Etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie: democratici israeliani a favore


Sudafrica e la giusta etichettatura dei prodotti israeliani di Bradley Burston



Sintesi personale
Il Sudafrica ha preso una decisione che un giorno si rivelerà  significativa per  la pace in Medio Oriente . Il Parlamento sudafricano ha approvato una proposta "per richiedere l'etichettatura dei beni o dei prodotti provenienti dai territori occupati ed  evitare che i consumatori siano indotti a credere che tali beni provengano da Israele, . Questo è in linea con la posizione del Sudafrica che riconosce i confini del 1948 delineati dalle Nazioni Unite e non riconosce i territori occupati al di là di questi confini come parte dello stato di Israele".
Per il momento la decisione non cambia nulla nei territori, ma l'impatto potenziale è evidenziato dalla reazione ufficiale di Israele, dimostrando che si tocca un nervo scoperto.
Ayalon bolla il Sudafrica come ancora "uno stato di apartheid" e rammenta le uccisioni recenti dei 34 minatori in sciopero. ". L' Apartheid del Sudafrica è diretta in questo momento contro Israele e anche contro i suoi stessi minatori,"
Il ministero degli Esteri ha dichiarato che la questa scelta riporta alla mente "idee di natura razzista che il governo del Sudafrica, più di ogni altro, dovrebbe totalmente respingere "
Il movimento dei coloni si auto-commisera lamentando  di essere una minoranza perseguitata, Dinanzi alla decisione di etichettare i prodotti dei territori e alla  non-violenza di questa azione ,la reazione israeliana rivela l' unico obiettivo del governo di Netanyahu : cancellare una volta per tutte la linea verde che delimita l'occupazione e divide Gerusalemme Est .
In  mille modi : dalle trasmissioni televisive , al riconoscimento dell'università di Ariel, all'organizzazioni di gite per studenti ad Hebron il governo, riluttante ad annettere la Cisgiordania, in realtà  è instancabile nei suoi sforzi per realizzare una annessione mentale.
Le parole usate dal Ministro confermano ciò : "Quello che è del tutto inaccettabile è l'uso di strumenti che favoriscono un boicottaggio generale". In pratica non vi è alcuna differenza tra una misura diretta contro gli insediamenti e una misura diretta contro Israele L’importanza del movimento sudafricano  consiste nel porre  la politica stessa di Israele alla prova. Israele ritiene i territori e gli insediamenti negoziabili o non è così.?
Ponendo sullo stesso piano il boicottaggio degli insediamenti e il boicottaggio di Israele il governo sta affermando  che l'occupazione è destinata a durare per sempre e che l'accettazione di Israele ad una soluzione a due stati è una bugia.
What the Israeli Foreign Ministry is saying, in fact, is that Israel is no more legitimate than the settlements are. Which is to say that Israel is no more legitimate than an enterprise that the even its closest ally, the United States, officially views as illegitimate
La decisione dello Stato africano  si oppone all'occupazione : questo è il segreto del suo impatto.
Altri paesi e comunità potrebbero seguire l'esempio. I consumatori, ebrei e non ebrei che sostengono Israele e si muovono per la pace con i palestinesi, hanno il diritto di sapere che cosa stanno comprando.

Sudafrica e la giusta etichettatura dei prodotti israeliani di Bradley Burston



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Israele: reazione estremista al boicottaggio sudafricano

 

di Connie Hackbarth
Razzisti! Complici della morte degli ebrei! Non si sono fatte attendere critiche all’ambasciatore del Sud Africa e reazioni da parte del governo israeliano e della destra alla decisione sudafricana di bandire dal Paese i beni prodotti nelle colonie israeliane in Cisgiordania.

