Ali Abunima : Israele e Hamas stanno davvero parlando di porre fine all’assedio di Gaza?
19 agosto 2015
Israele e l’organizzazione di resistenza palestinese Hamas, potrebbero essere vicini a una tregua a lungo termine per Gaza, ha detto un consigliere del Primo Ministro turco Ahmet Davutoğlu.
Sebbene voci su un tale accordo fossero apparse dai mesi sui media, i commenti del funzionario forse gli danno un po’più di peso.
In un’intervista a Alresalah, un giornale con base a Gaza e vicino ad Hamas, Yasin Aktayha detto anche che Israele e la Turchia stavano avvicinandosi a un accordo sull’attacco alla Mavi Marmara.
L’assalto di Israele del 10 maggio 2010 a questa nave che faceva parte della flottiglia diretta a Gaza, uccise 9 cittadini turchi e un adolescente turco con cittadinanza statunitense, danneggiando malamente le relazioni tra i due paesi.
Il funzionario turco ha detto che c’era stato un progresso significativo verso una tregua a lungo termine che metterebbe fine al blocco israeliano a Gaza che dura da 8 anni.
Aktay, vice presidente del partito turco al di governo, AK, ha detto che la recente visita del leader di Hamas, Khaled Meshaal ad Ankara, era in relazione con quel tentativo.
Finora non c’è stato alcun progresso visibile progresso circa la tregua a lungo termine che si supponeva si sarebbe discussa entro poche settimane dal cessate il fuoco del 26 agosto 2014 che pose fine all’assalto di 51 giorni a Gaza.
Più di 2.200 palestinesi, compresi 551 bambini, furono uccisi a Gaza l’estate scorsa e più di 100.000 persone hanno ancora necessità di un rifugio permanente dato che fin da allora dato che non c’è stata ricostruzione.
Collegamento marittimo
“I discorsi sulla “Mavi Martmara” si stanno facendo in un modo legato e intrecciato con i colloqui di Hamas sulla tregua,” ha detto Aktay ad Alresalah, aggiungendo che
L’assedio di Gaza era diventato un “problema turco.”
Nel settembre 2011, la Turchia aveva imposto sanzioni senza precedenti a Israele, riducendo i legami diplomatici e militari per l’attacco alla Mavi Marmara.
La Turchia aveva richiesto delle scuse da Israele, il risarcimento per le vittime e la fine del blocco di Gaza.
Aktay ha detto che la Turchia aveva promesso di costruire un porto marittimo e di ricostruire l’aeroporto di Gaza se si raggiungerà un accordo.
Ha anche detto che c’erano stati dei colloqui tra la Turchia e il governo di Cipro per la creazione di un corridoio marittimo a Gaza attraverso Cipro.
Un documento preliminare che propone questo collegamento è stato pubblicato l’anno scorso dall’organizzazione per i diritti umani Euromid che ha sede a Gaza.
Aktay, però, ha riconosciuto che ci sono stati ostacoli importanti: “Ogni volta che raggiungiamo uno stadio avanzato nei negoziati per la Mavi Marmara, Israele attacca di nuovo Gaza e le cose si azzerano di nuovo.”
Aktay ha aggiunto che il miglioramento dei legami della Turchia con Israele avrebbero bisogno dell’eliminazione della sofferenza dei palestinesi a Gaza.
Dubbia smentita di Israele
Con una strano cambiamento, il Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair, che è stato di recente incoraggiato a lasciare l’incarico come inviato del Quartetto per la Pace in Medio Oriente, ha assunto un ruolo di mediatore.
Blair si incontrato con il leader di Hamas, Khale Meshaal, a Doha, capitale del Qatar, all’inizio di questo mese, per la seconda volta fin da giugno.
Blair è stato criticato a lungo dai palestinesi per le sue inflessibili posizioni a favore di Israele.
L’ufficio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha categoricamente negato il suo coinvolgimento in qualsiasi negoziato di questo genere.
“Israele chiarisce ufficialmente che non c’è stato alcun incontro con Hamas,” ha detto il primo ministro in una dichiarazione. “Non direttamente, non attraverso un altro paese e non per mezzo di intermediari.”
