Israele - Gaza- Gerusalemme : aggiornamenti
Dopo il massacro di ieri a Gaza, stamattina due
palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane:
Ahmad Salah a Shuafat, Jihad Salim al-Ubeid nella Striscia. Adolescente accoltella due israeliani a Gerusalemme, ucciso dalla polizia. Due bambini ammazzati a Gaza.
AGGIORNAMENTI
ore 16.15 – DUE BAMBINI UCCISI A GAZA DA ISRAELE DURANTE MANIFESTAZIONE
Durante una manifestazione nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha aperto il fuoco uccidendo due minorenni: un bambino di 13 anni, Marwan Hisham Barbakh, e Omar Othman, 15, di Khan Younis. 20 morti in 10 giorni
ore 15.15 – TRE POLIZIOTTI ISRAELIANI ACCOLTELLATI A GERUSALEMME. UCCISO IL PALESTINESE RESPONSABILE
Tre poliziotti israeliani sono stati accoltellati a Gerusalemme, alla Porta di Damasco, da un adolescente palestinese. Il giovane, Mohammed Saeed, di Shuafat, è stato ucciso da altri poliziotti. Secondo il sito israeliano Walla, uno dei tre poliziotti sarebbe stato ucciso, ma la notizia è stata smentita.
Scontri anche a Ramallah, vicino alla colonia di Beit El: due palestinesi feriti da proiettili di gomma.
ore 13.45 – ARRESTATI 5 ISRAELIANI PER AGGRESSIONE A TRE PALESTINESI A NETANYA
La polizia israeliana ha arrestato stamattina 5 israeliani ebrei a Netanya perché accusati di aver linciato 3 palestinesi cittadini d’Israele ieri sera in città (nord di Tel Aviv). Secondo le prime ricostruzioni, gli arrestati, insieme ad altre persone che ancora non sono state arrestate, avrebbero pianificato l’aggressione sui social network. L’obiettivo era andare a Piazza Indipendenza in città “per far male agli arabi”. Nei messaggi scambiati in rete gli aggressori si sarebbero divisi l’arma da portare in strada: coltelli, asce o catene.
A partecipare al linciaggio sono stati una trentina di israeliani ebrei: Le vittime sono 3 palestinesi. Due sono riuscite a scappare. L’altra, invece, Abed Jamal, è stata duramente picchiata dalla folle inferocita che gridava “morte agli arabi” e “a Netanya gli arabi si falciano” e si sarebbe salvata solo grazie all’arrivo di una volonte della polizia.
Jamal, nonostate fosse la vittima dell’aggressione, è stato ammanettato e fermato per essere interrogato. Il linciaggio è stata ripreso con dei telefoni cellulari ed è stato postato sui social network scatenando dure reazioni da parte di molti navigatori. Oltre ai cinque arrestati, la polizia ha fermato altre 10 persone per interrogarle.
ore 11.55 – COLONI ATTACCANO CASE PALESTINESI A SUD DELLA CISGIORDANIA
Un gruppo di coloni ha attaccato le case di alcuni palestinesi che risiedono vicino all’insediamento di Kiryat Arba, a ovest di Hebron. Secondo fonti locali, i coloni, protetti dall’esercito israeliano, avrebbero attaccato la zona di Wadi Hussein mentre i soldati avrebbero sparato gas lacrimogeni e acqua chimica sui palestinesi.
ore 11.50 – FOTO MOSTRANO L’ATTACCO A GERUSALEMME DI STAMATTINA
Una serie di foto pubblicate dall’agenzia stampa palestinese Ma’an News (clicca qui) mostrano l’attacco di questa mattina vicino alla Porta di Damasco. Un palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, accoltella un israeliano, poi soccorso. Dalle immagini sembrerebbe che il giovane sia stato colpito dal fuoco della polizia tempo dopo l’attacco, invece di essere fermato con altri mezzi.
Subito sono esplosi scontri alla Porta di Damasco tra centinaia di palestinesi e la polizia, a causa dell’uccisione del 16enne. La polizia ha sparato molti gas lacrimogeni e nei tafferugli è rimasto ferito un giornalista israeliano di 35 anni. Secondo Haaretz, si tratterebbe invece di un giornalista straniero.
ore 11.45 – PALESTINESE FERITO E ARRESTATO NELLA ZONA DI HEBRON
Il 18enne Jalal Shahir Rayyan è stato arrestato stamattina dalle forze militari israeliane nella cittadina di Deir Samit, a Hebron, dopo essere stato colpito da pallottole sparate da guardie private. Secondo le forze armate, qualcuno si sarebbe introdotto nella notte nella colonia illegale di Bushter e la sicurezza privata dell’insediamento ha aperto il fuoco.
Arrestato anche Bakir Hasan Sharawnah mentre tentava di portare in ospedale il giovane.
ore 11.30 – MISSILE DALLA STRISCIA DI GAZA
Ieri notte un razzo è stato lanciato dalla Striscia di Gaza e sono caduti in territorio israeliano, in aree vuote. Nessun ferito né danni, fanno sapere le autorità israeliane.
ore 10.30 – GIOVANE PALESTINESE ACCOLTELLA DUE ISRAELIANI, UCCISO DALLA POLIZIA
Stamattina un giovane palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, di Kufr ‘Aqab ha accoltellato due israeliani di 65 e 62 anni vicino alla Porta di Damasco, nella Città Vecchia di Gerusalemme. La polizia ha aperto il fuoco e lo ha ucciso. I due israeliani sono stati medicati dai paramedici per ferite lievi. Subito sono comnciati gli scontri tra manifestanti palestinesi e poliziotti che hanno cercato di disperdere la folla con gas lacrimogeni. Sale a 17 il numero totale di palestinesi uccisi dal primo ottobre
———————————————————————————————-
della redazione
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’ennesima notte di violenza in quella che è stata ribattezzata “l’Intifada di Gerusalemme”. Dopo la strage di ieri a Gaza, con sei palestinesi uccisi dalle forze militari israeliane posizionate al di là del confine est, oggi la Palestina conta altri due morti. Anche loro giovanissimi.