Il governo israeliano, l’intera coalizione di maggioranza e la destra stanno lottando per chi reagisce nel modo più estremo alla decisione del Sud Africa di bandire dai proprio mercati i prodotti delle colonie israeliane in Cisgiordania, etichettati come “Made in Israel”.
Il ministro degli Esteri israeliano ha annunciato che l’ambasciatore del Sud Africa a Tel Aviv sarà chiamato oggi (lunedì 21 maggio, ndr) per critiche ufficiali, aggiungendo che “questa non è una opposizione politica agli insediamenti, ma significa imprimere negativamente un timbro contro uno Stato secondo criteri politici e nazionali. Si tratta di una misura razzista”.
Il parlamentare della Knesset, Arieh Eldad (membro del partito di estrema destra Yechud Leumi) è andato oltre, chiedendo al governo di marcare tutti i prodotti importati dal Sud Africa con l’etichetta: “Attenzione! Prodotto sudafricano. La storia stabilisce: l’antisemitismo è responsabile della morte degli ebrei”.
La direttiva del governo riguardante l’etichettatura dei prodotti delle colonie, emessa dal Ministero sudafricano per il Commercio e l’Industria, sottolinea che “i consumatori in Sud Africa non dovrebbero essere indotti all’errore, credendo che i beni prodotti nei Territori Occupati Palestinesi sono prodotti in Israele”. “Il governo del Sud Africa – continua la nota – riconosce lo Stato di Israele soltanto all’interno dei confini stabiliti dalle Nazioni Unite nel 1948”, non includendo i Territori Palestinesi Occupati.
Il quotidiano israeliano Ha’aretz ha riportato la dichiarazione di un ufficiale del Ministero degli Esteri israeliano, secondo il quale “gruppi pro-israeliani si stanno organizzando in Sud Africa per presentare le loro obiezioni per provare a eliminare o modificare la direttiva”, obiezione che va presentata entro 60 giorni.
Diversi quotidiani israeliani stanno pubblicando articoli affermando che una tale decisione avrà il principale effetto di danneggiare i 15mila palestinesi che lavorano nelle zone industriali delle colonie in Cisgiordania. Un proprietario di una fabbrica, rimasto anonimo, è stato citato dal sito di informazione vicino al movimento dei coloni, Arutz 7: “Se come risultato di una tale misura saremo costretti a spostare la fabbrica fuori dalla Giudea e la Samaria (la Cisgiordania, ndr) e a trasferirla all’interno della Linea Verde, continueremo ad assumere lavoratori israeliani, ma non quelli palestinesi”.
Il Palestinian Popular Struggle Coordination Committee appoggia il Sud Africa per l’iniziativa. Il coordinatore Mohammed Khatib ha detto che la direttiva “è un passo importante che dovrebbe essere seguito dal boicottaggio completo di tutti i prodotti in Sud Africa, non importa quale sia  l’etichetta”.
Anche la Danimarca sta pensando di bandire i prodotti delle colonie israeliane in Cisgiordania, etichettati come “Made in Israel”.  “Si tratta di una decisione che mostri chiaramente ai consumatori che tali beni sono prodotti secondo condizioni che né il governo danese né gli altri governi europei approvano – ha detto il ministro degli Esteri danese, Villy Søvndal Søvndal, al quotidiano Politiken – Sarà una scelta dei consumatori se acquistare o meno tali prodotti”.
Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)


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Eran Rolnik: Netanyahu e la falsa definizione della parola 'antisemita' 

