Studentesse senza hijab a Gaza: a scuola non si entra
Alcune scuole a Gaza vietano l’ingresso alle ragazze senza velo
arabpress.eu
Di Maha ‘Awawdeh. The Huffington Post Arabi (01/09/2015). Traduzione e sintesi di Paola Conti.
Il divieto di entrare a scuola imposto da alcuni istituti di Gaza alle studentesse che non indossano lo hijab,
nonostante non vi sia una legge ufficiale a tale riguardo, ha suscitato
dibattito tra le famiglie favorevoli e quelle contrarie all’imposizione
del velo nelle scuole e nelle università.
Il ministero dell’Istruzione di Gaza ha
negato l’esistenza di ordinanze ufficiali che obblighino le studentesse a
indossare il velo, chiarendo che ciò che è sta avvenendo è l’espulsione
delle studentesse che arrivano a scuola in maniera non appropriata.
Marah Nashwan è una delle studentesse coinvolta da queste improvvise
decisioni delle scuole superiori, poiché è stata espulsa dalla preside
del liceo femminile Ahmed Shawqi di Gaza .
Marah ha raccontato quanto accaduto dicendo: “Sono molto triste per l’espulsione,
quel giorno ero felice, mi ero preparata come qualsiasi altra ragazza
per il primo giorno di lezione; mentre entravo a scuola sono stata
sorpresa da tre insegnanti ferme all’ingresso che controllavano
l’abbigliamento delle studentesse e che mi hanno domandato perché non
indossassi il velo”.
Marah ha completato il suo racconto
affermando: “Quando è arrivata la vice preside, mi ha afferrato per la
camicia e mi ha condotto nell’ufficio della preside, che in quel momento
era impegnata, così mi ha fatto fermare nel cortile davanti alle altre
studentesse finché non è arrivata la preside. Quest’ultima mi ha chiesto
di indossare il velo minacciandomi di non farmi entrare in classe se
non l’avessi fatto”.
L’avvocato Karim Nashwan, padre di Marah,
ha dichiarato che alla figlia è stato vietato di entrare a scuola per 3
giorni per non aver indossato il velo, una volta tornata, ha scoperto
di esserne stata allontanata definitivamente e di essere stata,
arbitrariamente, trasferita in una nuova scuola. L’avvocato Nashwan ha
confermato di essersi rivolto alla Commissione indipendente per i
diritti umani e agli organi competenti per seguire il caso della figlia.
Studentesse di scuole superiori hanno
raccontato che alcune presidi e insegnanti delle scuole statali di Gaza
ispezionano le classi e le ragazze non velate o che indossano vestiti
stretti vengono fatte uscire dalla classe, private di alcune lezioni, o
messe di fronte alle altre studentesse nel cortile della scuola.
L’avvocato e attivista per i diritti
umani Saleh ‘Abd al-‘Ati ha affermato che “qualsiasi sistema educativo
dovrebbe garantire i diritti e le libertà personali, tra cui il diritto
allo studio”. Ha, inoltre, confermato che le leggi palestinesi non
permettono alcuna violazione dei diritti e delle libertà personali dei
cittadini, inclusi abbigliamento o l’espressione di opinioni e idee.
Alcune scuole private della Striscia di
Gaza, non così numerose, non hanno avuto tale problema. Anche per le
università e le facoltà di Gaza non esistono provvedimenti ufficiali che
impongano il velo alle studentesse, ad eccezione dell’università
islamica.
Tuttavia, le università moderne hanno
iniziato ad introdurre disposizioni che vietano alle studentesse di
entrare nel campus con vestiti stretti e corti, come è il caso
dell’Università della Palestina. Hiba Abdullah, una studentessa presso
la suddetta università è contraria a queste recenti disposizioni e
ritiene invece che all’università ci debba essere libertà. Al contrario,
l’universitaria Maisoon Mohammed reputa invece giusta tale decisione e
vorrebbe fosse applicata in tutte le università: “Chi desidera uscire
indossando abiti stretti lo faccia quando esce per una passeggiata non
all’università” ha dichiarato.
Maha ‘Awawdeh è corrispondente per The Huffington Post Arabi dalla Palestina.
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