Giusto Catania : oggi è una giornata triste
Oggi è una giornata triste. Da oltre quindici anni assisto a sbarchi di migranti. Ho visitato, per centinaia di volte, centri di detenzione per migranti in tutta Europa; ho visto la disperazione e la morte negli occhi dei "dannati della terra".
Ma non mi sono ancora assuefatto.
Oggi al porto di Palermo ho visto neonati portati a terra dagli operatori sanitari; centinaia di disperati a piedi scalzi che hanno baciato l'asfalto bollente della banchina; lo sguardo speranzoso di chi ha incontrato la morte ma ha salvato la vita; lo sguardo attonito di chi ha incontrato la morte sulla pelle dei propri familiari.
Ho visto la disperazione di chi ha riconosciuto la propria figlia tra i morti della nave; ho visto la disperazione di chi non ha riconosciuto né trovato la propria figlia tra i cadaveri distesi sul ponte della nave.
Ho visto le ventitré pesantissime bare trasportate da uomini muscolosi che, avvezzi al trasposto funebre, resistevano alla fatica e alla canicola.
Ho visto le tre leggerissime bare di neonati trasportate da uomini muscolosi che, malgrado fossero avvezzi al trasporto funebre, erano distrutti dallo strazio.
Ho pianto e trattenuto il pianto; ho deposto i fiori sulle bare di legno, insieme al sindaco della mia città che, unico nel panorama nazionale, urla a quattro venti che bisogna abolire il permesso di soggiorno.
Ho visto la solidarietà delle associazioni; la presenza delle istituzioni cittadine; l'impegno di medici, mediatori, volontari; il lavoro dei servizi sociali, dell'ufficio cimiteri, dei dipendenti dell'impresa funebre.
Dovevate essere a Palermo, uomini e donne che governate l'Europa. Dovevate essere qui per comprendere il dramma prodotto dal vostro egoismo finanziario che governa l'Europa.
Dovevate essere a Palermo, oggi. Dovevate essere qui per comprendere l'entità di un genocidio che ogni giorno aumenta il numero delle vittime innocenti.
Dovevate essere qui per capire l'assurdità delle vostre barbare leggi, quelle che impediscono ad uomini e donne di muoversi liberamente per il mondo, quelle che fanno arricchire i mercanti di vite umane, quelle che stanno determinando la carneficina nel Mediterraneo.
Dovevate essere qui almeno per deporre un fiore sulla bara di quella bambina che, per colpa vostra, sarà l'ennesimo tributo all'utopia reazionaria che pretende la protezione delle frontiere, l'anonimo sacrificio alla vostra pulsione securitaria.
Dovevate essere qui e non c'eravate. Non ci siete mai.
Noi, invece, continuiamo ad esserci e non ci siamo ancora assuefatti perché, contrariamente a voi che governate l'Europa, siamo rimasti umani.
Giusto Catania
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