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Sintesi personale Quando  a  Karl Lueger, sindaco antisemita di Vienna (1897-1910),  gli fu  chiesto come le sue opinioni antiebraiche non entrassero in contraddizioni con il fatto di avere amici ebrei , rispose "decido  chi è un Ebreo." Lo Stato di Israele  si è da tempo  arrogato il diritto di decidere chi è un Ebreo. Ora i nazionalisti  stanno cercando di dettare al  mondo la definizione solipsistica  di chi è un antisemita. Per la maggior parte degli israeliani l'antisemitismo   è una parola vuota., visto che non  conoscono il sapore amaro dell' ostilità o della  discriminazione riservata alle persone di origine ebraica .
Gli israeliani cercano di colmare il divario tra la conoscenza dell'esistenza dell' antisemitismo e la loro mancanza di esperienza diretta   attraverso l'  umorismo o la  confusione. Dietro ogni critica a Israel   dichiarano di avvertire l'odio storico verso gli ebrei. Nel 1970  se si dichiarva che Brigitte Bardot era più bella di Golda Meir, si era considerati  antisemita. Se la critica di Israele è particolarmente pungente, subito si fa riferimento a una persona con piccoli  baffi neri. Gli europei trattano con più serietà  la lotta contro l'antisemitismo. Dieci anni fa l'Unione europea ha adottato una dettagliata formulazione  dell'antisemtismo, elaborata  congiuntamente da esperti provenienti da 15 paesi: "L'antisemitismo è una certa percezione degli ebrei, espressa come 'odio verso gli ebrei. Manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso gli individui ebrei o non ebrei e  alle loro proprietà, verso le istituzioni della comunità ebraica e verso le strutture religiose. " Ci sono clausole aggiuntive  : la negazione dell'Olocausto, il rifiuto del diritto del popolo ebraico all'autodeterminazione, il confronto dell'attuale politica di Israele con il nazismo,  la percezione di considerare collettivamente gli ebrei responsabili delle  azioni di Israele. Tuttavia la definizione  dell'UE contiene anche una frase che mira a prevenire l'uso improprio del termine  come  sta  facendo la diplomazia pubblica israeliana attualmente : "Tuttavia, la critica di Israele, simile a quella mossa contro qualsiasi altro paese non può essere considerata  antisemita ". L'intenzione di Israele di delegittimare il BDS ,movimento europeo per chiedere l'etichettatura dei prodotti provenienti dagli insediamenti,  bollando l'iniziativa come espressione di antisemitismo non avrà successo. La lotta contro l'antisemitismo è troppo importante per poter essere utilizzata  da Israele in modo sovversivo e opportunistico . E' una  falsa interpretazione dell'antisemtismo  quella che il governo Netanyahu vuole imporre nella sua battaglia contro chi vuole  il  boicottaggio  e l'etichettatura dei prodotti provenienti  degli insediamenti israeliani nei territori occupati.

  

Boicottaggi che aiutano i palestinesi 


di Ben White
Mentre governi e gruppi della società civile di tutto il mondo aumentano i loto sforzi per prendere di mira le merci prodotte nelle illegali colonie di Israele, il governo israeliano e i critici del BDS intensificano la controffensiva propagandistica.