Nel campo profughi di Shuafat, a Gerusalemme Est, il 24enne Ahmad Salah è stato ucciso la notte scorsa durante scontri esplosi al checkpoint di ingresso nel campo. Secondo Thaer al-Fasfous, portavoce di Fatah a Shuafat, “gli scontri sono ricominciati nella notte e le forze di occupazione israeliane hanno sparato proiettili veri da distanza ravvicinata contro i giovani”. Numerosi i feriti, di cui due in serie condizioni, mentre scontri scoppiavano in tutti i quartieri di Gerusalemme Est: a Wadi al-Joz, a Issawiya (dove una donna è stata arrestata e un giovane è stato colpito alla testa e versa in gravi condizioni), a Al-Tur, a Jabal al-Mukkaber.
Secondo alcuni testimoni, la polizia israeliana avrebbe impedito all’ambulanza di raggiungere e soccorrere Ahmad Salah, “lasciato a terra sanguinante”. È morto poco dopo. Le autorità israeliane hanno consegnato il corpo alla famiglia questa mattina e subito si sono tenuti i funerali, a cui hanno partecipato migliaia di persone.
Nelle stesse ore a Gaza perdeva la vita il 22enne Jihad Salim al-Ubeid, morto a causa delle ferite riportate ieri durante le manifestazioni al confine. Residente a Deir al-Balah, era stato colpito dal fuoco israeliano mentre insieme ad altre centinaia di palestinesi protestava a 100 metri di distanza dalla rete di separazione con Israele.
Sale così a 16 il bilancio delle vittime palestinesi dallo scorso giovedì 1 ottobre, quattro le vittime israeliane. L’associazione per i diritti umani Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità israeliane perché interrompano “l’uso di eccessiva forza e di omicidi ingiustificati di palestinesi, la demolizione di case e altre misure di punizione collettiva”. Nena News
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L’Intifada di Gerusalemme raggiunge la Striscia: un massacro. Hamas scende in campo e lancia appelli alla sollevazione contro Israele, l’Anp non sa che fare.
di Michele Giorgio – Il Manifesto
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’incubo delle stragi dell’estate 2014, figlie dei bombardamenti aerei e dei tiri di artiglieria, si è ripresentato ieri con tutto il suo orrore quando, al termine delle preghiere islamiche, centinaia di giovani di Gaza si sono lanciati verso vari punti delle recinzioni che dividono la Striscia da Israele. Urlavano slogan a difesa della Moschea di al Aqsa di Gerusalemme. Non avevano armi per minacciare da vicino i soldati israeliani protetti nelle alte torri di cemento armato che presidiano diversi punti del “confine”.
Hanno avuto la “colpa” di entrare nella “no-go zone” imposta da Israele all’interno del territorio di Gaza. La conoscono bene i contadini che da anni rischiano la vita per andare nei loro campi racchiusi in quella fascia di territorio palestinese interdetta. I comandi israeliani hanno riferito di aver ordinato di sparare contro gli «istigatori delle manifestazioni violente» che lanciavano sassi e davano fuoco a copertoni. I soldati hanno eseguito l’ordine ricevuto con particolare zelo. Sette palestinesi sono stati uccisi e altri 60 feriti sulle recinzioni a est di Gaza City, più o meno all’altezza del centro abitato israeliano di Nahal Oz dall’altra parte del confine, e a est Khan Younis.
Come un anno fa decine di ambulanze a sirene spiegate hanno fatto la spola verso gli ospedali, tra scene di disperazione e dolore di ragazzi che trascinavano via altri ragazzi morenti, insaguinati, forse compagni di scuola, amici o parenti, sotto il fuoco dei soldati impegnati a prendere di mira gli «istigatori delle manifestazioni violente». Per sei giovani è stata inutile la corsa a tutta velocità dei mezzi di soccorso verso la speranza di salvezza. Shadi Dawla, 20 anni, Ahmad Herbawi, 20, e Abed Wahidi, 20, sono stati uccisi nella zona più orientale del quartiere di Shajayea, che resta un cumulo di macerie dopo i bombardamenti israeliani dello scorso anno. Muhammad Raqeb, 15 anni, e Ziad Sharaf, 20, sono stati uccisi a est di Khan Younis. In quella stessa zona poco dopo è stato colpito alla testa e ucciso Adnan Elayyan, 22 anni. «Abbiamo anche 60 feriti, 10 dei quali in gravi condizioni. I medici stanno facendo di tutto per salvarli», ha riferito il portavoce del ministero della salute Ashraf al-Qidra.
In un solo colpo Gaza si è ritrovata nel pieno della “Intifada di Gerusalemme”, così come i palestinesi chiamano la loro rivolta in riferimento alla difesa della Spianata delle Moschee, e che ora dopo ora si allarga a macchia d’olio nei Territori occupati. Per gli israeliani invece è «l’Intifada dei coltelli» per gli accoltellamenti che nell’ultima settimana hanno ucciso due ebrei nella città vecchia di Gerusalemme e ferito diversi altri (alcuni in modo grave).
Il nome di ciò che accade in questi giorni non ha molta importanza. Forse non è nemmeno una Intifada o almeno non lo è nei modi in cui lo sono state le rivolte contro l’occupazione del 1987–93 e del 2000–5. L’unica cosa certa è che mette fine a anni ugualmente drammatici, di sangue, di diritti negati, di abusi, di violazioni, di cui quasi nessuno lontano da questa terra è sembrato accorgersi. E senza dubbio avrà riflessi politici di grande rilievo anche in casa palestinese.
«Hamas ieri è sceso ufficialmente in campo», ci spiega Saud Abu Ramadan, uno dei giornalisti di Gaza più esperti, «Oggi (ieri) è stato stato il numero 2 dell’ufficio politico (ed ex premier) Ismail Haniyeh ad assicurare che i palestinesi di Gaza non faranno mancare il loro appoggio ai fratelli della Cisgiordania. Il movimento islamico vuole partecipare con un ruolo da protagonista, sapendo di godere di sostegni popolari anche in Cisgiordania». E’ una sfida all’autorità del presidente dell’Anp Abu Mazen? «Senza alcun dubbio» prosegue Abu Ramadan «Hamas sente che la posizione di Abu Mazen è delicata e intende incalzarlo. Può conquistare nuovi consensi proprio sulla debolezza del presidente dell’Anp che non rinuncia alla cooperazione di sicurezza con Israele, uno dei capitoli più contestati (dai palestinesi) degli accordi di Oslo (del 1993)». Allo stesso tempo, aggiunge da parte sua Aziz Kahlout, analista di Gaza, «Hamas non intende andare allo scontro aperto con Israele che finirebbe per innescare un nuovo conflitto che Gaza non può permettersi visto che lotta ancora per emergere dalle macerie della guerra di un anno fa».