“La smentita pubblicata dall’ufficio del primo ministro non è falsa,” ha notato un rapporto sul quotidiano israeliano Haaretz. Tuttavia, da conversazioni con molti personaggi israeliani – coloro che hanno funzioni ufficiali e quelli senza, ma coinvolti nel problema – emerge che il quadro è più complesso.”
“Israele non sta facendo trattative per un cessate il fuoco con Hamas, ma sta certamente verificando la fattibilità della faccenda,” una fonte israeliana ha detto ad Haaretz.
Il giornale ha anche rivelato che mentre Blair non è ufficialmente considerato un intermediario da Israele, i suoi sforzi hanno ricevuto la benedizione di Netanyahu.
“Importanti funzionari israeliani e personaggi non ufficiali di Israele coinvolti nel problema, hanno detto che Blair finora non ha compiuto alcun progresso significativo nei due incontri con Meshaal,” ha riferito Haaretz.
L’Autorità Palestinese nel panico
Nel frattempo, l’Autorità Palestinese con base a Ramallah, sembra stia affrontando i rapporti dei tentativi di una tregua con panico crescente.
Un portavoce di Fatah, la fazione politica guidata dal leader dell’AP, Mahmoud Abbas, ha accusato Hamas di voler istituire il suo proprio stato a Gaza.
Ahmad Assaf ha detto che qualsiasi accordo che segua le linee citate nei rapporti dei media, violerebbe il “consenso nazionale palestinese.”
Ahamad Majdalawi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina dominata da Fatah, ha denunciato i colloqui di cui si riferito come una “cospirazione intesa a instaurare “un’altra entità gestita dalla Fratellanza Musulmana” nella regione.
Abbas che è alleato militarmente con Israele, forse ha paura che quell’accordo potrebbe rendere meno rilevante il suo ruolo di principale “gendarme” palestinese dell’occupazione israeliana.
In marzo Abbas ha chiesto un intervento militare arabo per spodestare Hamas a Gaza.
I documenti dell’AP fatti trapelare ad Al Jazeera nel 2011 mostravano che i funzionari di Fatah e dell’AP avevano appoggiato l’assedio israeliano di Gaza fino dai primissimi giorni, sperando che avrebbe generato uno scontento popolare contro Hamas.
Abolire l’assedio e creare un miglioramento nella vita della popolazione di Gaza potrebbe promuovere la reputazione di Israele e ridurre anche ulteriormente le possibilità di Abbas di ristabilire nella regione il suo governo appoggiato da Israele.
Hamas si mobilita
In un discorso pronunciato lunedì, Ismail Haniyeh, il massimo leader di Hamas a Gaza, non ha preso in considerazione gli attacchi dell’AP, dicendo che Hamas non accetterebbe mai uno stato limitato a Gaza.
Haniyeh e altri importanti capi di Hamad di Gaza si stanno preparando ad andare al Cairo nei prossimi giorni per avere dei colloqui con i militari e l’intelligence egiziani.
Un accordo egiziano sarebbe necessario per qualsiasi piano che implicasse una fine della chiusura del valico di Rafah, attualmente l’unico collegamento con il mondo esterno per la vasta maggioranza dei palestinesi a Gaza.
Il quotidiano Al-Quds Al-Arabi ha riferito che Haniyeh ha richiesto il permesso di continuare a viaggiare facendo un giro internazionale “le cui tappe più importanti saranno il Qatar e la Turchia per discutere le idee di recente presentate da [Blair] nel suo incontro con [Meshaal].”
I capi di Hamas a Gaza questa settimana si sono anche incontrati con le loro controparti della Jijhad Islamica, che si dice siano sostenitori della spinta ai colloqui di pace.
La distanza da queste confuse manovre, da una parte, e una fine della situazione catastrofica sul terreno per 1,8 milioni di abitanti di Gaza, dall’altra, sembra ancora enorme.