Una delle principali tattiche adottate da coloro che cercano di arginare la marea del Boicottaggio è quella di affermare che queste misure danneggiano in realtà i palestinesi. Il Ministero degli Affari Esteri di Israele (MFA) da qualche tempo sta rintuzzando lungo questa linea contro il boicottaggio, ma, dati i recenti sviluppi in Sud Africa e in Europa, c’è stata una rinnovata enfasi sui presunti effetti controproducenti di queste tattiche. 
Ci sono state iniziative propagandistiche congiunte governo israeliano – coloni e anche un documento fatto circolare dal MFA sulle “ripercussioni dell’etichettatura dei prodotti delle colonie sull’economia palestinese”. “Se gli europei avessero successo nel vietare i prodotti israeliani provenienti dalla West Bank,” ha dichiarato l’ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite nel mese di giugno, “questo porterebbe alla perdita di diverse migliaia di posti di lavoro per i palestinesi”. 
E’ interessante notare come ci siano paralleli in questo caso con argomenti usati contro la campagna di boicottaggio internazionale durante il periodo dell’Apartheid in Sud Africa, con gli attivisti dell’ANC che dovevano confrontarsi con le affermazioni che “il popolo non-bianco sarebbe stato il primo a essere colpito dai boicottaggi esteri”. A parte quei paragoni, l’argomento è invalidato da quattro motivazioni. 
In primo luogo, nonostante l’apparente preoccupazione dei lobbisti anti-BDS per il benessere del lavoratore palestinese, nei fatti il principale nemico di quest’ultimo è l’occupazione israeliana. Il regime coloniale di Israele – al centro del quale stanno le colonie – è caratterizzato da restrizioni al movimento e accesso discriminato alla terra, ed è evidenziato costantemente dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale come principale freno alla crescita economica. 
Va ricordato il quadro generale. Le colonie sono state condannate ripetutamente in quanto illegali secondo il diritto internazionale.La Risoluzione 452 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite descrive la politica di colonizzazione di Israele come “priva di validità giuridica” e che costituisce una “violazione della IV Convenzione di Ginevra” – un’opinione che è stata ripresa dalle Alte Parti Contraenti della Convenzione. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e la Corte Internazionale di Giustizia hanno espresso punti di vista simili. 
Inoltre, naturalmente, l’impatto delle colonie sulla popolazione palestinese è significativo e disastroso, con la conseguenza che, secondo la Croce Rossa, “i contadini palestinesi perdono terreno e reddito”. Le colonie e il regime loro associato “limitano la possibilità [dei palestinesi] di spostarsi liberamente”, affermano le Nazioni Unite, e costituiscono “una grave violazione del divieto di discriminazione” (Amnesty International). 
In secondo luogo, i palestinesi che lavorano nelle colonie – contrariamente all’impressione data dalla propaganda filo-israeliana – è costretta a subire condizioni precarie e avvilenti. Nel 2012, il Controllore dello Stato di Israele ha riferito sulle zone industriali nelle colonie entro la West Bank e , tra le altre cose, ha rilevato “gravi rischi ambientali”, negligenze “nel campo della sicurezza e dell’igiene” che mettono in evidenza un “disprezzo per la vita umana” e “luoghi in reale pericolo per il benessere, la salute e la vita dei lavoratori”. 
Inoltre, il 93% dei lavoratori palestinesi nelle colonie “non ha alcun sindacato o comitato che li rappresenti” e la maggio parte “guadagna meno del salario minimo degli israeliani”. I permessi di lavoro richiedono “l’approvazione del servizio di sicurezza interna di Israele”, e si stima che 1 su 10 lavoratori palestinesi nelle colonie in realtà “lavorano su terre confiscate possedute originariamente dalle loro famiglie o da uno dei parenti”. 
In terzo luogo. Citare i palestinesi che lavorano nelle colonie come un motivo per non prendere di mira l’apartheid israeliano per il boicottaggio, è particolarmente cinico, dato che la popolazione occupata ha limitate opzioni di impiego in un’economia e in una società sotto stress critico a causa della colonizzazione israeliana. Non c’è da sorprendersi che uno studio abbia rinvenuto che l’82 % dei lavoratori palestinesi “ vogliano e abbiano il desiderio di lasciare i loro lavori nelle colonie a patto che sia disponibile una valida alternativa” – alternative che non ci sono a causa dell’occupazione israeliana. 
In realtà, a parte il parallelo con il periodo dell’Apartheid sudafricano, coloro che attaccano il boicottaggio in nome dei “lavoratori Palestinesi” imitano pure quelle compagnie che difendono il lavoro delle aziende che sfruttano i dipendenti sulla base di “Beh, almeno hanno un lavoro!” – Una giustificazione respinta a ragione da attivisti e gruppi dei diritti. 
In quarto luogo, infine, l’appello al BDS viene dai palestinesi stessi – anche da gruppi come Palestinian Agricultural Relief Committees, Palestinian Farmers Association, Palestinian Farmers Union e Union of Agricultural Work Committees. Le voci anti-BDS, dal governo israeliano ai liberali paternalistici, ignorano queste richieste di solidarietà e di boicottaggio – ma, per fortuna, molti altri le ascoltano. 
Ben White è un giornalista freelance, scrittore e attivista, specializzato in Palestina/Israele. Si è laureato alla Cambridge University 
(tradotto da mariano mingarelli)


5  Yossi Sarid : il boicottaggio di tutti prodotti arabi da parte di Ben Gurion (1930) e il boicottaggio dei prodotti delle colonie da parte dei palestinesi

  

