Sassuolo, da tutta Italia per l'addio alle due sorelle annegate




 
 
 
 
Italiani e marocchini insieme hanno pregato per Hajar a Kadija Louahbi: «Siamo un’unica famiglia»
m.gazzettadimodena.gelocal.it



SASSUOLO. Tantissime persone provenienti da diverse città d’Italia si sono riunite ieri nel tardo pomeriggio all’esterno delle camere ardenti dell’ospedale di Sassuolo, in un momento di preghiera per Hajar a Kadija Louahbi.
Dopo il lavaggio dei corpi, avvenuto in privato nel primo pomeriggio, si è svolta una preghiera collettiva in arabo guidata dall’Imam, accompagnato da un traduttore. Nella religione islamica la preghiera del defunto si chiama “al janeza” e viene recitata in piedi.
È composta da quattro “takbirat”, che consistono nel portare le mani vicino al capo, con i palmi aperte e rivolte in avanti, mentre si pronuncia la frase “Allah akbar”, che significa “Iddio è il più grande”, intervallati da diverse preghiere. Alla fine del rito religioso si volta il capo a destra e a sinistra e si pronuncia il saluto finale “As-Salamu ‘alaykum wa rahmatu-Llah”, che vuol dire “il saluto e la misericordia di Dio siano su di voi”.
Una volta terminata la preghiera è stato il momento degli interventi. «Le mie sorelle sono in un altro mondo ora – ha detto Kawtar, la maggiore delle figlie Louahbi – un mondo migliore in cui anche noi, prima o poi, dovremo andare. Sono sempre state brave ragazze e ringrazio di cuore tutti voi, che siete venuti qui e continuate a sostenerci. Spesso mi dicono che vorrebbero poter fare di più, ma ci aiutate già tantissimo».
Anche il sindaco Claudio Pistoni, affiancato da don Giovanni Rossi, parroco dell’unità pastorale del centro, ha voluto dire alcune parole.
«È una grande perdita per tutta la città – ha affermato – ma ringrazio tutti voi cittadini per essere venuti qui oggi, a dare sostegno a questa famiglia, vittima di una terribile tragedia. Ai genitori e alle sorelle porgo nuovamente le mie condoglianze e quelle di tutta l’amministrazione».
«Siamo un’unica famiglia – ha detto in conclusione il presidente della comunità islamica italiana – dobbiamo ricordare che la morte è solo una passaggio che ci distacca dalla vita terrena per portarci alla vita vera».
Camilla Loglisci

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Eva Illouz Olocausto, militarismo e consigli di Machiavelli: come la paura ha preso il sopravvento su Israele