Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati : mese di meggio- giugno
Rapporti ONU OCHA vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica;
contengono informazioni,
corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la
protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono
scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina:
http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1
Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°124), basato su un riassunto del Rapporto.
Un 23enne palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane mentre il suo veicolo si avvicinava al checkpoint di Hamra (Nablus), che controlla gli spostamenti dei palestinesi verso e dalla Valle del Giordano. Secondo l’esercito israeliano, l’uomo, prima di essere colpito, aveva aperto il fuoco contro il checkpoint. A seguito dell’episodio, le forze israeliane hanno effettuato una operazione di ricerca in Al ‘Auja (Jericho), dove l’uomo viveva, innescando scontri con i residenti, durante i quali un ragazzo di 17 anni è stato ferito con arma da fuoco.
Quattro coloni israeliani sono stati feriti con arma da fuoco mentre viaggiavano su una strada nei pressi di un insediamento avamposto [illegale per la legge israeliana] nella zona di Nablus; secondo quanto riferito i colpi sono stati sparati da un veicolo con targa palestinese; uno dei feriti è morto il giorno seguente. Questo è il secondo civile israeliano ucciso in Cisgiordania nel mese di giugno. In un altro episodio, una donna palestinese ha accoltellato e ferito un poliziotto di frontiera israeliano in servizio presso il checkpoint di Gilo, che controlla l’accesso palestinese a Gerusalemme Est dal sud della Cisgiordania; la donna palestinese è stata arrestata. Inoltre, secondo i media israeliani, sono stati registrati tre episodi di danneggiamento a proprietà israeliane, compreso quello di un’ambulanza israeliana colpita da diversi proiettili, nei pressi dell’insediamento di Bet El.
Le forze israeliane hanno ferito nove palestinesi, tra cui due minori, in più episodi verificatisi in Cisgiordania. I ferimenti sono avvenuti durante scontri, tra cui il lancio di pietre contro forze israeliane posizionate all’ingresso nord della città Ar Ram (Gerusalemme); durante le manifestazioni settimanali contro la chiusura di uno dei principali accessi al villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya) e contro la Barriera a Ni’lin (Ramallah); e durante operazioni di ricerca-arresto nel Campo Profughi di Askar (Nablus) e di Al ‘Auja (vedere il primo paragrafo).
Nella Striscia di Gaza, in almeno otto occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra ed in mare, e, in un caso, hanno sparato un missile contro un uliveto, a Beit Hanoun, senza provocare vittime. Sono stati segnalati danni a diverse imbarcazioni e a colture, incendiate dagli spari.
Membri di un gruppo armato di Gaza hanno lanciato un razzo verso Israele; il razzo è atterrato in uno spazio aperto, senza causare né feriti né danni.
Sono stati registrati cinque attacchi di coloni israeliani con lesioni a palestinesi o danni alle loro proprietà, tra cui l’aggressione fisica di due palestinesi, in Gerusalemme Est ed Hebron; l’incendio doloso di 2 ettari di terreno, presso il villaggio di Tayba (Ramallah); e danni ad un veicolo causati dal lancio di pietre, vicino a Majdal Bani Fadil (Jericho).
Cinque Comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano sono state temporaneamente sfollate dalle loro case, per sei ore, per far posto ad una esercitazione militare israeliana. Circa 60 ettari di terra in queste zone hanno preso fuoco a causa delle esercitazioni. Le comunità sono localizzate in aree designate dalle autorità israeliane come “zone per esercitazioni a fuoco”; tali zone coprono circa il 18% della Cisgiordania. Dal 2012, lo sfollamento con questa motivazione è diventato sistematico, minando la sussistenza e le condizioni di vita dei residenti interessati.
Nel secondo venerdì di Ramadan, circa 120.000 palestinesi provenienti da altre parti della Cisgiordania sono entrati a Gerusalemme Est attraverso quattro punti di controllo specifici lungo la Barriera, rispetto a circa 9.900 nel 2014, e circa 138.000 nel 2013.
In seguito ai numerosi recenti attacchi individuali compiuti da palestinesi, le autorità israeliane hanno annullato alcune delle misure di allentamento attuate in occasione del Ramadan. In questa settimana, le autorità hanno revocato tutti i permessi rilasciati ad alcune centinaia di palestinesi della Striscia di Gaza per accedere a Gerusalemme Est per la preghiera del venerdì ed hanno annunciato una stretta sui criteri di età in base ai quali ai palestinesi della Cisgiordania era stato consentito di accedere a Gerusalemme Est senza un permesso specifico. Come preannunciato, ai residenti di Sa’ir (Hebron), dove abitava l’autore di un attacco effettuato nella scorsa settimana, sono stati annullati i permessi per l’accesso a Gerusalemme Est.