Abu Mazen passa ore ed ore nel suo ufficio a Ramallah. Non sa quale strada prendere. Israele, come Usa ed Europa, gli chiedono di agire, anche con le sue forze di sicurezza, per impedire che la tensione sfoci nella nuova Intifada. Fuori da quella stanza c’è la popolazione palestinese che reclama fermezza nei confronti delle politiche di Israele. L’immobilismo complica anche la posizione del suo movimento, Fatah.
Il presidente dell’Anp sembra tenere a freno, per il momento, gli uomini della sicurezza fatti schierare a distanza dalle zone di scontro tra dimostranti e soldati israeliani. E rilascia dichiarazioni di condanna delle politiche di Israele sulla Spianata delle Moschee. Allo stesso tempo non ha il coraggio o la forza di staccare la spina alla cooperazione di sicurezza con Israele e di lasciare campo libero all’Intifada che, ne è certo, lo indebolirà e favorirà i piani di Hamas. Insiste perciò nel chiedere ai palestinesi proteste senza alcun tipo di violenza ma non tiene conto dell’impatto che la repressione messa in atto da Israele e stragi come quella di ieri a Gaza, alimentano la rabbia della sua gente. Per placare la nuova Intifada spera anche nella dipendenza dall’Anp di oltre 120mila palestinesi impiegati nei ministeri e nelle varie agenzie di sicurezza.
Tuttavia, scriveva un paio di giorni fa sul giornale al Ayyam di Ramallah il noto opinionista Hani al Masri, «il confronto (con Israele) non è la nostra scelta ma ci è imposto… In realtà, il confronto è necessario, se i palestinesi cercano la liberazione, il diritto al ritorno, l’indipendenza, la sconfitta e lo smantellamento del progetto coloniale israeliano». Un punto di vista largamente condiviso tra i palestinesi e nella stessa base di Fatah.
Dopo
il massacro di ieri a Gaza, stamattina due palestinesi sono stati
uccisi dalle forze israeliane: Ahmad Salah a Shuafat, Jihad Salim
al-Ubeid nella Striscia
nena-news.it
Ahmad Salah a Shuafat, Jihad Salim al-Ubeid nella Striscia. Adolescente accoltella due israeliani a Gerusalemme, ucciso dalla polizia. Due bambini ammazzati a Gaza.
Il funerale di Ahmad Salah, stamattina a Shuafat (Fonte: Ma’an News)
ore 16.15 – DUE BAMBINI UCCISI A GAZA DA ISRAELE DURANTE MANIFESTAZIONE
Durante una manifestazione nella Striscia di Gaza, l’esercito israeliano ha aperto il fuoco uccidendo due minorenni: un bambino di 13 anni, Marwan Hisham Barbakh, e Omar Othman, 15, di Khan Younis. 20 morti in 10 giorni
ore 15.15 – TRE POLIZIOTTI ISRAELIANI ACCOLTELLATI A GERUSALEMME. UCCISO IL PALESTINESE RESPONSABILE
Tre poliziotti israeliani sono stati accoltellati a Gerusalemme, alla Porta di Damasco, da un adolescente palestinese. Il giovane, Mohammed Saeed, di Shuafat, è stato ucciso da altri poliziotti. Secondo il sito israeliano Walla, uno dei tre poliziotti sarebbe stato ucciso, ma la notizia è stata smentita.
ore 14.30 – SCONTRI A SHUAFAT DOPO FUNERALE, PALESTINESE FERITO ALLA GAMBA
Dopo i funerali del palestinese ucciso ieri notte al campo profughi
di Shuafat a Gerusalemme, sono scoppiati scontri tra manifestanti e
polizia di frontiera israeliana. Un uomo è stato ferito alla gamba da
pallottole sparate dalla polizia, secondo la quale si stava avvicinando
con una Molotov.Scontri anche a Ramallah, vicino alla colonia di Beit El: due palestinesi feriti da proiettili di gomma.
ore 13.45 – ARRESTATI 5 ISRAELIANI PER AGGRESSIONE A TRE PALESTINESI A NETANYA
La polizia israeliana ha arrestato stamattina 5 israeliani ebrei a Netanya perché accusati di aver linciato 3 palestinesi cittadini d’Israele ieri sera in città (nord di Tel Aviv). Secondo le prime ricostruzioni, gli arrestati, insieme ad altre persone che ancora non sono state arrestate, avrebbero pianificato l’aggressione sui social network. L’obiettivo era andare a Piazza Indipendenza in città “per far male agli arabi”. Nei messaggi scambiati in rete gli aggressori si sarebbero divisi l’arma da portare in strada: coltelli, asce o catene.
A partecipare al linciaggio sono stati una trentina di israeliani ebrei: Le vittime sono 3 palestinesi. Due sono riuscite a scappare. L’altra, invece, Abed Jamal, è stata duramente picchiata dalla folle inferocita che gridava “morte agli arabi” e “a Netanya gli arabi si falciano” e si sarebbe salvata solo grazie all’arrivo di una volonte della polizia.
Jamal, nonostate fosse la vittima dell’aggressione, è stato ammanettato e fermato per essere interrogato. Il linciaggio è stata ripreso con dei telefoni cellulari ed è stato postato sui social network scatenando dure reazioni da parte di molti navigatori. Oltre ai cinque arrestati, la polizia ha fermato altre 10 persone per interrogarle.
ore 11.55 – COLONI ATTACCANO CASE PALESTINESI A SUD DELLA CISGIORDANIA
Un gruppo di coloni ha attaccato le case di alcuni palestinesi che risiedono vicino all’insediamento di Kiryat Arba, a ovest di Hebron. Secondo fonti locali, i coloni, protetti dall’esercito israeliano, avrebbero attaccato la zona di Wadi Hussein mentre i soldati avrebbero sparato gas lacrimogeni e acqua chimica sui palestinesi.
ore 11.50 – FOTO MOSTRANO L’ATTACCO A GERUSALEMME DI STAMATTINA
Una serie di foto pubblicate dall’agenzia stampa palestinese Ma’an News (clicca qui) mostrano l’attacco di questa mattina vicino alla Porta di Damasco. Un palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, accoltella un israeliano, poi soccorso. Dalle immagini sembrerebbe che il giovane sia stato colpito dal fuoco della polizia tempo dopo l’attacco, invece di essere fermato con altri mezzi.
