Comunità ebraiche italiane: Il nostro sdegno vuole risvegliare tutte le forze della società civile”
Italian Jewish leaders criticized Czech police for marking numbers on the arms of more than 200 refugees, saying that it recalled the Holocaust.
News reports that “dozens of refugees were literally branded as if they were cattle at the slaughterhouse, inevitably recalling the darkest period of contemporary history, are just the latest in a series of disturbing events against which the voice of all civil and advanced societies must be firm,” Renzo Gattegna, the president of the Union of Italian Jewish Communities, or UCEI, said in a statement published on the UCEI website.
On Wednesday Czech police were seen in news photographs using felt-tipped pens to mark the hands and arms of refugees, mainly from Syria, taken off a train Tuesday at the Breclav train station near the border crossing with Austria. The images sparked outrage among human rights activists and others.
The practice, said Rome Jewish community president Ruth Dureghello, is “unacceptable.” She added: “It is an image we cannot bear, which recalls to mind the procedure at the entrance of Nazi extermination camps, when millions of men, women and children were marked with a number, like animals, and they were sent to die.”
“It is time that Europe understands that the phenomenon of immigration, while complex, cannot be confronted with methods that are repressive and offensive to human dignity,” Dureghello said.
A Czech police spokesperson said many refugees had no documents and did not speak English or other European languages and were tagged in order to identify them and keep families together.
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JTA Italian Jews criticize Czech police for 'branding' refugees
News reports that “dozens of refugees were literally branded as if they were cattle at the slaughterhouse, inevitably recalling the darkest period of contemporary history, are just the latest in a series of disturbing events against which the voice of all civil and advanced societies must be firm,” Renzo Gattegna, the president of the Union of Italian Jewish Communities, or UCEI, said in a statement published on the UCEI website.
On Wednesday Czech police were seen in news photographs using felt-tipped pens to mark the hands and arms of refugees, mainly from Syria, taken off a train Tuesday at the Breclav train station near the border crossing with Austria. The images sparked outrage among human rights activists and others.
The practice, said Rome Jewish community president Ruth Dureghello, is “unacceptable.” She added: “It is an image we cannot bear, which recalls to mind the procedure at the entrance of Nazi extermination camps, when millions of men, women and children were marked with a number, like animals, and they were sent to die.”
“It is time that Europe understands that the phenomenon of immigration, while complex, cannot be confronted with methods that are repressive and offensive to human dignity,” Dureghello said.
A Czech police spokesperson said many refugees had no documents and did not speak English or other European languages and were tagged in order to identify them and keep families together.
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JTA Italian Jews criticize Czech police for 'branding' refugees
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“Il nostro sdegno vuole risvegliare tutte le forze della società civile”
Di fronte al marchio impresso in territorio europeo a decine di profughi che cercano di mettersi in salvo dalla realtà in fiamme dei loro luoghi d’origine non basta lo sdegno, serve una reazione forte e unitaria. Lo ha affermato il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna commentando le notizie provenienti dalla Repubblica Ceca e annunciando l’intento di sollecitare un’ampia mobilitazione della società civile proprio in occasione della Giornata europea della cultura ebraica che si svolge questa domenica 6 settembre. Il tradizionale appuntamento in cui le sinagoghe e le istituzioni ebraiche aprono le porte a tutta la cittadinanza non a caso pone quest’anno al centro dell’attenzione la necessità di costruire i ponti del dialogo e della solidarietà e di abbattere i muri dell’isolamento e della discriminazione. “I segnali registrati in queste drammatiche ore che ci arrivano dalla Repubblica Ceca – commenta il presidente UCEI – dove decine di profughi sono stati letteralmente marchiati come fossero bestiame al macello, richiamando inevitabilmente il periodo più oscuro della storia contemporanea, sono soltanto l'ultimo di una serie di inquietanti accadimenti contro i quali ferma deve sentirsi