A Ehud Barak una volta fu chiesto come si sarebbero comportato se fosse stato un giovane palestinese costretto a vivere tutta la vita sotto occupazione . "Avrei aderito a una organizzazioni terroristica, rispose senza esitare." Barak, of course, got carried away. No decent person would ever agree to be a terrorist, no matter what the reason for his struggle. My worldview would not allow me to kill random passersby whose bad luck it was to be on a bus during an explosion.Ma se io fossi un palestinese, non solo avrei aderito al boicottaggio dei prodotti israeliani provenienti dalle colonie, ma ne sarei stato il promotore. Non è umano che io stesso comperi la lapide che seppellisce le mie speranze di libertà e di indipendenza o costruisca la tomba per la mia terra saccheggiata Questa è ora la bandiera dei leader palestinesi Mahmoud Abbas e Salam Fayyad. All'inizio dello Stato Israeliano Ben-Gurion decise di porre fine alla dipendenza economica dagli arabi e di rafforzare l'economia israeliana . Così lanciò una campagna per l'acquisto "dei prodotti della terra."È così che, negli anni 1930 nacque un'associazione per questo fine:, era considerata una virtù nazionale acquistare solo prodotti agricoli e industriali "ebrei". Giovani e entusiasti volontari visitavano i mercati per controllare, minacciavano i venditori di fracassare le vetrine in quanto traditori se non avessero rispettati "gli ordini". Gli intellettuali ,i filosofi, gli scrittori e poeti si schierarono a favore di questa iniziativa Nel suo libro " ebrei e arabi sotto il mandato britannico," Tom Segev racconta la storia di una fabbrica di sapone che i sionisti volevano aprire . Il funzionario inglese rispose che ne esisteva a Nablus un araba e sarebbe stato il caso di domandarsi che cosa sarebbe successo ad essa con un nuovo concorrente. La pubblicità apparsa su un giornale garantiva la qualità migliore del sapone ebraico privo di miscugli arabiIn his book "One Palestine, Complete: Jews a[Image]nd Arabs Under the British Mandate," Tom Segev includes the story of a soap factory whose Zionist management requested a permit. Ze'ev Jabotinsky would quote from memory remarks by a British official on the subject: Don't forget that there is a flourishing soap factory in Nablus, the official said. If the Jews also set up an enterprise like that, maybe it will be better, and what will happen to the Arab factory? And in this newspaper, an advertisement appeared promising fragrant soap made from pure olive oil that would be free of any Arab mixture, and of better quality than the soap from NablusAll'inizio degli anni 1980, sono stato avvicinato da investitori palestinesi in cerca di aiuto. Volevano creare una fabbrica di sottaceti, ma "alto commissario" israeliano rifiutò di dare loro il permesso. Io non potei fare nullaAnd that reminds me: At the beginning of the 1980s, I was approached by Palestinian investors looking for help. They wanted to set up a factory for sour pickles, but the Israeli "high commissioner" refused to give them a permit. I told them it would be okay, but I was merely boasting - I wasn't able to set free the pickled cucumbers.Ben-Gurion dichiarò un boicottaggio su tutti i beni arabi, i palestinesi hanno dichiarato un boicottaggio solo sui prodotti provenienti dagli insediamenti. I palestinesi hanno ancora molto da imparare da noi, il "Yahud." Israel is still better than the Palestinians at boycotting


Nehemia Shtrasler : il cuore del nostro primo ministro sanguina per l'ingratitudine palestinese e per il loro boicottaggio




