore delle costruzioni e un impiegato municipale. Uno di loro è in condizioni critiche.
Non è andata meglio durante la notte: estremisti ebraici hanno marciato in molte città israeliane cantando slogan anti-arabi. Tra questi, nella Città Vecchia di Gerusalemme, i tifosi della squadra di calcio del Beitar, membri del gruppo Lehava. Aggressioni contro palestinesi hanno portato a scontri e all’arresto del leader del gruppo Lehava, Bentzi Gopshtain. Manifestazioni anti-palestinesi anche ad Afula, dove ieri un soldato è stato ferito con un coltello da un palestinese, e a Netanya, lungo la costa, dove una decina di israeliani ha aggredito una donna.
Sul fronte palestinese, la notte è stata teatro del funerale del giovane Wissam Faraj, ucciso ieri a Shuafat, Gerusalemme Est, durante scontri con la polizia israeliana. Il giovane, solo 20 anni, stava difendendo la casa di Subhi Abu Khalifa dalla perquisizione, ordinata dopo che il ragazzo aveva accoltellato un israeliano in Città Vecchia. Alla commemorazione hanno partecipato migliaia di persone che hanno svetolato bandiere palestinesi e cantato slogan a sostegno di Gerusalemme e della Moschea di al-Aqsa.
Wissam Faraj, il ragazzo palestinese ucciso a Shuafat ieri-  Foto: Ma'an News.
Wissam Faraj, il ragazzo palestinese ucciso a Shuafat ieri- Foto: Ma’an News.
L’ondata di violenza che si sta allargando pare incontrollabile, perché individuale e difficilmente prevedibile. Lo si è visto dalle facce del premier Netanyahu e del ministro della Difesa Yaalon che ieri, in conferenza stampa, hanno fatto appello alla calma, ad entrambe le parti, e affermato di non volere un’escalation delle tensioni. Perché, se questi dovessero essere i primi segni di una ripresa concreta del conflitto tra palestinesi e israeliani, Tel Aviv avrebbe molti problemi a gestirlo: da una parte azioni individuali da parte di palestinesi che non sono membri di organizzazioni politiche o armate; dall’altra, le aggressioni della galassia di gruppi estremisti ebraici, spesso provenienti dalle colonie, difficilmente gestibili dalle autorità dopo lo spazio di azione che gli è stato garantito per anni.
Per mettere una pezza, Israele ha chiesto ieri a Facebook e Youtube di rimuovere i video di attacchi e scontri perché inciterebbero altri giovani palestinesi a fare altrettanto: “I video mostrano attacchi terroristici, elogiano gli aggressori e presentano ebrei e israeliani in modo razzista e odioso”, ha scritto in una lettera destinata alle compagnie web il Ministero degli Esteri. Nena News



A video has emerged online, allegedly showing Israeli police shooting a Palestinian woman.
rt.com

0/10/2015 ISRAELE - PALESTINA



Ancora attacchi, ancora uccisioni. Per Hamas a Gaza è la “terza Intifada”
di Joshua Lapide
Fra ieri e oggi assalti a Gerusalemme, Hebron, Kiryat Arba. Uccisi sette palestinesi, fra cui un ragazzo di 15 anni. Giovane israeliano 17enne uccide tre palestinesi e un beduino, affermando che “tutti gli arabi sono terroristi”. Scontri fra palestinesi ed esercito alla frontiera di Gaza, Gerusalemme, la West Bank e in Galilea. I leader politici impotenti.


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