Forze navali israeliane hanno intercettato una barca di attivisti che tentava di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione. La barca è stata trascinata verso la costa israeliana. Non sono stati segnalati scontri violenti.
Il valico di Rafah è stato aperto tra il 23 e il 25 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.156 palestinesi, per lo più pazienti e studenti, di uscire dalla Striscia di Gaza ed a 408 di entrarvi. Questo porta a 25 il numero di giorni in cui il valico è stato parzialmente aperto da quando – il 24 ottobre 2014 – venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai. Nel 2015, a tutt’oggi, 7.504 palestinesi sono usciti da Gaza tramite il valico di Rafah, rispetto ai 18.225 usciti durante la prima metà del 2014.
Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°124), basato su un riassunto del Rapporto.
Un 23enne palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane mentre il suo veicolo si avvicinava al checkpoint di Hamra (Nablus), che controlla gli spostamenti dei palestinesi verso e dalla Valle del Giordano. Secondo l’esercito israeliano, l’uomo, prima di essere colpito, aveva aperto il fuoco contro il checkpoint. A seguito dell’episodio, le forze israeliane hanno effettuato una operazione di ricerca in Al ‘Auja (Jericho), dove l’uomo viveva, innescando scontri con i residenti, durante i quali un ragazzo di 17 anni è stato ferito con arma da fuoco.
Quattro coloni israeliani sono stati feriti con arma da fuoco mentre viaggiavano su una strada nei pressi di un insediamento avamposto [illegale per la legge israeliana] nella zona di Nablus; secondo quanto riferito i colpi sono stati sparati da un veicolo con targa palestinese; uno dei feriti è morto il giorno seguente. Questo è il secondo civile israeliano ucciso in Cisgiordania nel mese di giugno. In un altro episodio, una donna palestinese ha accoltellato e ferito un poliziotto di frontiera israeliano in servizio presso il checkpoint di Gilo, che controlla l’accesso palestinese a Gerusalemme Est dal sud della Cisgiordania; la donna palestinese è stata arrestata. Inoltre, secondo i media israeliani, sono stati registrati tre episodi di danneggiamento a proprietà israeliane, compreso quello di un’ambulanza israeliana colpita da diversi proiettili, nei pressi dell’insediamento di Bet El.
Le forze israeliane hanno ferito nove palestinesi, tra cui due minori, in più episodi verificatisi in Cisgiordania. I ferimenti sono avvenuti durante scontri, tra cui il lancio di pietre contro forze israeliane posizionate all’ingresso nord della città Ar Ram (Gerusalemme); durante le manifestazioni settimanali contro la chiusura di uno dei principali accessi al villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya) e contro la Barriera a Ni’lin (Ramallah); e durante operazioni di ricerca-arresto nel Campo Profughi di Askar (Nablus) e di Al ‘Auja (vedere il primo paragrafo).
Nella Striscia di Gaza, in almeno otto occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra ed in mare, e, in un caso, hanno sparato un missile contro un uliveto, a Beit Hanoun, senza provocare vittime. Sono stati segnalati danni a diverse imbarcazioni e a colture, incendiate dagli spari.
Membri di un gruppo armato di Gaza hanno lanciato un razzo verso Israele; il razzo è atterrato in uno spazio aperto, senza causare né feriti né danni.
Sono stati registrati cinque attacchi di coloni israeliani con lesioni a palestinesi o danni alle loro proprietà, tra cui l’aggressione fisica di due palestinesi, in Gerusalemme Est ed Hebron; l’incendio doloso di 2 ettari di terreno, presso il villaggio di Tayba (Ramallah); e danni ad un veicolo causati dal lancio di pietre, vicino a Majdal Bani Fadil (Jericho).
Cinque Comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano sono state temporaneamente sfollate dalle loro case, per sei ore, per far posto ad una esercitazione militare israeliana. Circa 60 ettari di terra in queste zone hanno preso fuoco a causa delle esercitazioni. Le comunità sono localizzate in aree designate dalle autorità israeliane come “zone per esercitazioni a fuoco”; tali zone coprono circa il 18% della Cisgiordania. Dal 2012, lo sfollamento con questa motivazione è diventato sistematico, minando la sussistenza e le condizioni di vita dei residenti interessati.
Nel secondo venerdì di Ramadan, circa 120.000 palestinesi provenienti da altre parti della Cisgiordania sono entrati a Gerusalemme Est attraverso quattro punti di controllo specifici lungo la Barriera, rispetto a circa 9.900 nel 2014, e circa 138.000 nel 2013.
