Gad Lerner : Il rabbino e il vescovo di Roma: perchè Francesco suscita diffidenza nell’ebraismo ortodosso

 


Il rabbino e il vescovo di Roma: perchè Francesco suscita diffidenza nell’ebraismo ortodosso…
gadlerner.it

 

 

La vicenda dell’intervista del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni al settimanale “L’Espresso” è rivelatrice di un sentimento -poco dichiarabile, ma diffuso- di diffidenza nei confronti di papa Francesco, assai diffuso nell’ebraismo ortodosso. Al di là di eventuali forzature nel titolo, lo stato d’animo pessimista del rabbino Di Segni è riferito con cura dall’intervistratrice Stefania Rossini, sulla cui perizia professionale chi la conosce non può avere dubbi. Si ha come l’impressione che il rabbino abbia voluto citare l’antica e strumentale contrapposizione di matrice cristiana fra il Dio “cattivo” dell’Antico Testamento e il Dio “misericordioso” dei Vangeli -di cui narra di aver parlato a tu per tu con Francesco- quale pretesto per una presa di distanza. Non si conosce difatti intervento alcuno dell’attuale pontefice nel quale emerga, sia pure in forma implicita, tale contrapposizione alla quale in passato (ma purtroppo ancor oggi) si è aggrappato l’antisemitismo di matrice religiosa.
L’impressione dunque è che Di Segni volesse marcare una presa di distanze da Francesco, diciamo così, senza affrontarla se non per cenni collaterali. Il punto, difatti, è un altro. Papa Bergoglio diede fastidio politicamente nel corso della sua visita in Israele e Cisgiordania. Viene percepito, diciamo così, come “terzomondista” e quindi naturalmente più vicino ai palestinesi. Credo però che ci sia di più: rimettendo in discussione il baricentro occidentale della Chiesa di Roma, Francesco incrina anche una visione per l’appunto occidentale del legame fra ebraismo e cristianità. Man mano che ortodossia ebraica e sionismo politico si compenetrano come mai era avvenuto prima -e personalità come Di Segni rappresentano un tramite importante di questa evoluzione/involuzione- è prevedibile che l’azione del vescovo di Roma venga percepita come insidiosa. Meglio essere più espliciti, allora, anzichè limitarsi a allusioni poco comprensibili. 

 


 

Anna Momigliano :Response to papal peace meet reveals rifts in Italian Jewry

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