Sintesi personale Come possiamo fare affidamento sui palestinesi? Per 43 anni hanno costruito le case dei coloni 'con il sudore della fronte, pavimentato le loro strade e poi all'improvviso, di punto in bianco, un boicottaggio? È questo il modo di comportarsi ? È così che ci ringraziano dopo che li abbiamo educati per tanti anni a diventare i nostri taglialegna e portatori d'acqua?Il primo ministro non comprende questa ingratitudine. Nel corso della riunione di una fazione della Likud di questa settimana, si lamentava amaramente per la decisione dell'Autorità palestinese di boicottare 500 prodotti degli insediamenti e di interrompere il lavoro dei 6.000 persone impegnate a costruire le case dei coloni '."Loro pensano di poter fare tutto ciò che vogliono", il Primo Ministro ha concluso con rabbia mentre il suo cuore sanguinava per la terribile ingiustizia e il mondo intero stava a guardare e non diceva nulla. Come possono fare questo a noi? Dopo tutto, forniamo loro lavoro, un soggiorno, una buona vita, ricchezza e felicità, e loro rispondono con cattivi sentimenti.Non sanno che senza gli arabi non si riesce a costruire? Dopo tutto, il boicottaggio potrebbe costringere i coloni a costruirsi da soli le loro case . Questo è solo un bene per gli indigeni. Ecco perché c'è l'occupazione: fornire nuovi schiavi disposti a lavorare per metà prezzo, proprio come durante l'apartheid.Il Consiglio Yesha dei coloni, ha risposto con parole taglienti al boicottaggio definendolo '"atto ostile".MK Uri Ariel (Unione Nazionale) ha proposto una contro-boicottaggio, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che era "inaccettabile che gli arabi intraprendessero una guerra economica contro di noi".Shraga Brosh, presidente dell'Associazione Produttori, ritiene che sia uno scandalo; questo parere è condiviso dai ministri Avigdor Lieberman e Benjamin Ben-Eliezer. Perché solo a noi è consentito di effettuare una campagna pubblicitaria per acquistare prodotti "blu e bianco." A loro è vietato sviluppare la loro economia in quanto devono sostenere noi, i loro buoni maestri. E 'un fatto che noi vendiamo a loro di tutto: l'eccedenza dai nostri stabilimenti, tutti gli scarti, così come tutte le medicine scadute . Altrimenti come potrebbero ottenere le medicine ? . Sono loro che cuciono le scarpe e producono carbone per le nostre grigliate nel giorno dell' ' Independence Day, perché, dopo tutto, qualsiasi lavoro è rispettabile.Nel corso di tale riunione, Netanyahu ha rivelato un terribile segreto :"i palestinesi hanno cercato di impedirci di essere accettati in sede OCSE." Questo è solo un altro scandalo di una lunga serie, perché se questo complotto fosse riuscito, egli non sarebbe ora in grado di andare a Parigi, in Canada e negli Stati Uniti. Egli non sarebbe in grado di usufruire del costoso letto matrimoniale, degno di un VIP, installato del l' El Al per lui.Netanyahu non capisce perché i palestinesi siano contro la nostra adesione aal' OCSE. Dopo tutto, devono restituirci il favore per i loro alberi di olivo abbattuti e il saccheggio delle loro terre, per le uccisioni,per il coprifuoco, per i posti di blocco e la detenzione amministrativa . Non capiscono che quando ci ci uniremo all' l'OCSE diventeremo ricchi, aumenteremo i loro stipendi, daremo loro pensioni generose, vacanze annuali, il vestiario e le prestazioni sociali? Dopo tutto, ha detto Netanyahu "Israele si sta impegnando per una pace economica, stiamo lavorando per far progredire l'economia palestinese." Che nobiltà!Netanyahu, inoltre, non capisce come possono rifiutarsi di accettare la sua generosa offerta di "pace economica" e continuare a lottare per uno stato indipendente, ma dopo tutto a un arabo servono poche olive . E noi gliene diamo tante. D'altra parte chi può garantire che ci saranno abbastanza olive per loro,una volta indipendenti ?E Netanyahu ha un altro motivo per essere arrabbiato con loro. Ha dichiarato che "inquinano le nostre fonti d'acqua." Dopo tutto, abbiamo investito centinaia di miliardi in Cisgiordania per creare impianti di riciclaggio per acque luride, centinaia di miliardi in più per migliorare l'ambiente nei loro villaggi e città. Basta guardare i frutti dei nostri investimenti nei quartieri arabi di Gerusalemme Est, conosciuti per la qualità della vita, la pulizia, la bellezza, le aule spaziose e la depurazione delle acque : gli impianti che funzionano esattamente come in Svizzera.So how do they dare sidetrack the recycling plants and allow sewage to flow into the nearest wadi, which unfortunately leads the smelly water to "our water sources"? After all, everyone knows that all the water between the Jordan River and the sea is ours.Il punto più alto della nenia amara di Netanyahu sui palestinesi è stato raggiunto quando ha spiegato che "essi stessi saranno danneggiati dal boicottaggio". A quel punto, finalmente mi è stato chiaro che abbiamo a che fare con una persona umana e sensibile del primo ordine. Tutti i suoi sforzi sono guidati dalla preoccupazione per i palestinesi in modo che non siano danneggiati dal boicottaggio. Ed è questo che non gli permette di dormire la notte.Questo spiega anche la ragione per cui ha chiesto ad El Al di installare un letto matrimoniale speciale sul volo per Parigi : per dimenticare le sue preoccupazioni riguardo ai palestinesi per qualche minuto e poter dormire un po .Netanyahu isn't losing sleep over Palestinian strife
                                                           