In seguito ai numerosi recenti attacchi individuali compiuti da palestinesi, le autorità israeliane hanno annullato alcune delle misure di allentamento attuate in occasione del Ramadan. In questa settimana, le autorità hanno revocato tutti i permessi rilasciati ad alcune centinaia di palestinesi della Striscia di Gaza per accedere a Gerusalemme Est per la preghiera del venerdì ed hanno annunciato una stretta sui criteri di età in base ai quali ai palestinesi della Cisgiordania era stato consentito di accedere a Gerusalemme Est senza un permesso specifico. Come preannunciato, ai residenti di Sa’ir (Hebron), dove abitava l’autore di un attacco effettuato nella scorsa settimana, sono stati annullati i permessi per l’accesso a Gerusalemme Est.
Forze navali israeliane hanno intercettato una barca di attivisti che tentava di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari alla popolazione. La barca è stata trascinata verso la costa israeliana. Non sono stati segnalati scontri violenti.
Il valico di Rafah è stato aperto tra il 23 e il 25 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.156 palestinesi, per lo più pazienti e studenti, di uscire dalla Striscia di Gaza ed a 408 di entrarvi. Questo porta a 25 il numero di giorni in cui il valico è stato parzialmente aperto da quando – il 24 ottobre 2014 – venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai. Nel 2015, a tutt’oggi, 7.504 palestinesi sono usciti da Gaza tramite il valico di Rafah, rispetto ai 18.225 usciti durante la prima metà del 2014.
Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 9-15 giugno 2015
Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati settimanalmente in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informazioni,
corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la
protezione dei civili nei territori palestinesi occupati Sono
scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina:
http://www.ochaopt.org/reports.aspx?id=104&page=1
Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°122), basato su un riassunto del Rapporto.
Le forze israeliane, in due separati episodi avvenuti in Cisgiordania, hanno ucciso due palestinesi. Le vittime sono un giovane di 23 anni, ucciso durante una operazione di ricerca- arresto nel Campo Profughi di Jenin, ed un 22enne, colpito e successivamente investito da una jeep militare durante gli scontri nel villaggio di Kafr Malik (Ramallah). Secondo i media israeliani, entrambi gli uomini sono stati uccisi mentre erano in procinto di lanciare bottiglie incendiarie. Per il secondo dei due, fonti palestinesi riferiscono che le forze israeliane hanno negato, per almeno un’ora, l’intervento del personale medico in favore della vittima.
Quindici i palestinesi feriti dalle forze israeliane in tutti i Territori Occupati, tra essi 3 minori. Tutti i ferimenti, tranne uno, si sono verificato in Cisgiordania, nel contesto di scontri: soprattutto nel corso della manifestazione settimanale contro la chiusura di uno dei principali accessi al villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya) e di due operazioni di ricerca-arresto nei Governatorati di Jenin e Ramallah.
Nella Striscia di Gaza, un disabile mentale 18enne è stato ferito mentre tentava di scalare la recinzione; in almeno 12 altre occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco verso civili presenti in Aree ad Accesso Riservato (ARA) di terra e di mare; non sono stati segnalati feriti.
98 palestinesi arrestati dalle forze israeliane, tra cui 81 in operazioni di ricerca-arresto in Cisgiordania ed uno nei pressi della recinzione che circonda Gaza, mentre tentava di entrare in Israele. Segnalata una operazione [israeliana] di livellamento del terreno, a circa 100 metri all’interno della Striscia di Gaza, a nord est di Khan Yunis.
251 palestinesi, la metà dei quali minori, sono stati sfollati dalle loro case per sei ore durante una esercitazione militare israeliana. Le famiglie interessate fanno parte di quattro comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano. Lo sfollamento temporaneo, in circostanze simili, è diventato sistematico negli ultimi anni, con 103 episodi di questo tipo registrati a partire dall’inizio del 2012.
Le autorità israeliane hanno demolito 16 strutture palestinesi: 13 in area C e 3 a Gerusalemme Est, per mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele; coinvolte 95 persone, metà dei quali minori.
Registrati 2 attacchi di coloni israeliani con danni a proprietà palestinesi, tra cui la vandalizzazione di 8 alberi nel villaggio di Susiya (Hebron) attuata, a quanto riferito, da coloni dell’adiacente insediamento di Susiya, e l’incendio appiccato a 2 ettari di terra coltivata a grano nel villaggio di Kafr al Labad (Tulkarem), nei pressi dell’insediamento colonico di Enav. La maggior parte dei residenti del villaggio di Susiya sono a rischio imminente di trasferimento forzato a causa di ordini di demolizione già emessi da Israele; i provvedimenti riguardano circa 170 strutture collocate nell’Area C della Comunità.
I media israeliani hanno riportato 3 attacchi palestinesi contro israeliani in Gerusalemme Est, comprendente il ferimento di una donna israeliana colpita dal lancio di pietre e danni alla casa di un colono e ad un veicolo.