Nella foto: Ali Abunimah
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://zcomm.org/znet/article/are-israel-and-hamas-really-talking-about-ending-gaza-siege
Originale: Electronic Intifada
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0
Israele e l’organizzazione di resistenza palestinese Hamas, potrebbero essere vicini a una tregua a lungo termine per Gaza, ha detto un consigliere del Primo Ministro turco Ahmet Davutoğlu.
Sebbene voci su un tale accordo fossero apparse dai mesi sui media, i commenti del funzionario forse gli danno un po’più di peso.
In un’intervista a Alresalah, un giornale con base a Gaza e vicino ad Hamas, Yasin Aktayha detto anche che Israele e la Turchia stavano avvicinandosi a un accordo sull’attacco alla Mavi Marmara.
L’assalto di Israele del 10 maggio 2010 a questa nave che faceva parte della flottiglia diretta a Gaza, uccise 9 cittadini turchi e un adolescente turco con cittadinanza statunitense, danneggiando malamente le relazioni tra i due paesi.
Il funzionario turco ha detto che c’era stato un progresso significativo verso una tregua a lungo termine che metterebbe fine al blocco israeliano a Gaza che dura da 8 anni.
Aktay, vice presidente del partito turco al di governo, AK, ha detto che la recente visita del leader di Hamas, Khaled Meshaal ad Ankara, era in relazione con quel tentativo.
Finora non c’è stato alcun progresso visibile progresso circa la tregua a lungo termine che si supponeva si sarebbe discussa entro poche settimane dal cessate il fuoco del 26 agosto 2014 che pose fine all’assalto di 51 giorni a Gaza.
Più di 2.200 palestinesi, compresi 551 bambini, furono uccisi a Gaza l’estate scorsa e più di 100.000 persone hanno ancora necessità di un rifugio permanente dato che fin da allora dato che non c’è stata ricostruzione.
Collegamento marittimo
“I discorsi sulla “Mavi Martmara” si stanno facendo in un modo legato e intrecciato con i colloqui di Hamas sulla tregua,” ha detto Aktay ad Alresalah, aggiungendo che
L’assedio di Gaza era diventato un “problema turco.”
Nel settembre 2011, la Turchia aveva imposto sanzioni senza precedenti a Israele, riducendo i legami diplomatici e militari per l’attacco alla Mavi Marmara.
La Turchia aveva richiesto delle scuse da Israele, il risarcimento per le vittime e la fine del blocco di Gaza.
Aktay ha detto che la Turchia aveva promesso di costruire un porto marittimo e di ricostruire l’aeroporto di Gaza se si raggiungerà un accordo.
Ha anche detto che c’erano stati dei colloqui tra la Turchia e il governo di Cipro per la creazione di un corridoio marittimo a Gaza attraverso Cipro.
Un documento preliminare che propone questo collegamento è stato pubblicato l’anno scorso dall’organizzazione per i diritti umani Euromid che ha sede a Gaza.
Aktay, però, ha riconosciuto che ci sono stati ostacoli importanti: “Ogni volta che raggiungiamo uno stadio avanzato nei negoziati per la Mavi Marmara, Israele attacca di nuovo Gaza e le cose si azzerano di nuovo.”
Aktay ha aggiunto che il miglioramento dei legami della Turchia con Israele avrebbero bisogno dell’eliminazione della sofferenza dei palestinesi a Gaza.
Dubbia smentita di Israele
Con una strano cambiamento, il Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair, che è stato di recente incoraggiato a lasciare l’incarico come inviato del Quartetto per la Pace in Medio Oriente, ha assunto un ruolo di mediatore.
Blair si incontrato con il leader di Hamas, Khale Meshaal, a Doha, capitale del Qatar, all’inizio di questo mese, per la seconda volta fin da giugno.
Blair è stato criticato a lungo dai palestinesi per le sue inflessibili posizioni a favore di Israele.
L’ufficio del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha categoricamente negato il suo coinvolgimento in qualsiasi negoziato di questo genere.
“Israele chiarisce ufficialmente che non c’è stato alcun incontro con Hamas,” ha detto il primo ministro in una dichiarazione. “Non direttamente, non attraverso un altro paese e non per mezzo di intermediari.”