Subito sono esplosi scontri alla Porta di Damasco tra centinaia di palestinesi e la polizia, a causa dell’uccisione del 16enne. La polizia ha sparato molti gas lacrimogeni e nei tafferugli è rimasto ferito un giornalista israeliano di 35 anni. Secondo Haaretz, si tratterebbe invece di un giornalista straniero.
ore 11.45 – PALESTINESE FERITO E ARRESTATO NELLA ZONA DI HEBRON
Il 18enne Jalal Shahir Rayyan è stato arrestato stamattina dalle forze militari israeliane nella cittadina di Deir Samit, a Hebron, dopo essere stato colpito da pallottole sparate da guardie private. Secondo le forze armate, qualcuno si sarebbe introdotto nella notte nella colonia illegale di Bushter e la sicurezza privata dell’insediamento ha aperto il fuoco.
Arrestato anche Bakir Hasan Sharawnah mentre tentava di portare in ospedale il giovane.
ore 11.30 – MISSILE DALLA STRISCIA DI GAZA
Ieri notte un razzo è stato lanciato dalla Striscia di Gaza e sono caduti in territorio israeliano, in aree vuote. Nessun ferito né danni, fanno sapere le autorità israeliane.
ore 10.30 – GIOVANE PALESTINESE ACCOLTELLA DUE ISRAELIANI, UCCISO DALLA POLIZIA
Stamattina un giovane palestinese di 16 anni, Eshak Badtan, di Kufr ‘Aqab ha accoltellato due israeliani di 65 e 62 anni vicino alla Porta di Damasco, nella Città Vecchia di Gerusalemme. La polizia ha aperto il fuoco e lo ha ucciso. I due israeliani sono stati medicati dai paramedici per ferite lievi. Subito sono comnciati gli scontri tra manifestanti palestinesi e poliziotti che hanno cercato di disperdere la folla con gas lacrimogeni. Sale a 17 il numero totale di palestinesi uccisi dal primo ottobre
———————————————————————————————-
della redazione
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’ennesima notte di violenza in quella che è stata ribattezzata “l’Intifada di Gerusalemme”. Dopo la strage di ieri a Gaza, con sei palestinesi uccisi dalle forze militari israeliane posizionate al di là del confine est, oggi la Palestina conta altri due morti. Anche loro giovanissimi.
Nel campo profughi di Shuafat, a Gerusalemme Est, il 24enne Ahmad Salah è stato ucciso la notte scorsa durante scontri esplosi al checkpoint di ingresso nel campo. Secondo Thaer al-Fasfous, portavoce di Fatah a Shuafat, “gli scontri sono ricominciati nella notte e le forze di occupazione israeliane hanno sparato proiettili veri da distanza ravvicinata contro i giovani”. Numerosi i feriti, di cui due in serie condizioni, mentre scontri scoppiavano in tutti i quartieri di Gerusalemme Est: a Wadi al-Joz, a Issawiya (dove una donna è stata arrestata e un giovane è stato colpito alla testa e versa in gravi condizioni), a Al-Tur, a Jabal al-Mukkaber.
Secondo alcuni testimoni, la polizia israeliana avrebbe impedito all’ambulanza di raggiungere e soccorrere Ahmad Salah, “lasciato a terra sanguinante”. È morto poco dopo. Le autorità israeliane hanno consegnato il corpo alla famiglia questa mattina e subito si sono tenuti i funerali, a cui hanno partecipato migliaia di persone.
Nelle stesse ore a Gaza perdeva la vita il 22enne Jihad Salim al-Ubeid, morto a causa delle ferite riportate ieri durante le manifestazioni al confine. Residente a Deir al-Balah, era stato colpito dal fuoco israeliano mentre insieme ad altre centinaia di palestinesi protestava a 100 metri di distanza dalla rete di separazione con Israele.
Sale così a 16 il bilancio delle vittime palestinesi dallo scorso giovedì 1 ottobre, quattro le vittime israeliane. L’associazione per i diritti umani Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità israeliane perché interrompano “l’uso di eccessiva forza e di omicidi ingiustificati di palestinesi, la demolizione di case e altre misure di punizione collettiva”. Nena News
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L'Intifada
di Gerusalemme raggiunge la Striscia: un massacro. Hamas scende in
campo e lancia appelli alla sollevazione contro Israele, l’Anp non sa
che fare.
nena-news.it
L’Intifada di Gerusalemme raggiunge la Striscia: un massacro. Hamas scende in campo e lancia appelli alla sollevazione contro Israele, l’Anp non sa che fare.
Un ferito ieri durante le manifestazioni al confine tra Gaza e Israele (foto: Reuters)
Gerusalemme, 10 ottobre 2015, Nena News – L’incubo delle stragi dell’estate 2014, figlie dei bombardamenti aerei e dei tiri di artiglieria, si è ripresentato ieri con tutto il suo orrore quando, al termine delle preghiere islamiche, centinaia di giovani di Gaza si sono lanciati verso vari punti delle recinzioni che dividono la Striscia da Israele. Urlavano slogan a difesa della Moschea di al Aqsa di Gerusalemme. Non avevano armi per minacciare da vicino i soldati israeliani protetti nelle alte torri di cemento armato che presidiano diversi punti del “confine”.
Hanno avuto la “colpa” di entrare nella “no-go zone” imposta da Israele all’interno del territorio di Gaza. La conoscono bene i contadini che da anni rischiano la vita per andare nei loro campi racchiusi in quella fascia di territorio palestinese interdetta. I comandi israeliani hanno riferito di aver ordinato di sparare contro gli «istigatori delle manifestazioni violente» che lanciavano sassi e davano fuoco a copertoni. I soldati hanno eseguito l’ordine ricevuto con particolare zelo. Sette palestinesi sono stati uccisi e altri 60 feriti sulle recinzioni a est di Gaza City, più o meno all’altezza del centro abitato israeliano di Nahal Oz dall’altra parte del confine, e a est Khan Younis.
Come un anno fa decine di ambulanze a sirene spiegate hanno fatto la spola verso gli ospedali, tra scene di disperazione e dolore di ragazzi che trascinavano via altri ragazzi morenti, insaguinati, forse compagni di scuola, amici o parenti, sotto il fuoco dei soldati impegnati a prendere di mira gli «istigatori delle manifestazioni violente». Per sei giovani è stata inutile la corsa a tutta velocità dei mezzi di soccorso verso la speranza di salvezza. Shadi Dawla, 20 anni, Ahmad Herbawi, 20, e Abed Wahidi, 20, sono stati uccisi nella zona più orientale del quartiere di Shajayea, che resta un cumulo di macerie dopo i bombardamenti israeliani dello scorso anno. Muhammad Raqeb, 15 anni, e Ziad Sharaf, 20, sono stati uccisi a est di Khan Younis. In quella stessa zona poco dopo è stato colpito alla testa e ucciso Adnan Elayyan, 22 anni. «Abbiamo anche 60 feriti, 10 dei quali in gravi condizioni. I medici stanno facendo di tutto per salvarli», ha riferito il portavoce del ministero della salute Ashraf al-Qidra.