la voce di tutte le società civili e progredite. È un fatto gravissimo quello che si registra in queste ore. Come gravissima è l'immagine di un'Europa che appare sempre più fragile e incapace di affrontare le sfide che la investono". “Serve una reazione forte e unitaria - aggiunge Gattegna - ed è necessario che le realtà ebraiche mettano a disposizione di tutti la loro esperienza di amore per la convivenza e per la diversità, di tutela identitaria, di rigoroso rispetto per i diritti civili e le esigenze dei più deboli. Perché il nostro futuro, il futuro dei valori in cui crediamo e in cui ci riconosciamo, mai come adesso è posto a rischio”. “La Storia – conclude Gattegna - ci ha insegnato che l'indifferenza non è una scelta accettabile”. Sullo stesso argomento da registrare anche una presa di posizione della Presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello: “Le informazioni che arrivano dal confine tra l’Austria e la Repubblica Ceca – afferma - sono inaccettabili. Gli agenti stanno segnando con un numero sul braccio tutti i rifugiati. È un’immagine che non possiamo sopportare, che riporta alla mente le procedure d’ingresso ai campi di sterminio nazisti, quando milioni di uomini, donne e bambini venivano marchiati con un numero, come animali, per poi essere mandati a morire. Dopo 70 anni da quell’orrore non possiamo restare indifferenti di fronte a una procedura disumana e chi rimarrà in silenzio rischierà di essere complice di questi fatti. È ora che l’Europa capisca che il fenomeno dell’immigrazione, seppur complesso, non può essere affrontato con metodi repressivi e offensivi della dignità umana. L’accoglienza prima e l’integrazione dopo sono le politiche su cui i governi devono lavorare. Se continueremo ad assistere indifferenti a scene come quelle di oggi allora l’anima dell’Europa nata dalle ceneri di Auschwitz sarà svuotata di ogni suo valore fondamentale”. (Nella foto: fiori in memoria dei 71 migranti abbandonati e trovati morti negli scorsi giorni in un automezzo lungo l'autostrada Vienna-Bratislava)
L’emergenza profughi e i ponti del dialogo
La ferma reazione degli ebrei italiani davanti al dramma dei migranti apre oggi le pagine dei più importanti quotidiani. “I segnali registrati in queste drammatiche ore che ci arrivano dalla Repubblica Ceca dove decine di profughi sono stati letteralmente marchiati come fossero bestiame al macello, richiamando inevitabilmente il periodo più oscuro della storia contemporanea, sono soltanto l’ultimo di una serie di inquietanti accadimenti contro i quali ferma deve sentirsi la voce di tutte le società civili e progredite”, afferma il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, le cui parole sono riportate con evidenza da tutta la stampa che conta. Da Repubblica alla Stampa. Dal Corriere al Messaggero ad Avvenire. Il presidente dell’Unione annuncia inoltre l’intento di sollecitare un’ampia mobilitazione della società civile in occasione della prossima Giornata europea della cultura ebraica (domenica 6 settembre). Il tradizionale appuntamento di settembre in cui le sinagoghe e le istituzioni ebraiche aprono le porte a tutta la cittadinanza non a caso, viene sottolineato, “pone quest’anno al centro dell’attenzione la necessità di costruire i ponti del dialogo e della solidarietà e di abbattere i muri dell’isolamento e della discriminazione”. Grande spazio alle sue parole anche sui telegiornali e sui principali contenitori di informazione audio-visivi. Da Rainews al Tg5, da SkyTg24 a Radio Rai1. Sul Tg3 un’ampia intervista realizzata da Francesca Sancin.
Alcuni quotidiani, tra cui Corriere, Messaggero e Avvenire, riportano anche l’intervento della presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello. “Le informazioni che arrivano dal confine tra l’Austria e la Repubblica Ceca – dichiara – sono inaccettabili. Gli agenti stanno segnando con un numero sul braccio tutti i rifugiati. È un’immagine che non possiamo sopportare, che riporta alla mente le procedure d’ingresso ai campi di sterminio nazisti, quando milioni di uomini, donne e bambini venivano marchiati con un numero, come animali, per poi essere mandati a morire”.
Il Testimone della Shoah Piero Terracina, interpellato da Repubblica, giudica l’accaduto “un’orribile parodia di quello che è stato fatto ai prigionieri durante il nazismo”. E poi aggiunge: “Stavolta il ‘marchio’ dei migranti non è indelebile: basterà un po’ di acqua per cancellare quei numeri. I poliziotti cechi hanno comunque compiuto un gesto terribile, ma che del nazismo ha solo il sapore, non l’anima cattiva”.
a.s twitter @asmulevichmoked
(3 settembre 2015)


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