“La smentita pubblicata dall’ufficio del primo ministro non è falsa,” ha notato un rapporto sul quotidiano israeliano Haaretz. Tuttavia, da conversazioni con molti personaggi israeliani – coloro che hanno funzioni ufficiali e quelli senza, ma coinvolti nel problema – emerge che il quadro è più complesso.”
“Israele non sta facendo trattative per un cessate il fuoco con Hamas, ma sta certamente verificando la fattibilità della faccenda,” una fonte israeliana ha detto ad Haaretz.
Il giornale ha anche rivelato che mentre Blair non è ufficialmente considerato un intermediario da Israele, i suoi sforzi hanno ricevuto la benedizione di Netanyahu.
“Importanti funzionari israeliani e personaggi non ufficiali di Israele coinvolti nel problema, hanno detto che Blair finora non ha compiuto alcun progresso significativo nei due incontri con Meshaal,” ha riferito Haaretz.
L’Autorità Palestinese nel panico
Nel frattempo, l’Autorità Palestinese con base a Ramallah, sembra stia affrontando i rapporti dei tentativi di una tregua con panico crescente.
Un portavoce di Fatah, la fazione politica guidata dal leader dell’AP, Mahmoud Abbas, ha accusato Hamas di voler istituire il suo proprio stato a Gaza.
Ahmad Assaf ha detto che qualsiasi accordo che segua le linee citate nei rapporti dei media, violerebbe il “consenso nazionale palestinese.”
Ahamad Majdalawi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina dominata da Fatah, ha denunciato i colloqui di cui si riferito come una “cospirazione intesa a instaurare “un’altra entità gestita dalla Fratellanza Musulmana” nella regione.
Abbas che è alleato militarmente con Israele, forse ha paura che quell’accordo potrebbe rendere meno rilevante il suo ruolo di principale “gendarme” palestinese dell’occupazione israeliana.
In marzo Abbas ha chiesto un intervento militare arabo per spodestare Hamas a Gaza.
I documenti dell’AP fatti trapelare ad Al Jazeera nel 2011 mostravano che i funzionari di Fatah e dell’AP avevano appoggiato l’assedio israeliano di Gaza fino dai primissimi giorni, sperando che avrebbe generato uno scontento popolare contro Hamas.
Abolire l’assedio e creare un miglioramento nella vita della popolazione di Gaza potrebbe promuovere la reputazione di Israele e ridurre anche ulteriormente le possibilità di Abbas di ristabilire nella regione il suo governo appoggiato da Israele.
Hamas si mobilita
In un discorso pronunciato lunedì, Ismail Haniyeh, il massimo leader di Hamas a Gaza, non ha preso in considerazione gli attacchi dell’AP, dicendo che Hamas non accetterebbe mai uno stato limitato a Gaza.
Haniyeh e altri importanti capi di Hamad di Gaza si stanno preparando ad andare al Cairo nei prossimi giorni per avere dei colloqui con i militari e l’intelligence egiziani.
Un accordo egiziano sarebbe necessario per qualsiasi piano che implicasse una fine della chiusura del valico di Rafah, attualmente l’unico collegamento con il mondo esterno per la vasta maggioranza dei palestinesi a Gaza.
Il quotidiano Al-Quds Al-Arabi ha riferito che Haniyeh ha richiesto il permesso di continuare a viaggiare facendo un giro internazionale “le cui tappe più importanti saranno il Qatar e la Turchia per discutere le idee di recente presentate da [Blair] nel suo incontro con [Meshaal].”
I capi di Hamas a Gaza questa settimana si sono anche incontrati con le loro controparti della Jijhad Islamica, che si dice siano sostenitori della spinta ai colloqui di pace.
La distanza da queste confuse manovre, da una parte, e una fine della situazione catastrofica sul terreno per 1,8 milioni di abitanti di Gaza, dall’altra, sembra ancora enorme.
Nella foto: Ali Abunimah
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://zcomm.org/znet/article/are-israel-and-hamas-really-talking-about-ending-gaza-siege
Originale: Electronic Intifada
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0
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