In un solo colpo Gaza si è ritrovata nel pieno della “Intifada di Gerusalemme”, così come i palestinesi chiamano la loro rivolta in riferimento alla difesa della Spianata delle Moschee, e che ora dopo ora si allarga a macchia d’olio nei Territori occupati. Per gli israeliani invece è «l’Intifada dei coltelli» per gli accoltellamenti che nell’ultima settimana hanno ucciso due ebrei nella città vecchia di Gerusalemme e ferito diversi altri (alcuni in modo grave).
Il nome di ciò che accade in questi giorni non ha molta importanza. Forse non è nemmeno una Intifada o almeno non lo è nei modi in cui lo sono state le rivolte contro l’occupazione del 1987–93 e del 2000–5. L’unica cosa certa è che mette fine a anni ugualmente drammatici, di sangue, di diritti negati, di abusi, di violazioni, di cui quasi nessuno lontano da questa terra è sembrato accorgersi. E senza dubbio avrà riflessi politici di grande rilievo anche in casa palestinese.
«Hamas ieri è sceso ufficialmente in campo», ci spiega Saud Abu Ramadan, uno dei giornalisti di Gaza più esperti, «Oggi (ieri) è stato stato il numero 2 dell’ufficio politico (ed ex premier) Ismail Haniyeh ad assicurare che i palestinesi di Gaza non faranno mancare il loro appoggio ai fratelli della Cisgiordania. Il movimento islamico vuole partecipare con un ruolo da protagonista, sapendo di godere di sostegni popolari anche in Cisgiordania». E’ una sfida all’autorità del presidente dell’Anp Abu Mazen? «Senza alcun dubbio» prosegue Abu Ramadan «Hamas sente che la posizione di Abu Mazen è delicata e intende incalzarlo. Può conquistare nuovi consensi proprio sulla debolezza del presidente dell’Anp che non rinuncia alla cooperazione di sicurezza con Israele, uno dei capitoli più contestati (dai palestinesi) degli accordi di Oslo (del 1993)». Allo stesso tempo, aggiunge da parte sua Aziz Kahlout, analista di Gaza, «Hamas non intende andare allo scontro aperto con Israele che finirebbe per innescare un nuovo conflitto che Gaza non può permettersi visto che lotta ancora per emergere dalle macerie della guerra di un anno fa».
Abu Mazen passa ore ed ore nel suo ufficio a Ramallah. Non sa quale strada prendere. Israele, come Usa ed Europa, gli chiedono di agire, anche con le sue forze di sicurezza, per impedire che la tensione sfoci nella nuova Intifada. Fuori da quella stanza c’è la popolazione palestinese che reclama fermezza nei confronti delle politiche di Israele. L’immobilismo complica anche la posizione del suo movimento, Fatah.
Il presidente dell’Anp sembra tenere a freno, per il momento, gli uomini della sicurezza fatti schierare a distanza dalle zone di scontro tra dimostranti e soldati israeliani. E rilascia dichiarazioni di condanna delle politiche di Israele sulla Spianata delle Moschee. Allo stesso tempo non ha il coraggio o la forza di staccare la spina alla cooperazione di sicurezza con Israele e di lasciare campo libero all’Intifada che, ne è certo, lo indebolirà e favorirà i piani di Hamas. Insiste perciò nel chiedere ai palestinesi proteste senza alcun tipo di violenza ma non tiene conto dell’impatto che la repressione messa in atto da Israele e stragi come quella di ieri a Gaza, alimentano la rabbia della sua gente. Per placare la nuova Intifada spera anche nella dipendenza dall’Anp di oltre 120mila palestinesi impiegati nei ministeri e nelle varie agenzie di sicurezza.
Tuttavia, scriveva un paio di giorni fa sul giornale al Ayyam di Ramallah il noto opinionista Hani al Masri, «il confronto (con Israele) non è la nostra scelta ma ci è imposto… In realtà, il confronto è necessario, se i palestinesi cercano la liberazione, il diritto al ritorno, l’indipendenza, la sconfitta e lo smantellamento del progetto coloniale israeliano». Un punto di vista largamente condiviso tra i palestinesi e nella stessa base di Fatah.
Estremisti
ebraici marciano nelle principali città israeliane e aggrediscono
passanti. Stamattina un israeliano ha accoltellato 4 palestinesi. In
migliaia al funerale di Wissam Faraj, a Shuafat
nena-news.it
I militari hanno aperto il fuoco
contro i manifestanti che si erano avvicinati alle linee di confine. 60 i
feriti, 10 in condizioni gravi

AGGIORNAMENTI
ore 20:10 Nuovo video su uccisione del palestinese Alloun sembra confutare tesi israeliana
Un nuovo video diffuso dai media israeliani e ripreso da quelli palestinesi, mostra gli ultimi istanti di vita del palestinese Fadi Alloun. Lo scorso sabato Alloun è stato ucciso dalla polizia israeliana perché accusato di aver aggredito degli israeliani con un coltello. Accusa che è sempre stata rigettata dalla famiglia della giovane vittima. Un primo filmato, pubblicato a poche ore dal suo decesso, aveva suscitato qualche dubbio circa la presunta minaccia rappresentata da Alloun poco prima di essere ucciso.
Il nuovo video, ripreso da una angolazione differente, sembrerebbe confutare la versione israeliana dando credito a chi sostiene, invece, che si sia trattata di una esecuzione. Nel breve filmato Alloun, infatti, prova a scappare da alcuni estremisti ebrei che lo circondano rivolgendogli epiteti offensivi e augurandogli di morire. Non è chiaro se il giovane sia armato di coltello o meno. Si sentono le sirene di una vettura della polizia. Il giovane sembra avvicinarsi. Tuttavia, non fa in tempo a farlo perché subito è raggiunto dai proiettili dei poliziotti
ore 19: 30 Scontri si segnalano nuovamente nel campo rifugiati di Sh’ufat, Isawiya, at-Tur e Jabal al-Mukabber (Gerusalemme est).
