SodaStream chiude in Cisgiordania ,ma continuerà l'azione degli attivisti nel Negev
Sintesi personale, non traduzione
Gli attivisti del Boicottaggio dicono che questo è il risultato diretto di una costante campagna globale contro la bibita frizzante . Tuttavia, gli attivisti mantengono la loro campagna contro la società. Infatti SodaStream sta muovendo i suoi impianti nel Naqab (Negev) deserto dove le comunità beduine palestinesi stanno lottando contro la demolizione delle case e l' espulsione forzata . Israele sta sovvenzionando il nuovo stabilimento con $ 20 milioni.
"La nuova fabbrica Lehavim è vicino a Rahat, una borgata progettata nel deserto del Naqab il (Negev), dove i beduini palestinesi vengono forzatamente trasferiti contro la loro volontà. SodaStream, come beneficiaria di questo piano, è complice di questa violazione dei diritti umani."
SodaStream ha subito il calo del valore azionario e il crollo delle vendite.
The Guardian ha riferito questa settimana che il CEO di SodaStream, Daniel Birnbaum, sostiene che la chiusura degli stabilimenti in Cisgiordania danneggia i lavoratori palestinesi e che il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) è "antisemita"
Stephanie Westbrook, ha diciarato che i commenti di Birnbaum rivelano preoccupazione per i palestinesi della Cisgiordania ,ma trascurano il fatto che i Palestinesi hanno poche alternative lavorative vivendo sotto l'occupazione militare ,inoltre la fabbrica di SodaStream è situata in un insediamento illegale.
"E una scusa che la società ha imparato a usare per sviare le critiche delle loro violazioni per i diritti dei palestinesi".
Nel 2013 Westbrook ha parlato con un operaio palestinese che ha descritto le pratiche di assunzione discriminatorie della società.
Gli attivisti continueranno la loro azione contro SodaStream per difendere i diritti dei beduini e dei "non riconosciuti villaggi". Tali comunità si trovano ad affrontare la perdita continua delle risorse naturali ,dell' acqua. e a loro sono negati i servizi più elementari: dalle scuole alle strade alle cliniche e anche all' 'acqua",
Westbrook ha aggiunto che la campagna di boicottaggio contro SodaStream continuerà ad essere uno strumento educativo per mettere in luce le politiche israeliane discriminatorie e fare pressioni sulle aziende che traggono profitto dalle violazioni dei diritti dei palestinesi.
Ascolta l'intervista con Stephanie Westbrook tramite il lettore multimediale
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