Le autorità israeliane hanno annunciato una serie di misure volte ad agevolare l’accesso dei palestinesi a Gerusalemme Est durante il mese di Ramadan. Sarà consentito l’ingresso senza permesso in Gerusalemme per la preghiera del venerdì agli uomini palestinesi ultraquarantenni, alle donne di ogni età ed ai bambini sotto i 12 anni. Per la prima volta, dall’inizio degli anni novanta, sarà consentito agli autobus con targa palestinese di entrare in Gerusalemme, il venerdì, attraverso i posti di blocco posti a presidio della città. Per la Striscia di Gaza, le autorità israeliane emetteranno alcune centinaia di permessi destinati agli uomini palestinesi di età superiore ai 60 anni ed alle donne sopra i 50 anni, per l’accesso a Gerusalemme il venerdì.
Il valico di Rafah è stato aperto tra il 13 e il 15 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.846 palestinesi, per lo più pazienti e studenti, di uscire da Gaza e ad altre 740 persone di entrarvi. Il 24 ottobre 2014 il valico venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai. Nei 234 giorni trascorsi da tale data esso è stato tenuto parzialmente aperto per 18 giorni.
Chi vuole una lettura ancora più veloce trova qui il nostro manifesto settimanale (n°122), basato su un riassunto del Rapporto.
Le forze israeliane, in due separati episodi avvenuti in Cisgiordania, hanno ucciso due palestinesi. Le vittime sono un giovane di 23 anni, ucciso durante una operazione di ricerca- arresto nel Campo Profughi di Jenin, ed un 22enne, colpito e successivamente investito da una jeep militare durante gli scontri nel villaggio di Kafr Malik (Ramallah). Secondo i media israeliani, entrambi gli uomini sono stati uccisi mentre erano in procinto di lanciare bottiglie incendiarie. Per il secondo dei due, fonti palestinesi riferiscono che le forze israeliane hanno negato, per almeno un’ora, l’intervento del personale medico in favore della vittima.
Quindici i palestinesi feriti dalle forze israeliane in tutti i Territori Occupati, tra essi 3 minori. Tutti i ferimenti, tranne uno, si sono verificato in Cisgiordania, nel contesto di scontri: soprattutto nel corso della manifestazione settimanale contro la chiusura di uno dei principali accessi al villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya) e di due operazioni di ricerca-arresto nei Governatorati di Jenin e Ramallah.
Nella Striscia di Gaza, un disabile mentale 18enne è stato ferito mentre tentava di scalare la recinzione; in almeno 12 altre occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco verso civili presenti in Aree ad Accesso Riservato (ARA) di terra e di mare; non sono stati segnalati feriti.
98 palestinesi arrestati dalle forze israeliane, tra cui 81 in operazioni di ricerca-arresto in Cisgiordania ed uno nei pressi della recinzione che circonda Gaza, mentre tentava di entrare in Israele. Segnalata una operazione [israeliana] di livellamento del terreno, a circa 100 metri all’interno della Striscia di Gaza, a nord est di Khan Yunis.
251 palestinesi, la metà dei quali minori, sono stati sfollati dalle loro case per sei ore durante una esercitazione militare israeliana. Le famiglie interessate fanno parte di quattro comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano. Lo sfollamento temporaneo, in circostanze simili, è diventato sistematico negli ultimi anni, con 103 episodi di questo tipo registrati a partire dall’inizio del 2012.
Le autorità israeliane hanno demolito 16 strutture palestinesi: 13 in area C e 3 a Gerusalemme Est, per mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele; coinvolte 95 persone, metà dei quali minori.
Registrati 2 attacchi di coloni israeliani con danni a proprietà palestinesi, tra cui la vandalizzazione di 8 alberi nel villaggio di Susiya (Hebron) attuata, a quanto riferito, da coloni dell’adiacente insediamento di Susiya, e l’incendio appiccato a 2 ettari di terra coltivata a grano nel villaggio di Kafr al Labad (Tulkarem), nei pressi dell’insediamento colonico di Enav. La maggior parte dei residenti del villaggio di Susiya sono a rischio imminente di trasferimento forzato a causa di ordini di demolizione già emessi da Israele; i provvedimenti riguardano circa 170 strutture collocate nell’Area C della Comunità.
I media israeliani hanno riportato 3 attacchi palestinesi contro israeliani in Gerusalemme Est, comprendente il ferimento di una donna israeliana colpita dal lancio di pietre e danni alla casa di un colono e ad un veicolo.