VIDEO https://www.youtube.com/watch?t=101&v=TrubNJwMUQ0
ore 19:15 Shalom (Ministro interni israeliano): “Revocare lo status di residenza a due terroristi di Gerusalemme est”
Il ministro degli interni e vice ministro israeliano, Silvan Shalom, ha ordinato all’Autorità d’Immigrazione e popolazione d’Israele di iniziare il processo di revoca dello status di residenza a due palestinesi di Gerusalemme est Subhi Abu Khalifa e Shukur Dawiyat. La scorsa settimana i due giovani erano stati responsabili di due differenti attacchi contro israeliani. A riportare la notizia è il portale israeliano Ynet.
“Questi terroristi hanno palesemente e gravemente rotto il giuramento di fedeltà con lo stato d’Israele quando hanno tentato di uccidere degli innocenti. Pertanto non meritano di vivere con noi” ha detto Shalom
ore 17:55 Sale a 6 il numero dei morti nella Striscia di Gaza
Secondo il portavoce del ministero alla salute palestinese, Ashraf al-Qudra, a perdere la vita è stato il 20enne Ziyad Nabil Sharaf. Sale a 60 il numero dei feriti. 10 sarebbero in condizioni gravi
ore 17: 20 Un paramedico di 25 anni ha perso un occhio a Hebron per un proeittile di gomma mentre soccorreva i feriti
ore 16:55 Continuano gli scontri in Cisgiordania: 30 feriti palestinesi
Continuano le violenze in Cisgiordania. Nella cittadina di Beit Ummar (nord di Hebron), riferisce l’Agenzia Ma’an, 17 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri con i soldati israeliani. Secondo quanto ha reso noto il portavoce del comitato popolare locale, uno dei feriti, il 29enne palestinese Ibrahim Ahmad Mustafa Awad, sarebbe in condizioni critiche. Scontri anche a Kafr Qaddum nei pressi di Tulkarem dove è stato colpito da pallottole vere alle cosce e alla vite un 60enne palestinese. Quattro feriti a Beit Fajjar (sud di Betlemme), 8 al cheikpoint di Huwwara (Nablus).
Secondo fonti mediche locali, sono più di 900 i palestinesi feriti negli scontri con le forze armate israeliane nell’ultima settimana.
ore 14.40 – SALE A QUATTRO IL BILANCIO DELLE VITTIME PALESTINESI A GAZA. SCONTRI IN TUTTA LA CISGIORDANIA
Sono quattro i manifestanti uccisi a Gaza, al confine est con Israele: Ahmad al-Herbawi, Abed al-Wahidi, Mohammad al Raqab e Hussam Dawla. Circa 200 manifestanti si sono avvicinati alla rete di separazione e i soldati israeliani hanno aperto il fuoco.
Scontri sono in corso in tutta la Cisgiordania: Betlemme, Jenin, Hebron, Tulkarem, Ramallah.
ore 14.00 – IL VIDEO DEL FERIMENTO DELLA RAGAZZA PALESTINESE AD AFULA
Un video girato all’interno di un autobus mostra la polizia israeliana sparare ad una giovane palestinese nella stazione degli autobus di Afula. Voleva accoltellare una guardia, dice la polizia. I polisiotti la circondano e sparano diversi colpi d’arma da fuoco. Per vedere il video clicca qui
ore 13.45 – SCONTRI A GAZA, 16 FERITI E DUE RAGAZZI UCCISI
Sono in corso scontri nella Striscia di Gaza, dopo che manifestanti palestinesi hanno marciato verso il confine est con Israele: i soldati hanno sparato, 16 feriti. Si parla anche di due vittime, Ahmad al Herbawi di 2o anni, del campo profughi al-Nuseirat, colpito alla testa, e Shadi Dawle. Altre manifestazioni stanno cominciando, un gruppo di palestinesi sta marciando verso il valico di Erez a nord.
ore 13.30 – GAZA, PER HAMAS È TERZA INTIFADA – Il capo del movimento islamico palestinese, Ismail Haniyeh, oggi durante la preghiera del venerdì ha parlato di Intifada riferendosi alle violenze di questi giorni nei Territori occupati palestinesi e a Gerusalemme. Haniyeh ha detto è “l’unica strada per la liberazione” e che “Gaza farà la sua parte nell’Intifada di Gerusalemme ed è più che pronta al confronto” . (Fonte: AFP)
ore 13 – RAGAZZA PALESTINESE FERITA DALLA POLIZIA AD AFULA DOPO TENTATO ACCOLTELLAMENTO
Shebab Agency ha pubblicato la foto di una giovane palestinese ferita dalla polizia israeliana nella stazione degli autobus di Afula,a nord dello Stato di Israele, in Galilea. La ragazza, dicono fonti della polizia, avrebbe tentato di accoltellare una guardia e i poliziotti hanno aperto il fuoco.

ore 12.30 FOTO. Gerusalemme, Città Vecchia vietata ai palestinesi - I fedeli palestinesi raccolti in preghiera all’esterno della Città Vecchia, dove non possono entrare dopo la decisione israeliana di limitarne l’accesso
ore 12 – PALESTINESE ACCOLTELLA ISRAELIANO A GERUSALEMME
Un palestinese avrebbe accoltellato pochi minuti fa un adolecente israeliano di 14 anni a Gerusalemme, secondo quanto riportato dal portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld.
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della redazione
Gerusalemme, 9 ottobre 2015, Nena News – Un venerdì di tensioni attende israeliani e palestinesi, dopo oltre 10 giorni di violenze, attacchi individuali, aggressioni dei coloni e reazioni dell’esercito, dopo sette morti palestinesi e quattro israeliani.
Stamattina un nuovo accoltellamento: stavolta però il responsabile non è un palestinese ma un israeliano, un 24enne di Dimona, sud di Israele. Con un coltello ha aggredito quattro palestinesi, tra i 20 e i 50 anni, di cui tre lavoratori nel settore delle costruzioni e un impiegato municipale. Uno di loro è in condizioni critiche.
Non è andata meglio durante la notte: estremisti ebraici hanno marciato in molte città israeliane cantando slogan anti-arabi. Tra questi, nella Città Vecchia di Gerusalemme, i tifosi della squadra di calcio del Beitar, membri del gruppo Lehava. Aggressioni contro palestinesi hanno portato a scontri e all’arresto del leader del gruppo Lehava, Bentzi Gopshtain. Manifestazioni anti-palestinesi anche ad Afula, dove ieri un soldato è stato ferito con un coltello da un palestinese, e a Netanya, lungo la costa, dove una decina di israeliani ha aggredito una donna.