 


7  Yossi Sarid : Se i coloni sono miei fratelli non ho alcun fratello

    Sintesi personale"


I coloni sono nostri fratelli", il primo ministro Netanyahu ha affermato questa settimana, cercando di farci comprendere la loro santa collera. Ma vorrei chiarire: non sono i miei fratelli. Non ho alcun fratello così, o sorella.E 'difficile essere un Ebreo. Recentemente è stato ancora più difficile, e non perché il mondo intero è contro di noi, ma perché siamo contro il mondo intero. I coloni ci hanno tagliato fuori dal mondo, il mondo si chiede: "is this israel?" Anch'io mi pongo la stessa domanda. Noi non apparteniamo alla stessa famgilia: quando li vedo incendiare campi, abbattere campi di ulivi, colpire i bambini mentre vanno a scuola , picchiare gli ispettori o i soldati, li guardo per assicurarmi che io non sia come loro. Nego qualunque parentela, non faccio parte di loro Quando vedo un Ebreo infierire su un terrorista arabo ferito più e più volte, io sono assolutamente certo che qualsiasi connessione tra di noi è una pura coincidenza,una pura casualità, e da ciò io sono obbligato a staccarmi . Devo salvare la mia immagine umana prima di diventare così . E quando vedo gli arabi espulsi dalle loro case nel quartiere di Gerusalemme Est di Sheikh Jarrah , sono pieno di disgusto Cosa devo fare con queste persone? Fratelli non siamo, ma piuttosto Strangers in the Night. Essi predicano, ma non praticano l'amore per il prossimo dimostrando sempre maggiore disponibilità a commettere crimini di odio . In realtà colui che in ogni occasione afferma che "siamo tutti ebrei", è colui che basa la parentela sui legami di sangue e ignora i valori comuni. Vero, non siamo responsabili per il tipo di sangue che nelle nostre vene . Siamo nati così..Non abbiamo alcun motivo di lamentarci di questo, non abbiamo mai voluto essere altrimenti. E 'bene per noi credere nella nostra non colpa-, ma è amaro essere in compagnia di mascalzoni che giustificano le loro azioni attraverso la teoria della razza.Perché non possiamo separarci da loro prima che la loro eresia faccia crollare la casa sulle nostre teste? La connessione basata su valori e la cultura è una nostra responsabilità, e noi non sempre rinosciamo la gravità della nostra responsabilità. Questo mi obbliga a dire: è meglio avere un vicino vicino o lontano che un fratello molto lontano oltre le colline delle tenebre, e con il quale non ho rapporti. Un legame di sangue non è una condizione o la garanzia di un linguaggio comune per quanto riguarda alcuni valori. E non tutti i nostri connazionali sono alleati , a volte sono mossi dai propri interessi.Shimon Peres si alzi ed esprima le sue opinioni. Che cosa facciamo con lo stato dei ribelli in Cisgiordania, che pone in pericolo l'esistenza di un altro Stato - ?


Yossi Sarid / If settlers are our brothers, I have no brother

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