Le autorità israeliane hanno annunciato una serie di misure volte ad agevolare l’accesso dei palestinesi a Gerusalemme Est durante il mese di Ramadan. Sarà consentito l’ingresso senza permesso in Gerusalemme per la preghiera del venerdì agli uomini palestinesi ultraquarantenni, alle donne di ogni età ed ai bambini sotto i 12 anni. Per la prima volta, dall’inizio degli anni novanta, sarà consentito agli autobus con targa palestinese di entrare in Gerusalemme, il venerdì, attraverso i posti di blocco posti a presidio della città. Per la Striscia di Gaza, le autorità israeliane emetteranno alcune centinaia di permessi destinati agli uomini palestinesi di età superiore ai 60 anni ed alle donne sopra i 50 anni, per l’accesso a Gerusalemme il venerdì.
Il valico di Rafah è stato aperto tra il 13 e il 15 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.846 palestinesi, per lo più pazienti e studenti, di uscire da Gaza e ad altre 740 persone di entrarvi. Il 24 ottobre 2014 il valico venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai. Nei 234 giorni trascorsi da tale data esso è stato tenuto parzialmente aperto per 18 giorni.
3 Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 16-22 giugno 2015
Un civile israeliano 25enne è stato ucciso ed un altro ferito mentre stavano facendo un tour nei pressi del villaggio di Deir ‘Ibzi’ (Ramallah). Secondo quanto riferito, l’autore è un palestinese, fuggito dopo il fatto. A Gerusalemme Est, un 18enne palestinese di Sair (Hebron) ha accoltellato e gravemente ferito una guardia israeliana di frontiera ed è stato successivamente colpito e gravemente ferito da quest’ultima. In risposta a questi due attacchi, le autorità israeliane hanno ritirato ai residenti di Sair i permessi di entrata in Gerusalemme Est per la preghiera del venerdì durante il Ramadan, così come 500 permessi già rilasciati a palestinesi per viaggi tramite l’aeroporto “Ben Gurion”.In diversi episodi verificatisi in Cisgiordania, le forze israeliane hanno ferito un totale di 19 palestinesi, tra cui due minori. La maggior parte dei ferimenti sono avvenuti nelle seguenti situazioni: durante scontri nel corso della manifestazione settimanale contro la chiusura di uno degli ingressi principali del villaggio di Kafr Qaddum (Qalqiliya); durante un’operazione di arresto in ‘Isawiya e durante scontri vicino alla Porta di Damasco, entrambi in Gerusalemme Est.
Striscia di Gaza: in due separati episodi avvenuti in “Aree ad Accesso Riservato” (ARA), di terra e di mare, le forze israeliane hanno sparato e colpito tre civili, tra cui un minore, nell’ARA interna alla recinzione di Gaza. In almeno un’altra occasione, le forze israeliane hanno aperto il fuoco verso pescatori che navigavano in prossimità del limite di pesca di 6 miglia nautiche; non sono stati segnalati feriti. In una occasione, le forze israeliane sono entrate nella Striscia per circa 100 metri ed hanno spianato il terreno, ad est di Gaza City.
62 palestinesi, tra cui 27 minori, sono stati sfollati per sei ore dalle loro case in Humsa Al Buqia’a, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, durante una esercitazione militare israeliana. Questo è la quarta volta, dall’inizio dell’anno, che tale Comunità di pastori viene sfollata temporaneamente.
Le autorità israeliane hanno demolito una struttura abitativa palestinese in Beit Hanina, a Gerusalemme Est, per mancanza dei permessi di costruzione rilasciati da Israele, sfollando due palestinesi.
Sono stati registrati cinque attacchi di coloni israeliani con conseguenti danni a proprietà palestinesi, tra cui la vandalizzazione di 35 alberi di ulivo tra Yassuf (Salfit) e Jamma’in (Nablus). I restanti episodi sono consistiti nel lancio di pietre contro veicoli palestinesi.
Oltre alle vittime di cui all’inizio di questo rapporto, cinque israeliani sono stati feritinei governatorati di Gerusalemme e Ramallah nel corso di cinque diversi episodi in cui sono state lanciate pietre contro i loro veicoli.
Secondo il Ministero Palestinese dell’Agricoltura, le forze israeliane hanno tagliato e sradicato circa 20.000 alberelli di cinque anni, piantati a cura dello stesso Ministero in Area C, nei pressi della città di Tubas. Le autorità israeliane avevano emesso ordini di sgombero contro gli alberelli nel settembre del 2014, a motivo del fatto che la terra è stata dichiarata sia riserva naturale che zona per esercitazioni militari a fuoco.