Sul fronte palestinese, la notte è stata teatro del funerale del giovane Wissam Faraj, ucciso ieri a Shuafat, Gerusalemme Est, durante scontri con la polizia israeliana. Il giovane, solo 20 anni, stava difendendo la casa di Subhi Abu Khalifa dalla perquisizione, ordinata dopo che il ragazzo aveva accoltellato un israeliano in Città Vecchia. Alla commemorazione hanno partecipato migliaia di persone che hanno svetolato bandiere palestinesi e cantato slogan a sostegno di Gerusalemme e della Moschea di al-Aqsa.
L’ondata di violenza che si sta allargando pare incontrollabile, perché individuale e difficilmente prevedibile. Lo si è visto dalle facce del premier Netanyahu e del ministro della Difesa Yaalon che ieri, in conferenza stampa, hanno fatto appello alla calma, ad entrambe le parti, e affermato di non volere un’escalation delle tensioni. Perché, se questi dovessero essere i primi segni di una ripresa concreta del conflitto tra palestinesi e israeliani, Tel Aviv avrebbe molti problemi a gestirlo: da una parte azioni individuali da parte di palestinesi che non sono membri di organizzazioni politiche o armate; dall’altra, le aggressioni della galassia di gruppi estremisti ebraici, spesso provenienti dalle colonie, difficilmente gestibili dalle autorità dopo lo spazio di azione che gli è stato garantito per anni.
Per mettere una pezza, Israele ha chiesto ieri a Facebook e Youtube di rimuovere i video di attacchi e scontri perché inciterebbero altri giovani palestinesi a fare altrettanto: “I video mostrano attacchi terroristici, elogiano gli aggressori e presentano ebrei e israeliani in modo razzista e odioso”, ha scritto in una lettera destinata alle compagnie web il Ministero degli Esteri. Nena News
Scontri a Gerusalemme. Foto: Reuters/Ammar Awad
ore 20:10 Nuovo video su uccisione del palestinese Alloun sembra confutare tesi israeliana
Un nuovo video diffuso dai media israeliani e ripreso da quelli palestinesi, mostra gli ultimi istanti di vita del palestinese Fadi Alloun. Lo scorso sabato Alloun è stato ucciso dalla polizia israeliana perché accusato di aver aggredito degli israeliani con un coltello. Accusa che è sempre stata rigettata dalla famiglia della giovane vittima. Un primo filmato, pubblicato a poche ore dal suo decesso, aveva suscitato qualche dubbio circa la presunta minaccia rappresentata da Alloun poco prima di essere ucciso.
Il nuovo video, ripreso da una angolazione differente, sembrerebbe confutare la versione israeliana dando credito a chi sostiene, invece, che si sia trattata di una esecuzione. Nel breve filmato Alloun, infatti, prova a scappare da alcuni estremisti ebrei che lo circondano rivolgendogli epiteti offensivi e augurandogli di morire. Non è chiaro se il giovane sia armato di coltello o meno. Si sentono le sirene di una vettura della polizia. Il giovane sembra avvicinarsi. Tuttavia, non fa in tempo a farlo perché subito è raggiunto dai proiettili dei poliziotti
ore 19: 30 Scontri si segnalano nuovamente nel campo rifugiati di Sh’ufat, Isawiya, at-Tur e Jabal al-Mukabber (Gerusalemme est).
VIDEO https://www.youtube.com/watch?t=101&v=TrubNJwMUQ0
ore 19:15 Shalom (Ministro interni israeliano): “Revocare lo status di residenza a due terroristi di Gerusalemme est”
Il ministro degli interni e vice ministro israeliano, Silvan Shalom, ha ordinato all’Autorità d’Immigrazione e popolazione d’Israele di iniziare il processo di revoca dello status di residenza a due palestinesi di Gerusalemme est Subhi Abu Khalifa e Shukur Dawiyat. La scorsa settimana i due giovani erano stati responsabili di due differenti attacchi contro israeliani. A riportare la notizia è il portale israeliano Ynet.
“Questi terroristi hanno palesemente e gravemente rotto il giuramento di fedeltà con lo stato d’Israele quando hanno tentato di uccidere degli innocenti. Pertanto non meritano di vivere con noi” ha detto Shalom
ore 17:55 Sale a 6 il numero dei morti nella Striscia di Gaza
Secondo il portavoce del ministero alla salute palestinese, Ashraf al-Qudra, a perdere la vita è stato il 20enne Ziyad Nabil Sharaf. Sale a 60 il numero dei feriti. 10 sarebbero in condizioni gravi
ore 17: 20 Un paramedico di 25 anni ha perso un occhio a Hebron per un proeittile di gomma mentre soccorreva i feriti
ore 16:55 Continuano gli scontri in Cisgiordania: 30 feriti palestinesi
Continuano le violenze in Cisgiordania. Nella cittadina di Beit Ummar (nord di Hebron), riferisce l’Agenzia Ma’an, 17 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri con i soldati israeliani. Secondo quanto ha reso noto il portavoce del comitato popolare locale, uno dei feriti, il 29enne palestinese Ibrahim Ahmad Mustafa Awad, sarebbe in condizioni critiche. Scontri anche a Kafr Qaddum nei pressi di Tulkarem dove è stato colpito da pallottole vere alle cosce e alla vite un 60enne palestinese. Quattro feriti a Beit Fajjar (sud di Betlemme), 8 al cheikpoint di Huwwara (Nablus).
Secondo fonti mediche locali, sono più di 900 i palestinesi feriti negli scontri con le forze armate israeliane nell’ultima settimana.
ore 14.40 – SALE A QUATTRO IL BILANCIO DELLE VITTIME PALESTINESI A GAZA. SCONTRI IN TUTTA LA CISGIORDANIA
Sono quattro i manifestanti uccisi a Gaza, al confine est con Israele: Ahmad al-Herbawi, Abed al-Wahidi, Mohammad al Raqab e Hussam Dawla. Circa 200 manifestanti si sono avvicinati alla rete di separazione e i soldati israeliani hanno aperto il fuoco.
