Perché ho scelto il velo? (prima parte)



 
 
 
 
-di Cinzia Aicha Rodolfi- Andando subito nel cuore della risposta, si può affermare che,
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di Cinzia Aicha Rodolfi- Andando subito nel cuore della risposta, si può affermare che, il fatto di velarsi per obbedire ad un precetto Divino sia la prima causa del nostro agire, ma anche l’obiettivo della nostra scelta. Evidentemente noi sappiamo che il Creatore decide ciò che è meglio per le Sue creature, e quindi lo ascoltiamo per avvantaggiarci, in quanto nell’obbedienza c’è una saggezza di chi vuole migliorarsi e preservarsi da ogni pericolo e da ogni male.
Allah ci ha chiesto di indossarlo non per nulla, bensì per motivi ben precisi, evidentemente importanti, utili a noi stesse ed alla società intera. Possiamo analizzarli tutti, e lo faremo, ma ora voglio dirvi ciò che mi spinge davvero ogni mattina a desiderare di indossare il mio velo più bello e amato, per uscire tra la gente, qui in Italia, e spesso proprio dove sono l’unica, spesso proprio dove vengo notata. Il mio velo non mi serve per nascondermi, anzi per essere testimone ben visibile.
Il versetto coranico dice: ‘O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso.’ (33:59) Invero l’amore per questa saggezza Divina mi si è esplicata nel cuore effettivamente solo dopo alcuni anni che indosso il mio hijab.
Ebbene tutto parte proprio dall’amore sempre più grande per il Creatore e per la religione che ha voluto regalarci attraverso l’ultimo Messaggero. Crescendo questa maturità spirituale è anche cresciuta la mia autostima come donna musulmana, privilegiata dalla Sua bontà e illuminata verso la fede. Sono talmente fiera della mia identità, e talmente implicito per me sperare di compiacerLo, che non penso tanto al lato pratico, alla modestia, e varie caratteristiche  che esso rappresenta, ma proprio al fatto che invece di passare inosservata, il mio velo sia una bandiera ben esplicita.
Nel momento in cui mi presento in pubblico, seppur davanti ad una sola persona, ecco che la prima cosa che io dico di me stessa anche senza parlare e senza muovermi è questa: ‘Sono musulmana, lode a Dio!’ Infatti si vede che sono musulmana e certamente lo lodo perché indosso ciò che Lui mi chiede anche se vivo in Italia. Questo non per arroganza, ma per testimonianza. Una dichiarazione esplicita del fatto che sono serva Sua e di nessun altro, una richiesta di essere considerata come tale, prima ancora che come italiana o mamma, moglie, figlia, amica, manager…
Se davanti a me ho un musulmano gli dico subito: ‘lo vedi ben chiaramente, sono tua sorella nella fede e dovresti sapere come vorrei essere trattata’. Se invece davanti a me ho un non musulmano, nello stesso modo dovrebbe sapere cosa non dire e fare per darmi fastidio, se ci tiene ad avere un rapporto con me. Proprio come avesse davanti agli occhi una suora, certo, esattamente alla stessa maniera. Se davanti a me ho una donna musulmana, lei sa che sono sua sorella nella fede e sa che deve potersi fidare di me, idem se davanti mi trovo una donna non musulmana lei sa cosa potrei pensare e cosa magari no. Tutti dovrebbero subito sapere che se indosso il velo islamico qui in Italia, in realtà che senso avrebbe questo velarmi se poi non mi stessi sforzando di essere davvero serva del Creatore? Certo non sono una santa, ma almeno sappiate che il mio primo interesse e quello di evitare il più possibile di commettere peccati con le mie azioni e anche con le parole. Aiutatemi se volete e ve ne sarò grata.
Quello che una musulmana sta dicendo mostrandosi con il vestito islamico è una infinità di cose. Pensate che meraviglia, un semplice velo parla così tanto di me, seppur io stia zitta.
(continua)

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