Nel primo venerdì di Ramadan circa 50.000 palestinesi, provenienti da altre parti della Cisgiordania, sono entrati in Gerusalemme Est attraverso quattro specifici checkpoint lungo la Barriera; nel 2014 furono circa 11.000 e 76.000 nel 2013. Hanno potuto entrare anche circa 200 palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. Ai maschi palestinesi ultra 40enni in possesso di documenti d’identità della Cisgiordania, alle donne di ogni età ed ai bambini di età inferiore ai 12 anni, è stato consentito di entrare il venerdì senza permesso. Per gli altri palestinesi, i requisiti di idoneità per ottenere il permesso di ingresso il venerdì sono stati allentati in modo da includere i maschi tra i 12 ed i 40 anni di età in possesso di carte di identità della Cisgiordania, così come per gli uomini ultra 60enni e per le donne ultra 50enni provenienti dalla Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito, sono state accettate le domande presentate da tutti i gruppi di età per ottenere i permessi di entrata nei giorni diversi dal venerdì.
Nel contesto di allentamento delle misure restrittive, collegato al Ramadan, le autorità israeliane hanno riaperto una strada di collegamento, chiusa dal 2000, tra la città di Hebron e Bani Na’im, facilitando l’accesso ai servizi ed ai mezzi di sussistenza.
Il valico di Rafah è stato aperto tra il 16 e il 19 giugno in entrambe le direzioni, consentendo a 1.985 palestinesi, principalmente pazienti e studenti, di uscire dalla Striscia di Gaza ed a 269 di entrarvi. Questo porta a 22 il numero di giorni in cui il valico è stato parzialmente aperto da quando venne chiuso dall’Egitto a seguito di un attacco subito nel Sinai (24 ottobre 2014).
Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 2 – 8 giugno 2015
19 palestinesi, tra cui sette minori, sono stati feriti dalle forze israeliane in Cisgiordania durante scontri legati a proteste ed operazioni di ricerca-arresto. Tra i minori feriti: un neonato ed un bambino di 18 mesi che hanno inalato gas lacrimogeno mentre si svolgevano proteste in Kafr Qaddum (Qalqiliya); due ragazzi (di 13 e 16 anni), colpiti con proiettili di arma da fuoco nel corso di scontri in Silwad (Ramallah) e durante una operazione di ricerca-arresto nel Campo Profughi di Balata (Nablus); tre ragazzi (di 12 e 17 anni), colpiti da granate assordanti nel corso di scontri in Gerusalemme Est; un 17enne colpito da un proiettile di gomma in Abu Dis (Gerusalemme).Un bambino palestinese di nove anni è stato gravemente ustionato dalla detonazione di un ordigno inesploso con cui stava armeggiando vicino a casa, nella città di Tubas, ad est di un’area dichiarata da Israele come “zona chiusa, destinata all’addestramento militare”.
Un gruppo armato palestinese ha sparato razzi dalla Striscia di Gaza verso il sud di Israele: due di essi sono caduti nelle vicinanze di Netivot ed Ashkelon; non sono stati segnalati feriti o danni. Il 2 giugno, la polizia dell’autorità de facto ha ucciso un 27enne, membro di un gruppo armato, durante il tentativo di arrestarlo.
In almeno 25 occasioni, le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro civili in Aree ad Accesso Riservato, in terra ed in mare, ferendo tre pescatori che, secondo quanto riferito, stavano navigando a quattro miglia nautiche dalla costa; hanno inoltre ferito un agricoltore che stava raccogliendo le sue produzioni a 500 metri dalla recinzione. Le forze israeliane sono entrate nella Striscia a sud di Sufa e ad est della città di Gaza ed hanno realizzato opere di scavo e di livellamento del terreno.
Le forze israeliane hanno arrestato 122 palestinesi nei territori palestinesi occupati, per la gran parte in Cisgiordania. Nella Striscia di Gaza le forze israeliane hanno arrestato in mare nove pescatori dopo averli costretti a togliersi i vestiti e nuotare verso le motovedette israeliane; un altro uomo è stato arrestato nei pressi della recinzione che circonda Gaza, dopo averla attraversata per entrare in Israele senza autorizzazione.
In Cisgiordania, le autorità israeliane hanno demolito 28 strutture in Area C e Gerusalemme Est, per mancanza dei permessi edilizi israeliani, sfollando 29 palestinesi, tra cui 17 minori e sette donne, e coinvolgendo in diverso modo altri 62 palestinesi, tra cui 34 minori. La demolizione più estesa è avvenuta nella Valle del Giordano, dove 22 strutture, di cui dieci abitative, sono state demolite nella Comunità pastorizia di Abu Kbash.
Sono stati registrati due attacchi di coloni israeliani, con danni a proprietà palestinesi. In entrambi gli episodi si è trattato di lancio di pietre a veicoli in transito: sulla strada che collega il villaggio di Nahhalin ad Husan (Betlemme) e nei pressi della colonia israeliana di Ma’ale Efraim (Nablus).
Durante la settimana le autorità egiziane hanno tenuto chiuso il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto permanentemente chiuso dal 24 novembre 2014, a seguito di un attacco nel Sinai, ad eccezione di aperture parziali ed intermittenti, per un totale di 15 giorni.
Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 12- 18 maggio 2015
87 palestinesi, tra cui 18 bambini di cinque anni e tre donne, sono stati feriti dalle forze israeliane durante scontri in Cisgiordania; 29 di queste lesioni sono state causate da proiettili di arma da fuoco. La maggior parte dei ferimenti si è verificata nel contesto di una marcia di israeliani verso la Città Vecchia di Gerusalemme Est, per celebrare quello che gli israeliani chiamano il “Giorno di Gerusalemme”. Ulteriori scontri, con conseguenti feriti, sono scoppiati nel corso di una visita di circa 4.000 israeliani alla Tomba di Giuseppe, nella città di Nablus, oltreché nelle manifestazioni commemorative del 67° anniversario di ciò che per i palestinesi è il “Giorno della Nakba”.Nella Striscia di Gaza, ad ovest di Beit Lahia, 74 membri delle forze di sicurezza palestinesi sono rimasti feriti nel tentativo di rimuovere ordigni inesplosi; anche due civili sono rimasti feriti in un incidente dello stesso tipo, ad est della città di Gaza. Dal cessate il fuoco del mese di agosto 2014, undici palestinesi, tra cui un minore, sono stati uccisi dalle esplosioni di residuati bellici ed altri 123, tra cui 22 minori, sono rimasti feriti.
Striscia di Gaza: registrati nella settimana almeno 20 episodi di apertura del fuoco da parte delle forze israeliane in Aree ad Accesso Riservato, in terra ed in mare, oltre a tre episodi in cui le forze navali egiziane hanno aperto il fuoco verso imbarcazioni palestinesi che si avvicinavano alle acque egiziane. Non sono stati segnalati feriti né danni.
In Area C, le autorità israeliane hanno demolito parzialmente una struttura commerciale in Silwad (Ramallah) per mancanza dei permessi israeliani di costruzione; il provvedimento colpisce una famiglia di rifugiati palestinesi. Per motivi analoghi, nella Valle del Giordano, in due diverse località (in Al Jiftlik Abu al ‘Ajaj ed in Umm Al Obor), le autorità israeliane hanno confiscato due chilometri di tubi per irrigazione finanziati da donatori. Nella scorsa settimana (fatto non segnalato nel precedente Rapporto) le forze israeliane avevano abbattuto una linea elettrica, costituita da 30 pali e 3000 metri di cavo, che alimentava il villaggio di Um Sidra, vicino ad Ar Ramadin (Hebron); la demolizione ha colpito l’intero paese (circa 35 famiglie).
Contro palestinesi e le loro proprietà sono stati registrati dieci attacchi di coloni israeliani, che hanno causato cinque feriti, tra cui un bambino di 18 mesi ed una coppia di anziani, feriti in due separati incidenti dal lancio di pietre. Almeno 959 alberi e alberelli sono stati incendiati o sradicati ed almeno 22 veicoli, tra cui uno delle Nazioni Unite, sono stati danneggiati dal lancio di pietre.
Nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion un palestinese si è schiantato con il suo veicolo contro una stazione di autobus israeliani, provocando il ferimento di quattro israeliani. Secondo il DCO [Ufficio di Coordinamento Distrettuale] palestinese, si è trattato di un incidente involontario. I mezzi di informazione israeliani hanno segnalato sette attacchi di palestinesi con conseguenti lesioni o danni a proprietà di israeliani; tutti gli episodi si sono svolti in Cisgiordania e sono consistiti nel lancio di pietre, per lo più a veicoli di coloni israeliani, ed hanno causato lesioni a quattro israeliani e danni a tre veicoli.
Durante la settimana le autorità egiziane hanno tenuto chiuso il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto permanentemente chiuso dal 24 novembre 2014, a seguito di un attacco in Sinai, tranne che per 12 giorni, durante i quali è stato parzialmente aperto.
Rapporto sulla Protezione dei Civili nei Territori Palestinesi Occupati 28 aprile – 4 maggio 2015
Cisgiordania: tredici palestinesi, tra cui due minori e cinque giornalisti, sono stati feriti dalle forze israeliane nel corso di vari scontri: durante manifestazioni per la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa; durante la protesta settimanale contro la chiusura di lunga data di una delle principali strade di accesso a Kafr Qaddum (Qalqiliya); nel corso di una operazione di ricerca-arresto nella città di Nablus. Inoltre un palestinese è stato ferito con arma da fuoco dalle guardie ferroviarie della Metropolitana leggera di Gerusalemme, sembra dopo tentativi di accoltellamento di israeliani alla stazione. Questo è il numero più basso di ferimenti settimanali dall’inizio del 2015.Striscia di Gaza: registrati almeno 25 episodi in cui le forze israeliane hanno aperto il fuoco verso civili palestinesi nelle Aree ad Accesso Riservato (ARA), in terra ed in mare; non sono stati segnalati feriti. Secondo quanto riferito c’è stato almeno un caso di lancio di un razzo verso Israele da parte di membri di gruppi armati di Gaza; il razzo è caduto dentro la Striscia Gaza senza provocare feriti o danni.