Scontri sono in corso in tutta la Cisgiordania: Betlemme, Jenin, Hebron, Tulkarem, Ramallah.
ore 14.00 – IL VIDEO DEL FERIMENTO DELLA RAGAZZA PALESTINESE AD AFULA
Un video girato all’interno di un autobus mostra la polizia israeliana sparare ad una giovane palestinese nella stazione degli autobus di Afula. Voleva accoltellare una guardia, dice la polizia. I polisiotti la circondano e sparano diversi colpi d’arma da fuoco. Per vedere il video clicca qui
ore 13.45 – SCONTRI A GAZA, 16 FERITI E DUE RAGAZZI UCCISI
Sono in corso scontri nella Striscia di Gaza, dopo che manifestanti palestinesi hanno marciato verso il confine est con Israele: i soldati hanno sparato, 16 feriti. Si parla anche di due vittime, Ahmad al Herbawi di 2o anni, del campo profughi al-Nuseirat, colpito alla testa, e Shadi Dawle. Altre manifestazioni stanno cominciando, un gruppo di palestinesi sta marciando verso il valico di Erez a nord.
ore 13.30 – GAZA, PER HAMAS È TERZA INTIFADA – Il capo del movimento islamico palestinese, Ismail Haniyeh, oggi durante la preghiera del venerdì ha parlato di Intifada riferendosi alle violenze di questi giorni nei Territori occupati palestinesi e a Gerusalemme. Haniyeh ha detto è “l’unica strada per la liberazione” e che “Gaza farà la sua parte nell’Intifada di Gerusalemme ed è più che pronta al confronto” . (Fonte: AFP)
ore 13 – RAGAZZA PALESTINESE FERITA DALLA POLIZIA AD AFULA DOPO TENTATO ACCOLTELLAMENTO
Shebab Agency ha pubblicato la foto di una giovane palestinese ferita dalla polizia israeliana nella stazione degli autobus di Afula,a nord dello Stato di Israele, in Galilea. La ragazza, dicono fonti della polizia, avrebbe tentato di accoltellare una guardia e i poliziotti hanno aperto il fuoco.
ore 12.30 FOTO. Gerusalemme, Città Vecchia vietata ai palestinesi - I fedeli palestinesi raccolti in preghiera all’esterno della Città Vecchia, dove non possono entrare dopo la decisione israeliana di limitarne l’accesso
ore 12 – PALESTINESE ACCOLTELLA ISRAELIANO A GERUSALEMME
Un palestinese avrebbe accoltellato pochi minuti fa un adolecente israeliano di 14 anni a Gerusalemme, secondo quanto riportato dal portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld.
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della redazione
Gerusalemme, 9 ottobre 2015, Nena News – Un venerdì di tensioni attende israeliani e palestinesi, dopo oltre 10 giorni di violenze, attacchi individuali, aggressioni dei coloni e reazioni dell’esercito, dopo sette morti palestinesi e quattro israeliani.
Stamattina un nuovo accoltellamento: stavolta però il responsabile non è un palestinese ma un israeliano, un 24enne di Dimona, sud di Israele. Con un coltello ha aggredito quattro palestinesi, tra i 20 e i 50 anni, di cui tre lavoratori nel settore delle costruzioni e un impiegato municipale. Uno di loro è in condizioni critiche.
Non è andata meglio durante la notte: estremisti ebraici hanno marciato in molte città israeliane cantando slogan anti-arabi. Tra questi, nella Città Vecchia di Gerusalemme, i tifosi della squadra di calcio del Beitar, membri del gruppo Lehava. Aggressioni contro palestinesi hanno portato a scontri e all’arresto del leader del gruppo Lehava, Bentzi Gopshtain. Manifestazioni anti-palestinesi anche ad Afula, dove ieri un soldato è stato ferito con un coltello da un palestinese, e a Netanya, lungo la costa, dove una decina di israeliani ha aggredito una donna.
Sul fronte palestinese, la notte è stata teatro del funerale del giovane Wissam Faraj, ucciso ieri a Shuafat, Gerusalemme Est, durante scontri con la polizia israeliana. Il giovane, solo 20 anni, stava difendendo la casa di Subhi Abu Khalifa dalla perquisizione, ordinata dopo che il ragazzo aveva accoltellato un israeliano in Città Vecchia. Alla commemorazione hanno partecipato migliaia di persone che hanno svetolato bandiere palestinesi e cantato slogan a sostegno di Gerusalemme e della Moschea di al-Aqsa.
L’ondata di violenza che si sta allargando pare incontrollabile, perché individuale e difficilmente prevedibile. Lo si è visto dalle facce del premier Netanyahu e del ministro della Difesa Yaalon che ieri, in conferenza stampa, hanno fatto appello alla calma, ad entrambe le parti, e affermato di non volere un’escalation delle tensioni. Perché, se questi dovessero essere i primi segni di una ripresa concreta del conflitto tra palestinesi e israeliani, Tel Aviv avrebbe molti problemi a gestirlo: da una parte azioni individuali da parte di palestinesi che non sono membri di organizzazioni politiche o armate; dall’altra, le aggressioni della galassia di gruppi estremisti ebraici, spesso provenienti dalle colonie, difficilmente gestibili dalle autorità dopo lo spazio di azione che gli è stato garantito per anni.
Per mettere una pezza, Israele ha chiesto ieri a Facebook e Youtube di rimuovere i video di attacchi e scontri perché inciterebbero altri giovani palestinesi a fare altrettanto: “I video mostrano attacchi terroristici, elogiano gli aggressori e presentano ebrei e israeliani in modo razzista e odioso”, ha scritto in una lettera destinata alle compagnie web il Ministero degli Esteri. Nena News
A video has emerged online, allegedly showing Israeli police shooting a Palestinian woman.
rt.com
0/10/2015 ISRAELE - PALESTINA
Ancora attacchi, ancora uccisioni. Per Hamas a Gaza è la “terza Intifada”
di Joshua Lapide
Fra
ieri e oggi assalti a Gerusalemme, Hebron, Kiryat Arba. Uccisi sette
palestinesi, fra cui un ragazzo di 15 anni. Giovane israeliano 17enne
uccide tre palestinesi e un beduino, affermando che “tutti gli arabi
sono terroristi”. Scontri fra palestinesi ed esercito alla frontiera di
Gaza, Gerusalemme, la West Bank e in Galilea. I leader politici
impotenti.
0/10/2015 ISRAELE - PALESTINA
Ancora attacchi, ancora uccisioni. Per Hamas a Gaza è la “terza Intifada”
di Joshua Lapide



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