320 palestinesi, metà dei quali minori, appartenenti a sei piccole comunità di pastori nel nord della Valle del Giordano, sono stati temporaneamente sfollati per diverse ore nell’arco di due giorni, per consentire un’ampia esercitazione militare israeliana. Lo sfollamento temporaneo per motivi militari è diventato sistematico negli ultimi anni: 98 di tali episodi sono stati registrati dall’inizio del 2012. Questa pratica genera un contesto coercitivo che contribuisce a premere sui residenti palestinesi per l’abbandono definitivo delle aree interessate. Un alto ufficiale dell’Esercito israeliano ha detto che tali esercitazioni contribuiscono alla prevenzione delle costruzioni illegali in Area C.
Per mancanza dei permessi israeliani di costruzione, le autorità israeliane hanno demolito quattro strutture palestinesi in due comunità in Area C; il provvedimento colpisce almeno due famiglie. Sale così a 189 il numero di strutture demolite in Area C per tali motivi dall’inizio del 2015, rispetto alle 216 demolite nel corrispondente periodo del 2014.
Il 4 maggio, l’Alta Corte di Giustizia israeliana ha respinto una richiesta dei residenti del villaggio palestinese di Susiya (a sud di Hebron) mirante ad ottenere un provvedimento di sospensione temporanea di tutte le demolizioni previste nel villaggio, almeno fino a quando la Corte stessa si sarà pronunciata sulla principale petizione presentata dai residenti, in cui si chiede di considerare pianificazioni alternative nell’area. Tale decisione spiana la strada all’attuazione, in qualunque momento, degli ordini di demolizione già emessi dalle autorità israeliane contro praticamente le strutture dell’intero villaggio. Questo sviluppo della situazione solleva preoccupazioni circa il trasferimento forzato di 450 residenti di Susiya, tra cui 120 minori.
Cisgiordania: le forze israeliane hanno svolto 95 operazioni di ricerca-arresto ed hanno arrestato 106 palestinesi; la quota più consistente di operazioni (23) è stata riscontrata nei Governatorati di Nablus ed Hebron, mentre il maggior numero di arresti (41) è stato registrato in Gerusalemme. Inoltre nove palestinesi sono stati arrestati dalle forze di Israele nella Striscia di Gaza mentre tentavano di entrare in Israele senza permesso.
Sono state segnalate quattro aggressioni di coloni israeliani a palestinesi, con conseguenti lesioni o danni alle loro proprietà, tra cui due episodi di aggressione fisica che hanno causato il ferimento di tre uomini palestinesi. Gli episodi di danneggiamento includono la vandalizzazione di sette alberi nel villaggio di Husan (Betlemme) e la manomissione di una rete idrica che serve almeno 40 famiglie palestinesi della zona H2, a controllo israeliano, nella città di Hebron. È stato inoltre segnalato un episodio (non incluso nel conteggio), presumibilmente deliberato, di investimento e fuga da parte di un colono israeliano, in Ar Rifa’iyya (Hebron); un bambino di cinque anni è rimasto ferito.
Media israeliani hanno riportato tre episodi di lancio di pietre da parte di palestinesi a veicoli israeliani in transito in Cisgiordania, provocando due feriti e danni ad un bus israeliano.
Nel periodo in esame, 997 camion con materiali da costruzione sono entrati in Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom, segnando il record settimanale dal febbraio 2013. Questo aumento segue un recente potenziamento della capacità del valico che si accompagna all’accordo raggiunto nel mese di settembre 2014 sull’ingresso di quantità limitate di materiali per la riparazione e la ricostruzione delle abitazioni e delle infrastrutture danneggiate o distrutte durante le ostilità dell’estate (il “Meccanismo di Ricostruzione di Gaza”). Tuttavia, mentre le riparazioni di case che hanno subito danni piccoli o moderati sono state effettuate, la ricostruzione di case totalmente distrutte non è ancora iniziata a causa di molteplici vincoli, tra cui la mancanza di fondi, e circa 100.000 persone rimangono sfollate.
Durante la settimana le autorità egiziane hanno tenuto chiuso il valico di Rafah in entrambe le direzioni. Il valico è rimasto permanentemente chiuso dal 24 novembre 2014, a seguito di un attacco in Sinai, tranne che per 12 giorni, durante i quali è stato aperto, ma con restrizioni. Il valico venne eccezionalmente aperto per un solo giorno il 10 marzo 2015. Questa disposizione sta interessando almeno 30.000 persone che, su entrambi i lati, sono registrate per attraversare.
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